Salvini, i rischi sul ring aumentano se l’arbitro non capisce quando è il momento di fermare

1Campionato dell’Unione Europea (EU) pesi supergallo (nella foto di Renata Romagnoli i due protagonisti), Palazzetto dello Sport di Roma.
Abigail Medina ha il match in mano, Emiliano Salvini subisce e non è più in grado di reagire.
Uno, due, dieci colpi su un atleta indifeso. Il pugilato è uno sport che ha al suo interno una percentuale di rischio che non potrà mai essere eliminata, aumentarla per colpe umane mi sembra un vero e proprio peccato mortale.
L’arbitro olandese, il cinquantaquattrenne Robert Verwijs, ha assistito alla punizione senza intervenire. Era abbastanza vicino per vedere che uno picchiava a colpo sicuro e l’altro incassava senza difendersi.
Il regolamento EBU recita, seguendo anche il buonsenso oltre ai criteri pugilistici: “Do not hesitate to stop the fight if you have doubts; it’s better to stop a fight one punch before than one punch after“. L’invito, rivolto agli arbitri, dice dunque: “Non estate a fermare il match se avete qualche dubbio; è meglio fermare il combattimento un pugno prima che uno dopo“. Sacrosanto ammonimento che sabato sera il signor Verwijs con colpevole negligenza non ha osservato.

arbitroQuando Giulio Spagnoli, all’angolo di Salvini, è salito sul ring e ha invitato il suo pugile ad abbandonare (il regolamento Ebu non prevede il getto della spugna) l’arbitro (foto) si è girato attorno perplesso. Quasi stesse cercando un consenso dalle persone a bordo ring.
Sono convinto che il terzo uomo abbia un compito fondamentale nella boxe. Oltre a far rispettare il regolamento deve tutelare la salute dei due pugili.
Sul quadrato gli errori non riguardano un calcio di rigore che poteva esserci e non è stato assegnato, o un fuorigioco non fischiato. Nella boxe si parla dell’incolumità fisica di una persona.
È per questo che l’Ebu dovrebbe consigliare al signor Robert Verwijs un bel periodo di riposo. Nell’attesa potrebbe rivedersi le fasi finali del match e capire quanto grande sia stato il suo errore.
Al momento della sospensione due giudici avevano Salvini in vantaggio, il terzo aveva un pari.

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