Supermedi interim Wba, De Carolis: Mai stato così forte, posso battere Feigenbutz. Anche a casa sua

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di Domenico Paris

Quindici anni. Tanti ne sono passati da quando l’ultimo pugile romano provava a conquistare una corona mondiale fuori dai confini nazionali. Quella volta fu Sandro Casamonica, che venne sconfitto sul ring di Berlino da Artur Grigorian per il titolo WBO dei pesi leggeri. Tre lustri dopo è il turno di Giovanni De Carolis, che il 17 ottobre, alla DM Arena di Karlsrhue, proverà a strappare la corona dei supermedi ad interim WBA al padrone di casa e detentore Vincent Feigenbutz. Un match di grande difficoltà per il nostro atleta, che si troverà di fronte un avversario appena 20enne e dal record impressionante (20 vittorie, in 21 incontri, ben 19 successi per ko).

Abbiamo raggiunto lo sfidante prima della partenza per la Germania, per conoscere le emozioni alla vigilia di un appuntamento che rappresenta un crocevia fondamentale della carriera.

Giovanni, dopo tanti anni, un “romano di Roma” prova a conquistare un titolo mondiale all’estero. Che effetto ti fa?

Beh, è una sensazione forte, non c’è che dire. Ho avuto questa grande opportunità in quello che ritengo il mio miglior momento pugilistico. È vero: lui ha dieci anni di meno, ma io oggi, a 31 anni, penso di essere nel pieno dei miei mezzi. Mi sento pronto a batterlo, anche a casa sua”.

Negli ultimi anni, come hai dimostrato con la convincente vittoria ottenuta su N’Dyaie lo scorso maggio al Palazzetto dello Sport del Flaminio nell’ultima difesa dell’intercontinentale IBF, sembri aver trovato il tuo pugilato migliore. Pensi ci possano essere ulteriori margini di miglioramento?

Sì, credo di poter dare ancora di più. Sul ring, ora, mi muovo con maggiore naturalezza e riesco a mettere in pratica tutto quello che provo in allenamento. Credo sia una questione di migliore tenuta mentale, prima che atletica. Ragiono meglio e, soprattutto, so gestirmi con oculatezza durante il combattimento”.

Merito anche delle importanti esperienze che hai fatto fuori dall’Italia?

Sicuramente. Aver sfidato un campione come Arthur Abraham, per esempio, mi ha dato una consapevolezza dei miei mezzi che prima non avevo. Il banco di prova di un incontro importante all’estero è fondamentale per capire chi sei. Ed io credo di poter affermare di esserci riuscito, anche se il bello deve ancora venire”.

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Feigenbutz è considerato uno dei prospetti più interessanti in circolazione. Giovane, gran record, un picchiatore temibile e un’organizzazione solida alle spalle. In che modo pensi di doverti approcciare ad un simile avversario?

È vero, lui è giovane, forte e in Germania c’è molta gente che lo segue, ma io penso, senza presunzione, che sia un match alla mia portata. Feigenbutz è un pugile molto aggressivo, in grado di risolvere le contese con un colpo solo e, nello stesso tempo, è anche un gran demolitore. Ma non mi sembra ineccepibile nella fase difensiva. Ecco, io cercherò di sfruttare questa sua pecca per portare a casa il titolo”.

Dunque, dobbiamo attenderci una condotta attendista da parte tua?

No, non necessariamente. Di sicuro quando saremo sul quadrato cercherò di farmi colpire il meno possibile e di sfruttare al meglio le mie abilità difensive. Ma questo non significa che io non abbia intenzione di fare il match, anche perché quando vai fuori a giocarti una chance come quella che ho io, devi avere la consapevolezza che il fattore campo può risultarti fatale. È per questo che proverò a colpirlo il più duramente possibile e a metterlo giù appena ne avrò l’occasione”.

In allenamento hai provato qualche soluzione particolare per riuscire a farlo?

Sì e no, nel senso che sicuramente con il mio allenatore Italo Mattioli e con gli sparring abbiamo provato molte azioni, ma sarà soltanto quando saremo tra le dodici corde che capirò il da farsi. Sarà lì che capirò come impostare il mio match, non prima”.

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Chi ti è stato più vicino durante la preparazione, chi vorresti ringraziare?

Mia moglie prima di chiunque altro. È grazie alla sua comprensione e ai suoi sacrifici che ho potuto permettermi di affrontare questo periodo nelle migliori condizioni mentali. Poi i ragazzi che mi hanno aiutato per i guanti e tutto il mio staff tecnico al completo. E, naturalmente, il mio allenatore Italo Mattioli e il mio manager Davide Buccioni”.

Un pronostico?

Voglio vincere, sono pronto all’impresa”.

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