Il nuoto? Circo, noia e interpreti anonimi

kover

HO VISTO l’esordio della staffetta mista agli Europei di nuoto a Berlino e ho pensato che sarebbe meglio finirla qui. È una specialità da circo. Perché allora non far gareggiare due destrorsi e due mancini? Oppure un uomo, una donna, un allenatore e un fisioterapista? Due interisti e due milanisti?

Dicono che serve per lo show. Ma fatemi il piacere!

Dicono: già esiste nel biathlon e nel nuoto di fondo, anche se con regole diverse. E io rispondo: così diventerete sempre di più uno sport di nicchia. Il senso di inferiorità nei confronti delle discipline maggiori aumenterà.

Guardiamo un attimo il calcio. Non è mai venuto in mente a nessuno di far giocare sei uomini e cinque donne assieme. Faticano ad accettare il minimo cambiamento, figuratevi che caos scatenerebbero davanti a qualcosa che non avrebbe nulla di sensato.

Se volete aumentare la spettacolarità del nuoto, almeno di quello trasmesso in televisione, riducete il programma generale e concentrate in ogni trasmissione solo le finali. E poi, abolite le interviste in zona mista. Non certo per colpa della giornalista, ma per le risposte noiose, ripetitive e senza lampi dei nuotatori. Sentire ogni volta ripetere le stesse frasi sui tempi di passaggio e su quanto si sperava di fare meglio, innesca il desiderio di cambiare canale, soprattutto se la conclusione è inevitabilmente “Va bene così”. Anche quando si avrebbe voglia di mettere giù una lista infinita di improperi rivolti al mondo intero.

fedepippo

Il righello dell’omogeneizzazione ha definito un confine tra l’intera nazionale azzurra e quelle due tre eccezioni che resistono nel tempo. È bastato che Federica Pellegrini mostrasse una maglietta che “raccontava” un divertente retroscena per rivitalizzare l’idea della zona mista. Sono stati sufficienti gli auguri di Pippo Magnini alla mamma per dare un senso a quegli intervalli.

Il nuoto ha bisogno di personaggi così: gente che sappia renderlo universale, che riesca a farlo entrare tra i preferiti di ogni famiglia.

Ci sono tre risposte a questa domanda di popolarità.

  1. Trovare un fenomeno che travolga il resto del mondo e vinca tutto nella sua specialità.
  2. Trovare un personaggio così esuberante che sia in grado di reggere il livello medio dei suoi risultati con un grande carisma fuori dalla piscina.
  3. Trovare uno che assommi le due precedenti definizioni. E qui siamo nel campo dei fuoriclasse assoluti.

Fuori da questo schema ci areniamo davanti a “ho migliorato il personale”, “ho guadagnato la finale”, “ho fatto il massimo”.

Siamo a livello di agonismo esasperato, non siamo in una gara di bambini che dovrebbero avere come obiettivo il divertimento.

Qui ci si prepara da professionisti, si prendono soldi e si lavora per raggiungere un risultato. Tutto il resto è noia.

Ho avuto la fortuna di vivere il momento migliore della storia del nuoto azzurro. Sacchi, Rosolino, Brembilla, Pellegrini, Magnini, Fioravanti, Filippi, Boggiatto, Scozzoli in piscina. Valli, Cleri e Baldini in acque aperte. Li ho visti tutti (in pratica mi sono perso solo Lamberti e Calligaris…). Ci siamo divertiti, loro come atleti di livello assoluto io come giornalista che aveva la fortuna di raccontarne le gesta. Il nuoto era spesso in prima pagina e i personaggi che lo animavano erano (e sono) conosciuti anche al di fuori dei confini di una piscina.

anonimo

L’80% dei nomi che ho appena scritto apparteneva al terzo livello. Campione e personaggio. Oggi mi sembra si sia scivolati in un clima di anonime presenze. Qualcuno realizza un buon risultato, ma fatica a mostrare le proprie emozioni, non si esalta neppure davanti al raggiungimento di un obiettivo importante, non comunica allegria.

Esaltano l’idea che un nuotatore debba essere uno stakanovista della fatica incapace di provare umane sensazioni.

Se devo proprio sottopormi a una punizione, mi somministro una dose da dinosauro e mi guardo Mula sa kung ano ang noon”, il film filippino di Lav Diaz che ha vinto il Festival di Locarno.

Direte: ma dura cinque ore e mezzo, non sarà noioso?

Riguardatevi le prime due giornate degli Europei e poi fatemi sapere la vostra definizione di noioso.

Tanto per essere chiaro, e chiudo, ho la sensazione che siano davvero pochi quelli a cui piaccia nuotare. Estremizzando il concetto, a me sembra che oggi (a parte le note eccezioni che ho più volte sottolineato) tra i nostri sia difficile trovare anche chi si diverta a vincere…

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  1. “Mula sa kung ano ang noon” è un grande film.

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