Motoscafo Pellegrini e tre ragazze d’oro

SWIM-WORLD-ESP-WOMEN

LA MEDAGLIA che non c’era l’hanno trovata in fondo a una gara da sballo. Un quartetto di ragazze d’oro guidate da una guerriera dell’acqua. Federica Pellerini ha trovato un finale impossibile per una storia che tra molti anni le azzurre racconteranno ancora ai nipotini nelle lunghe serate di inverno accanto al camino.

In tre avevano nuotato molto bene, mantenendo in vita il sogno di un argento che alla vigilia sembrava comunque un’impresa difficile da centrare.

Alice Mizzau, Stefania Pirozzi e Chiara Masini Luccetti erano state davvero brave. Avevano tenuto il confronto limitando in termini accettabili il veloce andare del cronometro, il distacco sulle svedesi era in limiti pesanti ma accettabili.

Poi è andata in acqua lei. Gli ultimi cinquanta di Federica Pellegrini sono stati eccezionali, incredibili. Aveva 2”53 di ritardo dalla Svezia quando ha toccato alla virata che introduceva l’ultima vasca. L’altra era lì davanti, imprendibile. Ma un Supereroe non si arrende mai. Ha spinto perché una campionessa lotta fino a quando la gara non è finita. Ha affondato le braccia di rabbia e potenza nell’acqua. Ha recuperato, recuperato e recuperato. Ma la Svezia era ancora lì davanti. Imprendibile, o quasi.

tre

A 15 metri dall’arrivo l’argento era in tasca. Vero, ma la mano di Fede era all’altezza delle caviglie della svedese. È stato in quel momento che tutto è diventato leggenda. Per rendere meglio l’idea è come se fossi sotto di due gol a un minuto dalla fine in una partita di Coppa Campioni. Non pensi mai di riuscire a recuperare la partita, poi segni il 2-1 e allora capisci che forse ce la puoi ancora fare.

L’altra aveva la testa piena di dubbi e le gambe che non accompagnavano più la spinta, le braccia erano diventate improvvisamente pesanti e la inchiodavano all’acqua. Dite che è un’immagine folle, impossibile da realizzare? Allora non avete visto la finale femminile della 4×200 sl degli Europei di Berlino. Perché il motoscafo Pellegrini ha fatto sembrare l’andatura dell’ultima frazionista svedese quella di un pattino con i remi mozzi. E allora sì, si può restare inchiodati all’acqua…

È stato un successo emozionante, bello, fantastico per il modo in cui è stato ottenuto. In rimonta, cancellando quello che sembrava un sogno svanito, azzerando ogni discorso tecnico sul tempo della Pellegrini, anche se un ultimo 50 da 29”4 non è roba per tutti.
Dieci centesimi di vantaggio hanno separato i sorrisi dalla tristezza. Pochi? Un’enormità per come si è arrivati a quel risultato.

Federica Pellegrini dieci anni dopo essersi presentata al mondo ha ancora la forza e la voglia di stupirci.

Devo dire che stavolta ci è davvero riuscita.

E con lei le sue tre compagne di avventura: Alice Mizzau, Stefania Pirozzi e Chiara Masini Luccetti. Grazie a tutte, mi avete regalato otto minuti di emozioni.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s