agosto 2014
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RIDDICK Bowe l’ho visto per la prima volta a Brownsville, Brooklyn, New York nel lontano 1987. Eravamo nella pizzeria a taglio di Basilio Falcinelli: ex sassofonista jazz e fratello di Franco, all’epoca allenatore della nazionale. Ero approdato in quel posto dimenticato dal mondo dopo essermi lasciato Manhattan alle spalle. Avevo dovuto pagare una buona mancia
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LA GRANDEZZA di Federica Pellegrini non sta nel fatto di avere toccato per prima la piastra nell’ultima frazione della 4×200 sl, ma nell’aver pensato di poterlo fare. Ecco, se non si capisce la differenza non possiamo comunicare. Parliamo due linguaggi differenti. L’idea era folle. Per quanto potesse andare lenta la svedese, cinque secondi in avvio
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LA MEDAGLIA che non c’era l’hanno trovata in fondo a una gara da sballo. Un quartetto di ragazze d’oro guidate da una guerriera dell’acqua. Federica Pellerini ha trovato un finale impossibile per una storia che tra molti anni le azzurre racconteranno ancora ai nipotini nelle lunghe serate di inverno accanto al camino. In tre avevano
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HO VISTO l’esordio della staffetta mista agli Europei di nuoto a Berlino e ho pensato che sarebbe meglio finirla qui. È una specialità da circo. Perché allora non far gareggiare due destrorsi e due mancini? Oppure un uomo, una donna, un allenatore e un fisioterapista? Due interisti e due milanisti? Dicono che serve per lo
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Martina Grimaldi oro nella 25 km e Andrea Mitchel D’Arrigo argento nei 400 sl sono i protagonisti dell’avvio degli Europei di Berlino. Hanno in comune una naturale avversione a raccontarsi. Gli auguro ogni fortuna, ma resto un fan scatenato di quelli che si mettono in gioco con le parole. Di quelli che non hanno paura
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UN CAMPIONE da amare. È stato così dalla prima volta che l’ho visto giocare, è stato così anche quando in un giorno di fine maggio del 2008 l’ho visto uscire dal campo regalandomi le ultime emozioni. Guga era ormai diventato come il bandolero stanco di Roberto Vecchioni. Vive di tramonti e di calcolati oblii E
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IL 13 AGOSTO è stata celebrata la “Giornata Mondiale dei Mancini”. Un evento nato nel 1976 grazie all’associazione “Lefthanders International”. Da quella prima edizione ne sono seguite molte altre e si sono moltiplicati gli studi legati al fenomeno. Mercoledì è stata la giornata del loro “orgoglio” contro il pregiudizio che li ha spesso accompagnati. L’invito
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Tre tornei per raccontare una tragedia: Wimbledon, Roma e Roland Garros. La morte di Karolij Seles, l’angoscia di sua figlia Monica. Un anno che pesa come un macigno e riempie di rughe il volto di quella giovane fanciulla. MONICA abbassa la testa per ricacciare indietro le lacrime. Ancora una volta le hanno chiesto del
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UMBERTO Branchini aveva sempre una storia da raccontare. Ce ne stavamo spesso a parlare la sera prima dei match, forse era così che il Cardinale allentava la tensione. Oggi mi è tornata alla mente una chiacchierata fatta a New York, al tavolo di Gallagher: una steakhouse che era diventata il ritrovo di pugili, manager, coach
