Nostalgia di Rosolino, il re delle interviste

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Martina Grimaldi oro nella 25 km e Andrea Mitchel D’Arrigo argento nei 400 sl sono i protagonisti dell’avvio degli Europei di Berlino. Hanno in comune una naturale avversione a raccontarsi. Gli auguro ogni fortuna, ma resto un fan scatenato di quelli che si mettono in gioco con le parole. Di quelli che non hanno paura di sfidare i giornalisti, ma sanno anche offrire materiale di qualità per una storia da prima pagina. Oggi di quella scuola è rimasta solo Federica Pellegrini. Ricordo con grande nostalgia un fuoriclasse che non è più in nazionale. Massimiliano Rosolino è stato un campione da applausi interminabili in acqua, è un fenomeno assoluto nelle interviste. Ne ho messe assieme alcune che gli ho fatto prima e dopo Sydney 2000: l’Olimpiade che l’ha consacrato. Da romano verace, non ce la faccio proprio a non urlare “Aridatece Massi!”

 

-Perché provi fastidio ogni volta che sui giornali vieni coinvolto in un gossip?

«Non sembra, ma sono timido. Faccio fatica ad esprimere i miei sentimenti. E’ facile che una donna li capisca ancor prima di sentirli dalla mia voce. E’ per questa sensibilità che mi ha deluso il modo in cui sono state trattate alcune mie vicende.»

-Hai vissuto in Australia per cinque anni, è così diversa la mentalità rispetto all’Italia?

«Il mio primo periodo è stato dai 3 ai 6 anni. Ero un bambino che ancora non aveva cominciato le elementari. Giocavo con gli amici, amavo la natura selvaggia. Vivevamo a Montrols, 50 chilometri da Melbourne. Poi l’impatto con Napoli. In Australia potevo correre in spazi aperti, rotolarmi tra i sassi, sporcarmi di fango. Alle elementari di Napoli mi sentivo un leone in gabbia. Gli altri pensavano che fossi un bambino terribile, uno scalmanato. Non mi invitavano neppure alle feste. Resto convinto che il modo giusto di pensare fosse il mio. I bambini devono correre, sporcarsi, tirarsi le patatine, giocare. Non sono dei soldatini.»

-Sei sempre stato uno che non ha limitato i suoi orizzonti alla piscina.  

«La mia finestra sulla piscina è molto grande. Guardo fuori con serenità. Alla vigilia del Mondiale sono teso, ma capisco che la vita non è tutta qui.»

-Quale è il tuo colore preferito?

«Grigio metallizzato. Parlo di macchine, non di capelli. Ho da poco comprato una Audi TT, l’ho messa nelle mani di un meccanico che per sei settimane ha cercato di renderla ancora più sicura e veloce. Le auto sono la mia grande passione.»

-Al punto che…

«Il sogno nel cassetto è guidare una Formula 1.»

-Altri desideri da esaudire?

«Salire su un caccia, provare l’emozione dell’accelerazione sfrenata. Sentire l’eccitazione di essere su un aereo agile, ma velocissimo. E’ un desiderio che mi porto dentro da tempo. Se devo proprio esagerare, mi piacerebbe prendere il brevetto di pilota e arrivare a guidarlo io quel caccia.»

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-Continuiamo sulla strada dei sogni, quale è il prossimo?

«Uscire a cena con Julia Roberts, la mia attrice preferita.»

-L’attore?

«Bruce Willis»

-L’ultimo film che ti ha soddisfatto?

«Il gladiatore. Mi è piaciuto soprattutto quando la folla urlava Massimo, Massimo. Mi sembrava che gridassero il mio nome»

-Un film recente che ti ha entusiasmato?

«Notting Hill, ovviamente: c’era Julia Roberts»

-L’ultimo libro?

«Non sono riuscito a finirlo, non mi sembra carino dirne il titolo.»

-Salvatore, tuo padre, ha un ristorante a Napoli in piazza Savio. Tuo zio è il proprietario della Cantinella in via Caracciolo. Tu sai cucinare?

«Faccio benissimo gli spaghetti al pomodorino fresco. Non è tanto, ma mi garantiscono la sopravvivenza.»

-Piatto preferito?

«Spaghetti con le vongole.»

-Sei di Napoli, quale qualità pensi di avere preso dalla tua città?

«L’ottimismo»

-Da buon napoletano sarai un innamorato del calcio

«Quando mai. Nella mia vita sono andato allo stadio tre, quattro volte. L’ultima tanti anni fa. Ero bambino, Napoli ospitava i Mondiali del ’90»

-E Maradona?

«L’ho visto giocare, ma solo alla tv. Per lui sarei andato allo stadio, non ne ho mai avuto l’occasione.»

-Sei stato eletto “nuotatore più bello d’Europa” dalle giornaliste accreditate. Non ti hanno mai proposto di fare l’attore?

«No, nessuno mi ha mai offerto di girare un film. Mi piacerebbe.»

