L’oro di Martina, il segreto di un tatuaggio

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ORO PER Martina Grimaldi, volto sereno di una guerriera del mare.

Pensavo fosse timida, col tempo ho imparato che è solo gelosa di quello che vuole rimanga suo. Non racconta aneddoti di vita privata, al massimo ti fa conoscere la colonna sonora che l’accompagna in acqua, quando mentalmente ripassa i motivi preferiti.

“Sally” e “Vivere una favola” di Vasco Rossi ai Mondiali di Roma 2009 chiusi con il bronzo, “Man down” di Rihanna quattro anni dopo quando è arrivato l’oro di Barcellona.

Si lascia scappare poche parole.

Chi osa, vince” è il mantra laico che le ha regalato il collega Marco Formentini. E lei così riservata, per nulla aggressiva fuori dall’acqua, sa trasformarsi in attaccante senza paura quando le onde diventano più alte e tutto sembra essere più complicato.

Ha vinto gli Europei di Berlino allo sprint, proprio come era accaduto in Catalogna ai Mondiali dello scorso anno. E finalmente si è aperta in un grande sorriso. Qualcuno in passato le ha strappato stralci di racconto. Non certo confessioni da conquistatrice. E alla fine sono molti i segreti ancora da svelare. Ma ce ne è uno che mi piace raccontare.

Anche stavolta ha lanciato un ringraziamento a distanza per Peppe D’Angelo che oramai è vicino alla pensione. È il capo del gruppo sportivo della Polizia di Napoli. L’uomo a cui si deve molto per le medaglie portate a casa dalla bionda bolognese.

Quando voleva arruolarsi, l’avevano scartata. Colpa di un tatuaggio al piede destro: i cinque cerchi olimpici. Con le scarpe aperte si vedeva e il regolamento lo vietava. Lui li ha convinti a chiudere un occhio e ha avuto ragione. Un oro, un argento e un bronzo mondiale; un oro, un argento e un bronzo europeo; un bronzo olimpico hanno confermato che la scelta fatta era quella giusta.

La mamma di Martina si chiama Patrizia Chiappa, professoressa di matematica. Dicono che le abbia trasmesso la passione per i numeri e per la cucina. Quando l’ho ricordato alla ragazza qualche tempo fa, mi ha risposto.

Per quanto riguarda la cucina hai ragione, ma solo se intendi che mi piace mangiare…

Pino è il papà e le ha insegnato l’amore per lo sport. Ha praticato pallavolo e nuoto. Anche la mamma è stata un’atleta, correva in pista e non era poi così male.

Calma con i complimenti, nessuno dei due ha raggiunto il mio livello…

L’ha detta e ha riso. Lo ricordo perché è stato uno dei pochi momenti in cui si è lasciata andare, felice per quello che aveva appena fatto.

Davanti ai giornalisti frena, ma quando è con gli amici si scatena.

Le piace il cinema, le piace la discoteca. Ballare o ascoltare musica non fa differenza, basta stare in compagnia.

È saldamente ancorata alla realtà.

Un giorno le ho chiesto: cosa sogni?

Quando dormo non sogno. I sogni li faccio ad occhi aperti e spero che non finiscano mai.

Nuota da quando aveva tre anni, ma il fondo in acque libere l’ha scoperto solo nel 2005 quando di anni ne aveva già 17.

A Berlino le ha messe in fila tutte in quel caos organizzato che è la 25 chilometri. Ci si tuffa e si comincia a lottare. Pugni, gomitate, graffi, trattenute. È un’arena in cui ogni colpo è consentito. Solo se hai l’animo guerriero riesci a portare a casa il risultato.

Se osi, vinci.”

Martina Grimaldi è una guerriera che viene da Bologna e continua a sognare.

Fra due anni ci sono i Giochi di Rio e nella 10 chilometri…

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