La leggenda dei mancini, demoni o geni?

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IL 13 AGOSTO è stata celebrata la “Giornata Mondiale dei Mancini”. Un evento nato nel 1976 grazie all’associazione “Lefthanders International”. Da quella prima edizione ne sono seguite molte altre e si sono moltiplicati gli studi legati al fenomeno. Mercoledì è stata la giornata del loro “orgoglio” contro il pregiudizio che li ha spesso accompagnati. L’invito era quello di divertirsi sollecitando amici e parenti ad usare la sinistra per un giorno, facendocosì  “toccare con mano” le difficoltà di chi non usa la destra.

Molti anni fa erano in tanti a chiamare la sinistra “la mano del demonio”. I genitori legavano quella dei loro figli dietro la schiena, costringendoli così ad usare la destra. Tutto quello che faceva riferimento alla sinistra era accomunato a messaggi negativi.

Non è che le cose nel tempo siano molto cambiate.

Ancora oggi se uno ti guarda male, da delinquente, dici che ha “uno sguardo sinistro”. Se qualcuno ti gioca un brutto scherzo, dici che ti ha fatto “un tiro mancino”.

In francese si usa “qu’il est gauche” per dire “come è goffo”. In spagnolo “no ser zurdo” significa “non essere mancino”, ma anche “sii intelligente”. In greco per dire mancino si usa “skaios”, che tra i suoi significati ha anche quello di infausto. In tedesco, i due termini che indicano i mancini “links links” e “linkisch”, identificano anche un individuo maledestro.

C’erano degli scienziati che affermavano che essere mancini fosse una condizione ereditaria (quasi si trattasse di una malattia o di un dono miracoloso), altri sostenevano dipendesse dall’età delle madri: i mancini sarebbero nati da quelle donne che facevano figli in età avanzata.

Ma c’era anche l’altra faccia della Luna. Il lato positivo. In tanti pensavano che il mancino fosse più creativo, dotato di maggiore fantasia. Che riuscisse ad esprimersi a livelli più alti dei suoi colleghi.

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Il mondo avrebbe conosciuto mancini di talento assoluto come i calciatori Diego Armando Maradona, Johan Cruyff e Bobby Charlton; i tennisti John McEnroe (foto sopra) e Rod Laver; il pilota di Formula 1 Ayrton Senna; il motociclista Valentino Rossi. I pugili Marvin Hagler, Carmen Basilio e Oscar De La Hoya.

E ancora i musicisti Bob Dylan e Paul McCartney; i capi di Stato Bill Clinton, Fidel Castro, Ronald Reagan, Georgeì Bush senior, Henry Truman, Barack Obama (foto sotto).

Gli artisti Leonardo da Vinci, Michelangelo, Picasso e Raffaello. Condottieri come Giulio Cesare, Napoleone Bonaparte e Alessandro il Grande.

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Si sa. L’emisfero destro (quello che controlla la mano sinistra) è quello che ha generato più artisti, avendo tra le sue funzioni la percezione della tridimensionalità, la creatività, l’immaginazione. I mancini rappresentano l’ala nobile e quella demoniaca del genere umano. E a questo concetto non si sottrae nepure il pugilato.

Non è un caso che il mancino nella boxe sia chiamato “guardia falsa”. La guardia è la posizione di massimo equilibrio nella quale il pugile può difendere e offendere. In questa posizione riesce a proteggere adeguatamente i punti vulnerabili del corpo. Mandibola, cuore, bocca dello stomaco, fegato. La guardia destra, o “guardia falsa”, è quella in cui vengono impostati i mancini e nella quale l’atleta tiene avanti il piede e la mano destra.

Affrontare un mancino è difficile perchè si tratta di stravolgere le consuete dinamiche di combattimento, di azzerare quello che c’è di istintivo nella propria boxe. E’ come battersi contro un avversario allo specchio, ad ogni azione naturale deve corrisponderne una esattamente contraria.

Il mancino (sotto, Hagler sulla copertina di Sports Illustrated) non ha problemi. Lui è abituato ad affrontare un destrorso, perché questi rappresentano la percentuale più alta dell’umanità.

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L’etimologia stessa della parola non f a considerare l’uso prevalente della mano sinistra in modo positivo. Mancino infatti deriva dal latino “mancus“: sinonimo di mutilato e storpio.

Secondo il dizionario Treccani, in senso figurato si usa mancino per indicare:
a. un’azione sleale o insidiosa, ma compiuta con astuzia e in modo imprevedibile.
b. ant. Infido, disonesto, riferito anche a persone.

C’è sempre qualcuno che è convinto di saperne più di tutti. Allora lancia un messaggio. Se viene raccolto, la catena ha inizio e quella che era solo una leggenda rischia di trasformarsi nell’immaginario collettivo in realtà. È  accaduto così anche per Rafa Nadal.

Raccontavano che lo zio allenatore lo avesse costretto a giocare con la mano sinistra. Toni ha sempre sostenuto di avergli insegnato  a giocare con due mani interscambiabili: “Nessuno nel tennis lo fa, lui è il primo. Non importa sapere se sia mancino o destro. L’unica cosa che conta è che giochi bene.”

Nel tennis Rafa è ambidestro. Nel golf è destro, nel calcio è effettivamente mancino. Mangia col destro. Insomma usa indistintamente entrambe le mani.

Un altro personaggio universalmente noto ha avuto le stesse caratteristiche. E c’è qualche illustre scienziato che ci ha anche costruito una teoria sopra.

Il segreto del talento musicale e della versatilità esecutiva di Jimi Hendrix era nascosta nel fatto che fosse ambidestro.” Così ha affermato Stephen Christman, psicologo dell’Università di Toledo, in uno studio pubblicato su Laterality.

Hendrix non era soltanto mancino: sebbene suonasse la chitarra per destrimani al contrario, cioè sottosopra, e usasse la mano sinistra per sistemarsi i capelli e tenere la sigaretta. Per scrivere, mangiare e tenere il telefono usava la mano destra“, afferma Christman.

Insoma molto di quello che si è scritto o letto attorno al mancinismo può benissimo essere catalogato come leggenda.

Almeno credo…

 

 

 

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