-Vacanza ideale?

«Al mare, in un posto in cui potessi abbinare la tranquillità di una località senza tanta gente, alla possibilità di divertirmi la notte. Un’isola sarebbe l’ideale. Santo Domingo, Santorini e Mikonos in Grecia mi sono piaciute molto»

-Quale è stato il momento più bello dopo Olimpiade di Sydney?

«Quando sono tornato a gareggiare a Valencia. E’ in acqua che mi sento veramente felice.»

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-Mi sembra che tu sia felice soprattutto quando trovi una bella ragazza con cui passare il tempo…

«Ecco, i Giochi di Sydney in questo mi hanno aiutato. Ho ricevuto 1300 email e trecento lettere. In gran parte donne che mi facevano i complimenti, mi dicevano che avevo regalato loro grandi emozioni. Ma c’erano anche quelle che mi raccontavano la loro vita, mi chiedevano consigli. E’ stato davvero bello.»

-Con chi ti piacerebbe andare a cena?

«Mi piacerebbe conoscere Manuela Arcuri»

-Perchè proprio la Arcuri?

«Prima avevo una passione per Julia Roberts, poi ho capito che c’è l’Oceano che ci divide. Meglio valorizzare le ragazze di casa nostra e con la Arcuri punto in alto. Spero che parlandone sui giornali anche lei si incuriosisca e voglia conoscermi.»

-Il Grande Fratello. Ci staresti chiuso cento giorni in una casa sempre sotto l’occhio delle telecamere?

«Quando vado in ritiro sto cento giorni chiuso in una casa. Ma non mi sento osservato ogni minuto. Se proprio dovessi cedere a questa tentazione, e non ce ne fossero già tanti in circolazione, farei un bel calendario. Ho già posato per una rivista»

-Nudo?

«Certo. E’ accaduto prima degli Europei di Helsinki 2000, l’ho fatto per la versione italiana di Cosmopolitan. Le foto sono state scattate all’interno del Circolo Canottieri Napoli. I soci hanno fatto mille commenti, ma so che la rivista ha venduto bene. Quel giornale mi ha voluto prima ancora che cominciassi ad andare forte. E’ stato un portafortuna.»

-Cosa pensi della vicenda del debito miliardario di Maradona con il Fisco?

«Che vorrei averlo io un debito così, significherebbe che ne ho guadagnati almeno cento di miliardi.»

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-Adesso tutti vogliono da te solo successi, questo non ti spaventa?

«Preferisco lo stress derivato dall’essere al centro dell’attenzione che quello che viene quando nessuno sa che esisti.»

-Subito dopo l’oro a Sydney mi hai detto che era troppo presto per capire quale avventura stessi vivendo. E adesso?

«Ho vinto in Australia, nella terra del nuoto. E’ come vincere i mondiali di calcio in Brasile. Ho capito che sono stato davvero bravo.»

-Massimiliano, è faticoso restare in cima?

«Nessuno dura per sempre, nemmeno Thorpe, neppure Phelps o van den Hoogenband. Anche loro hanno dovuto chiedere una pausa. Puoi arrivare in cima al mondo, ma ci resti solo se vali. Altrimenti, dopo sei mesi torni da dove sei partito».

Cosa provi un attimo prima del via?

«Sul blocco non mi sono mai sentito piccolo. Non ho mai avuto paura di essere sconfitto, ci sono sempre salito per battere il maggior numero di rivali possibili.»

-Hai portato il nuoto fuori dalle piscine, nelle case degli italiani. Come ci sei riuscito?

«Il personaggio si crea partendo da una base tecnica fondamentale. Non avessi vinto l’Olimpiade non sarei mai diventato popolare. Quell’oro mi ha cambiato la vita. Ma se non hai qualcosa dentro, anche la popolarità dura poco. Devo probabilmente ringraziare i geni dei miei genitori perchè sono alto, biondo e di bell’aspetto».

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-Dicono, usando un’espressione napoletanta, che sei uno sciupafemmine. Hai davvero tanto successo con le ragazze?

«Ma quando mai. “Cucco” perchè sono conosciuto, sono uno sportivo e non sono brutto.»

-Prova a descrivermi in poche parole i tuoi colleghi. Cominciamo da Magnini.

«Molto testardo, ambizioso».

-Boggiatto?

«Alessio nel paese dei balocchi».

-Alessia Filippi?

«E’ ancora molto bambina, sta diventando donna. Si diverte, ma il gioco sta per finire. Ora si fa sul serio.»

-Federica Pellegrini?

«Lei non è più una bambina, via la maschera. Sono tre anni che gira a bordovasca da protagonista. E’ arrivato il momento decisivo. Può fare molto bene.»

-Quale è la medaglia olimpica che sogni di vincere?

«Quella che ho già vinto.»

-Non avresti preferito raggiungere l’oro nei 200sl?

«All’Olimpiade l’oro è bello anche se lo vinci in una gara a chi carica più immondizia.»

 

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