Il buio del gigante, la ballata triste di Bowe

RIDDICK Bowe l’ho visto per la prima volta a Brownsville, Brooklyn, New York nel lontano 1987. Eravamo nella pizzeria a taglio di Basilio Falcinelli: ex sassofonista jazz e fratello di Franco, all’epoca allenatore della nazionale. Ero approdato in quel posto dimenticato dal mondo dopo essermi lasciato Manhattan alle spalle. Avevo dovuto pagare una buona mancia per convicere il tassista a portarmi nell’inferno di Brownsville. NAPOLI PIZZA Era la scritta incastrata tra vecchi palazzi e case diroccate in Livonia Avenue. Le finestre degli edifici attorno erano quasi tutte spaccate, le porte bruciate. Basilio era un uomo bassino e robusto, aveva due … Continua a leggere Il buio del gigante, la ballata triste di Bowe

Io mi emoziono, voi controllate il cronometro

LA GRANDEZZA di Federica Pellegrini non sta nel fatto di avere toccato per prima la piastra nell’ultima frazione della 4×200 sl, ma nell’aver pensato di poterlo fare. Ecco, se non si capisce la differenza non possiamo comunicare. Parliamo due linguaggi differenti. L’idea era folle. Per quanto potesse andare lenta la svedese, cinque secondi in avvio di frazione e la metà prima degli ultimi 50 gridavano una sola verità: la gara è finita! E invece lei ha inseguito un sogno, ha capito che c’erano le condizioni per scardinare la serratura. E ci ha provato. Percezione, intuito, capacità di esecuzione. Eccola qui … Continua a leggere Io mi emoziono, voi controllate il cronometro

Motoscafo Pellegrini e tre ragazze d’oro

LA MEDAGLIA che non c’era l’hanno trovata in fondo a una gara da sballo. Un quartetto di ragazze d’oro guidate da una guerriera dell’acqua. Federica Pellerini ha trovato un finale impossibile per una storia che tra molti anni le azzurre racconteranno ancora ai nipotini nelle lunghe serate di inverno accanto al camino. In tre avevano nuotato molto bene, mantenendo in vita il sogno di un argento che alla vigilia sembrava comunque un’impresa difficile da centrare. Alice Mizzau, Stefania Pirozzi e Chiara Masini Luccetti erano state davvero brave. Avevano tenuto il confronto limitando in termini accettabili il veloce andare del cronometro, … Continua a leggere Motoscafo Pellegrini e tre ragazze d’oro

Il nuoto? Circo, noia e interpreti anonimi

HO VISTO l’esordio della staffetta mista agli Europei di nuoto a Berlino e ho pensato che sarebbe meglio finirla qui. È una specialità da circo. Perché allora non far gareggiare due destrorsi e due mancini? Oppure un uomo, una donna, un allenatore e un fisioterapista? Due interisti e due milanisti? Dicono che serve per lo show. Ma fatemi il piacere! Dicono: già esiste nel biathlon e nel nuoto di fondo, anche se con regole diverse. E io rispondo: così diventerete sempre di più uno sport di nicchia. Il senso di inferiorità nei confronti delle discipline maggiori aumenterà. Guardiamo un attimo … Continua a leggere Il nuoto? Circo, noia e interpreti anonimi

Nostalgia di Rosolino, il re delle interviste

Martina Grimaldi oro nella 25 km e Andrea Mitchel D’Arrigo argento nei 400 sl sono i protagonisti dell’avvio degli Europei di Berlino. Hanno in comune una naturale avversione a raccontarsi. Gli auguro ogni fortuna, ma resto un fan scatenato di quelli che si mettono in gioco con le parole. Di quelli che non hanno paura di sfidare i giornalisti, ma sanno anche offrire materiale di qualità per una storia da prima pagina. Oggi di quella scuola è rimasta solo Federica Pellegrini. Ricordo con grande nostalgia un fuoriclasse che non è più in nazionale. Massimiliano Rosolino è stato un campione da … Continua a leggere Nostalgia di Rosolino, il re delle interviste

