ottobre 2015
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Prova di coraggio e personalità di Giovanni De Carolis in terra tedesca. I seimila dell’Arena di Karlshrue si erano seduti convinti di assistere all’ennesimo veloce successo per ko dell’idolo di casa. Una partenza capolavoro del pugile romano li ha gelati. È stato lui ad andare a cercare, a sorpresa, Feigenbutz. Lo ha braccato, spinto verso
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Prova di coraggio e personalità di Giovanni De Carolis in terra tedesca. I seimila dell’Arena di Karlshrue si erano seduti convinti di assistere all’ennesimo veloce successo per ko dell’idolo di casa. Una partenza capolavoro del pugile romano li ha gelato. È stato lui ad andare a cercare, a sorpresa, Feigenbutz. Lo ha braccato, spinto verso
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di Domenico Paris Inutile girarci intorno. Sabato, nella serata organizzata da Sauerland alla DM Arena di Karlsruhe, a Giovanni De Carolis servirà un’impresa per conquistare il titolo interim WBA dei supermedi. E non soltanto per il valore di Vincent Feigenbutz, solido picchiatore in grado di vincere 19 incontri su 21 prima del limite, ma anche
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All’alba del pugilato c’era un solo campione del mondo per otto categorie di peso: mosca, gallo, piuma, leggeri, welter, medi, mediomassimi, massimi. Con gli anni sono aumentati gli Enti che gestiscono i titoli e di pari passo sono aumentate le suddivisioni. Sono entrate paglia, minimosca, supermosca, supergallo, superpiuma, superleggeri, superwelter, supermedi, massimi leggeri sino ad
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Era l’estate del Settantuno. «Ciao campione» «Ciao campione». «Stavolta saremo rivali» «Jimmy lo so che sei forte. Per diventare mio sparring devi essere veramente bravo». «Ali ti rispetto, ma cercherò di batterti». «Coraggio amico, andiamo a divertirci». Jimmy cercava di mostrare all’altro la sua bravura, voleva fargli vedere quanto fosse migliorato. Centinaia di round di
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di Patrizio Oliva* La disfatta della squadra azzurra agli ultimi Mondiali di Doha deve far riflettere. In che situazione si trova il nostro pugilato dilettantistico? Sino a oggi solo due azzurri si sono qualificati per l’Olimpiade di Rio 2016: Clemente Russo (91 kg) e Valentino Manfredonia (81 kg). Il resto dei candidati avrà ancora a
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di Domenico Paris Quindici anni. Tanti ne sono passati da quando l’ultimo pugile romano provava a conquistare una corona mondiale fuori dai confini nazionali. Quella volta fu Sandro Casamonica, che venne sconfitto sul ring di Berlino da Artur Grigorian per il titolo WBO dei pesi leggeri. Tre lustri dopo è il turno di Giovanni De
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Campionato dell’Unione Europea (EU) pesi supergallo (nella foto di Renata Romagnoli i due protagonisti), Palazzetto dello Sport di Roma. Abigail Medina ha il match in mano, Emiliano Salvini subisce e non è più in grado di reagire. Uno, due, dieci colpi su un atleta indifeso. Il pugilato è uno sport che ha al suo interno
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Mondiali Doha (Qatar, 6-15 ottobre). Un disastro. Fuori anche Mangiacapre (foto) nei quarti di finale, nessun uomo a medaglia. E soprattutto zero pass olimpici portati a casa. Al momento restano soltato due gli azzurri che hanno già staccato il biglietto per Rio 2016: Clemente Russo (91 kg) e Valentino Manfredonia (81 kg). E sarà dura
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Le tette di Alechia. Erano uscite all’improvviso dal reggiseno che faticava a custodirle e si erano mostrate in tutto il loro splendore ai quindicimila gentiluomini stipati nell’arena del Caesars Palace. Un boato aveva segnato la performance della signorina. Alechia Patch era una delle ring card girl (sopra tre rappresentanti della categoria), una di quelle ragazze
