Un milione per un centesimo

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Ieri agli Europei di sollevamento pesi a Tel Aviv l’albanese Erkand Qerimaj (http://www.youtube.com/watch?v=2GNiiNMyND0) ha conquistato l’oro nei 77 kg, battendo il connazionale Daniel Godelli (a destra nella foto sotto). Entrambi hanno tirato su 349 chili. Per capire chi avesse vinto si sono dovuti pesare: il primo ha fermato la bilancia a 76,680, il secondo a 76,700. Venti grammi pagati a peso d’oro. La vicenda mi ha ricordato un’altra storia…

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UN CENTESIMO di secondo può cambiarti la vita. Nel bene, nel male.

Michael Phelps è il più grande nuotatore di sempre. L’ho sentito ripetere più volte da Cornel Marculescu, il direttore esecutivo della Federazione Mondiale durante l’Olimpiade cinese. Lo ripeteva anche mentre stava cercando di difendersi dai sospetti che la finale dei 100 farfalla aveva scatenato ai Giochi di Pechino 2008.

Dalla tribuna e a occhio nudo mi era sembrato che Milorad Cavic avesse toccato per primo. Avevo visto il replay, poi la moviola. Il serbo per me era sempre oro olimpico.

Ma nel nuoto non puoi fidarti neppure del fotofinish, figuriamoci della tua vista. Per convalidare l’arrivo un nuotatore deve fare pressione sul touchpad (la piastra sotto il blocco di partenza) fino a un limite minimo stabilito dai regolamenti che è quello di tre chili. Non basta dunque toccare la piastra, devi esercitare la necessaria pressione.

Gli ultimi venti metri erano stati entusiasmanti.

Phelps era in recupero. Settimo dopo la prima vasca in 24″04. Cavic cercava di resistere, difendendo i suoi 62 centesimi di vantaggio.

Poi, l’arrivo convulso.

Il serbo toccava allungando, spingendo sott’acqua. L’americano decideva di giocarsi tutto nell’ultima bracciata a metà della quale toccava la piastra.

Lunghi attimi di silenzio, poi il cronometraggio elettronico decretava 50″58 per Phelps (http://www.youtube.com/watch?v=DNKrQBGdYW0). Un centesimo di secondo in meno del serbo, la miseria di 4,7 millimetri. Un niente, meno di un sospiro. Abbastanza però per portare nelle sue tasche un milione di dollari in più. Tanto era infatti il premio la Speedo gli aveva promesso per i sette ori olimpici.

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Michael Phelps (è quello in alto nella foto sopra) grazie a quel centesimo di vantaggio era appena entrato nella storia, aveva uguagliato il record di Mark Spitz a Monaco ‘72. Ma lo aveva fatto in un mare di sospetti. E nell’unica gara in cui non aveva segnato il record del mondo.

La Serbia faceva reclamo. I giudici visionavano il filmato Omega, anche la ditta svizzera era tra gli sponsor di Phelps, e annunciavano il verdetto attraverso l’arbitro Ben Ekumbo.

«Il dubbio era se Phelps fosse arrivato a pari merito o meno. Ora non ci sono più dubbi. E’ estremamente chiaro che il nuotatore serbo ha toccato per secondo

Tutto chiaro, ma la Fina bloccava la diffusione alla stampa delle riprese dell’arrivo.

«Non abbiamo intenzione di distribuire il filmato. Non facciamo cose del genere. Cosa vorreste farne? Rivedere quello che i serbi hanno già visto? Il caso per noi è chiaro. Lui ha toccato per primo, non so perchè insistete per avere quel nostro documento. Cosa vorreste farne?» Queste, piò o meno, le parole di Cornel Marculescu.

I dubbi rimanevano lì. Ce ne erano abbastanza anche nella testa di Phelps.

«Quando ho dato l’ultima bracciata, pensavo di avere perso

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Ne aveva più di uno Cavic.

«Anche l’elettronica sbaglia. Per tutta la mia vita sentirò la gente ripetermi: avevi vinto. Ma l’oro resterà nella mani di Phelps».

Personaggio scomodo Milorad Cavic, californiano con genitori serbi. Si allena in Florida con Gary Hall jr, ma ha deciso di gareggiare per il Paese di mamma e papà.

In marzo, agli Europei di Eindhoven, aveva vinto l’oro nei 50 farfalla e si era presentato alla premiazione con una maglietta rossa con su scritto “Kosovo is Serbia”.

La Len lo aveva sospeso dai campionati.

Alla vigilia della finale olimpica dei 100 farfalla, aveva parlato ai giornalisti.

«Una sconfitta di Phelps sarebbe un bene per il nuoto».

E invece è arrivato il settimo oro, quello che serviva per fare felice Michelone. Arriverà poi anche l’ottavo con la 4×100 mista a consacrarlo il più vincente di sempre.

«Mi sembra di essere nel mondo dei sogni. A volte devo pizzicarmi per capire che sono sveglio. Sono contento di essere nel mondo reale. Quello che ho fatto è pazzesco.»

Un centesimo può davvero cambiarti la vita.

 

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