Il sorriso di Kuerten, campione da amare

UN CAMPIONE da amare. È stato così dalla prima volta che l’ho visto giocare, è stato così anche quando in un giorno di fine maggio del 2008 l’ho visto uscire dal campo regalandomi le ultime emozioni. Guga era ormai diventato come il bandolero stanco di Roberto Vecchioni. Vive di tramonti e di calcolati oblii E di commoventi, ripetuti, lungi addii Struggenti addii La gente si era alzata in piedi e stava urlando il suo nome. Kuerten usciva dal Centrale del Roland Garros incerto se ridere o piangere. Era arrivato lì per la prima volta nel 1997. Aveva vissuto per due … Continua a leggere Il sorriso di Kuerten, campione da amare

L’oro di Martina, il segreto di un tatuaggio

ORO PER Martina Grimaldi, volto sereno di una guerriera del mare. Pensavo fosse timida, col tempo ho imparato che è solo gelosa di quello che vuole rimanga suo. Non racconta aneddoti di vita privata, al massimo ti fa conoscere la colonna sonora che l’accompagna in acqua, quando mentalmente ripassa i motivi preferiti. “Sally” e “Vivere una favola” di Vasco Rossi ai Mondiali di Roma 2009 chiusi con il bronzo, “Man down” di Rihanna quattro anni dopo quando è arrivato l’oro di Barcellona. Si lascia scappare poche parole. “Chi osa, vince” è il mantra laico che le ha regalato il collega … Continua a leggere L’oro di Martina, il segreto di un tatuaggio

La leggenda dei mancini, demoni o geni?

IL 13 AGOSTO è stata celebrata la “Giornata Mondiale dei Mancini”. Un evento nato nel 1976 grazie all’associazione “Lefthanders International”. Da quella prima edizione ne sono seguite molte altre e si sono moltiplicati gli studi legati al fenomeno. Mercoledì è stata la giornata del loro “orgoglio” contro il pregiudizio che li ha spesso accompagnati. L’invito era quello di divertirsi sollecitando amici e parenti ad usare la sinistra per un giorno, facendocosì  “toccare con mano” le difficoltà di chi non usa la destra. Molti anni fa erano in tanti a chiamare la sinistra “la mano del demonio”. I genitori legavano quella … Continua a leggere La leggenda dei mancini, demoni o geni?

Seles, quell’anno vissuto tragicamente

Tre tornei per raccontare una tragedia: Wimbledon, Roma e Roland Garros. La morte di Karolij Seles, l’angoscia di sua figlia Monica. Un anno che pesa come un macigno e riempie di rughe il volto di quella giovane fanciulla.   MONICA abbassa la testa per ricacciare indietro le lacrime. Ancora una volta le hanno chiesto del papà. Siamo a Wimbledon, è il 1997. Karolij Seles, 64 anni, ha il cancro allo stomaco e la sua vita è una lotta continua. «Va bene» sussurra Monica. Si ferma un attimo, ha gli occhi lucidi, subito dopo aggiunge: «Ci sentiamo tutti i giorni, più … Continua a leggere Seles, quell’anno vissuto tragicamente

Le mille incredibili superstizioni della boxe

UMBERTO Branchini aveva sempre una storia da raccontare. Ce ne stavamo spesso a parlare la sera prima dei match, forse era così che il Cardinale allentava la tensione. Oggi mi è tornata alla mente una chiacchierata fatta a New York, al tavolo di Gallagher: una steakhouse che era diventata il ritrovo di pugili, manager, coach e giornalisti. Dopo una bella bistecca e un paio di birre, le avevo bevute io sia chiaro, Branchini aveva cominciato come faceva sempre prima di avventurarsi in un nuovo racconto. “La sa la storia di Azevedo?” Ci davamo del lei, come si usava una volta … Continua a leggere Le mille incredibili superstizioni della boxe