Roma scopre il pirata Nadal

Un caldo giorno di maggio del 2005 Roma scopriva quello che sarebbe presto diventato il suo eroe. Rafa Nadal, non aveva ancora 19 anni, batteva Guillermo Coria e conquistava il primo trofeo sulla terra rossa del Foro. Ne avrebbe vinti altri sei. Tra meno di un mese scatteranno gli Internazionali di tennis e lui sarà ancora il favorito. E’ il momento giusto per ricordare quella magica impresa.    IL PIRATA è arrivato a Roma e ha segnato con il suo marchio una finale incredibile. Rafael Nadal ha lottato per 5 ore e 14 minuti, ha sconfitto un fantastico rivale come … Continua a leggere Roma scopre il pirata Nadal

Lo sport vuole uscire dal buio

VISIBILITA’. E’ la necessità che figura al primo posto nello scadenziario delle Federazioni. Non ne soffre il calcio che ha però legato in modo eccessivo il suo destino alle televisioni. I diritti Tv rappresentano il 57% delle entrate, i biglietti dello stadio sono fermi all’11%. Anche lo sport principe del panorama italiano ha dunque un rapporto sbagliato con il principale mezzo di diffusione. Dal momento che circa il 70% della popolazione nazionale non ha abbonamenti alla pay tv, se ne deduce che a lungo raggio potrebbe crearsi un calo di interesse, una minore fidelizzazione dell’utente/spettatore che finirebbe per incidere in … Continua a leggere Lo sport vuole uscire dal buio

Garcia, nel nome del padre

  BAYAMON è un piccolo centro nell’immediato entroterra nord orientale di Portorico. Confina ad est con Guaynabo, la località dove è nato Luvi Callejas. Sono stato laggiù una sola volta, per la difesa mondiale di Loris Stecca, ed ho riportato a casa tanti ricordi. Il calore della gente; un caldo asfissiante che mi faceva sentire come se fossi immerso nella melassa; la poesia di un gruppo di anziani che giocavano a domino su tavolini in marmo, lungo i vicoli del porto. E soprattutto la grande passione per la boxe. Un sentimento religioso, ascetico, al confine con il fanatismo. Ma anche … Continua a leggere Garcia, nel nome del padre

Il gol, magia che cambia la vita

Il Genoa è avanti 0-1 sul campo del Torino. I novanta minuti di gioco si sono appena conclusi, Gilardino ha segnato all’85’. Quattro i minuti di recupero. Dopo due pareggia Immobile, dopo tre Cerci con un gol da favola regala la vittoria al Toro. Incredibile, fantastico, ma già visto. E a livelli decisamente più alti.   IL BUIO della notte ha appena coperto Barcellona. Dormono tutti i ragazzi del Manchester United, solo uno di loro non riesce a prendere sonno. Ole Gunner Solskjaer si rigira nel letto. Il compagno di stanza Jaap Stam russa rumorosamente. Impossibile non sentirlo. Solskjaer cerca … Continua a leggere Il gol, magia che cambia la vita

Avrei scelto Totti, non Cassano

CESARE Prandelli ha deciso. Dentro Cassano, fuori Totti. Nella Nazionale che volerà in Brasile per i Mondiali ci sarà posto solo per un “anziano”, il ct ha optato per il barese. La scelta credo fosse limitata ai due, Toni e Di Natale giocano in un altro ruolo, non erano in corsa. Serve inventiva, velocità di giocata, intuizioni negli ultimi trenta metri. Magari per un utilizzo nella fase finale delle partite, in quelle gare difficili da risolvere se non si ha chi possa innescare la miccia. Discorso che non fa una piega, solo che mi permetto di dissentire sulla scelta. Tecnicamente … Continua a leggere Avrei scelto Totti, non Cassano

Un piano a coda per La Motta

  IL VECCHIO Jack stava suonando un piano a coda bianco. Indossava uno smoking dello stesso colore, aveva un minuscolo papillon nero al collo di una camicia di un bianco accecante. Era il 14 aprile del 1985 e Jack La Motta (nella foto tra Fulvia Franco e la sua seconda moglie Vicky)  stava festeggiando il matrimonio con Theresa Miller sulla scalinata accanto alla piscina all’aperto del Caesars Palace di Las Vegas. Era la sesta volta che si sposava e a giudicare dal sorriso sembrava proprio divertirsi. Avevo avuto la fortuna di sedere a un tavolo vicino al pianoforte e potevo … Continua a leggere Un piano a coda per La Motta

Se metti ko Ali ti fai male

«FUCK YOU» urla Angelo Dundee a Drew Bundini Brown che implora un altro round per Ali. «Fottiti, è finita» urla il manager all’uomo che più di tutti è stato vicino al campione. Il massacro ha finalmente termine. Seduto sullo sgabello all’altro angolo del ring Larry Holmes piange. Per dieci riprese gli è sembrato di picchiare suo padre. L’uomo che gli sta davanti è un fantasma. Bundini non strilla più con quella sua voce melodiosa che viene dall’anima. «Balla, campione, balla.» Holmes attraversa il ring, copre Muhammad Ali con il suo asciugamano, lo bacia sulla testa. «Ti amo. Spero che saremo … Continua a leggere Se metti ko Ali ti fai male

Un milione per un centesimo

Ieri agli Europei di sollevamento pesi a Tel Aviv l’albanese Erkand Qerimaj (http://www.youtube.com/watch?v=2GNiiNMyND0) ha conquistato l’oro nei 77 kg, battendo il connazionale Daniel Godelli (a destra nella foto sotto). Entrambi hanno tirato su 349 chili. Per capire chi avesse vinto si sono dovuti pesare: il primo ha fermato la bilancia a 76,680, il secondo a 76,700. Venti grammi pagati a peso d’oro. La vicenda mi ha ricordato un’altra storia…   UN CENTESIMO di secondo può cambiarti la vita. Nel bene, nel male. Michael Phelps è il più grande nuotatore di sempre. L’ho sentito ripetere più volte da Cornel Marculescu, il … Continua a leggere Un milione per un centesimo

Se la mamma è anche il papà…

SHABAZZ Napier compirà 23 anni a luglio. E’ alto 1.88 e pesa 83 chili. Per ora il suo nome appartiene solo a quelli che il basket lo conoscono bene, in pochi anni potrebbe farsi conoscere dal resto del mondo. Gioca guardia e ha appena vinto con UConnecticut il titolo NCAA, quello dei college. Per la finale contro Kentucky c’erano quasi ottantamila spettatori all’interno dello stadio dei Dallas Cowboys ad Arlington. Lui è stato il miglior giocatore della partita. Shabazz viene da Mission Hill, quartiere dei disperati di Roxbury, Boston, Massachussets. Una zona dove il livello dei crimini è doppio rispetto … Continua a leggere Se la mamma è anche il papà…

Franziska, all’inferno e ritorno

Estate del 2002. A Berlino ci sono gli Europei di nuoto. Incontro Franziska van Almsick: quattro argenti e sei bronzi olimpici, due ori e altre quattro medaglie mondiali, diciotto trionfi europei. Ma soprattutto la forza dirompente di una splendida ragazza salita sul palcoscenico a soli 14 anni, capace di trasformarsi in diva, scendere all’inferno e tornare a sorridere. Mi racconta tormenti, paure, sogni, nemici. E’ una confessione di dodici anni fa, ma resta viva anche oggi che quella ragazza ha 36 anni, un compagno e due figli.   FRANZISKA si è fatta tatuare sul corpo la storia di una vita. … Continua a leggere Franziska, all’inferno e ritorno