Avrei scelto Totti, non Cassano

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CESARE Prandelli ha deciso. Dentro Cassano, fuori Totti. Nella Nazionale che volerà in Brasile per i Mondiali ci sarà posto solo per un “anziano”, il ct ha optato per il barese. La scelta credo fosse limitata ai due, Toni e Di Natale giocano in un altro ruolo, non erano in corsa.

Serve inventiva, velocità di giocata, intuizioni negli ultimi trenta metri. Magari per un utilizzo nella fase finale delle partite, in quelle gare difficili da risolvere se non si ha chi possa innescare la miccia. Discorso che non fa una piega, solo che mi permetto di dissentire sulla scelta.

Tecnicamente non si discutono. Ma la tecnica di Totti è sempre al servizio della squadra. Gioca per il gruppo, esalta il valore di chi viene schierato al suo fianco. Anche quest’anno ha mandato in gol i compagni, nove gli assist.

Cassano ha spunti da grande calciatore, ma ha sempre faticato a trovarsi a suo agio nel gruppo. La capacità di concentrazione sull’obiettivo è più fragile di quella del capitano della Roma. Ha cambiato sette squadre in carriera: Bari, Roma, Real Madrid, Sampdoria, Milan, Inter e ora Parma. Grandi club, altrettante occasioni perse per strada. La sua migliore stagione resta quella romana, con il capitano giallorosso al fianco.

Totti ha carisma. Ha giocato da campione chiunque abbia avuto a fianco. Cassano fatica a farsi accettare per le sue esuberanze, non è un caso che prima di farlo rientrare Prandelli abbia avuto un lungo colloquio con il resto della squadra, con i senatori.

Grandi fionde per mandare in rete altri, ma capaci anche loro di fare gol. Totti nella specialità è un autentico fenomeno. Ne ha segnati 234 in carriera, ma soprattutto ne ha fatti 19 nelle ultime due stagioni. Vede la porta con la stessa genialità con cui capisce prima di tutti il taglio del compagno lanciato in attacco. Anche qui Cassano arriva secondo, 18 gol e una continuità solo ora ritrovata.

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Prandelli dice che il discorso è soprattutto fisico. Nessuno pensa che voglia far giocare Cassano dall’inizio. E allora, visto che l’impiego sarebbe relativo ai trenta minuti finali, il ct è davvero convinto che Totti sul piano prettamente fisico offra minori garanzie? Il capitano romanista ha una capacità di sacrifico superiore a quella di Cassano, una velocità di inserimento a partita in corso decisamente più alta. La maturità di Totti lo porta ad accettare cambi o utilizzo nel finale con serenità. Non so se lo stesso possa dirsi anche oggi di Antonio Cassano. Le incomprensioni con Donadoni in una fase di questo campionato testimonierebbero il contrario.

Resta il problema anagrafico. Trentasette anni Totti, quasi trentadue Cassano. Il campo ha detto che non è su questo piano che si fanno le scelte. Non è la carta di identità a comandare.

Fossero al meglio della condizione, non ci sarebbero dubbi. Ma anche così, dovendo sceglierne uno solo e con quella possibilità di utilizzo, avrei optato per Francesco Totti. Come me la pensano i bokkmaker inglesi che, nonostante la realtà dei fatti, continuano a indicare una quota per la convocazione mondiale del capitano. La pagano 7,5 volte la posta. Una puntatina si potrebbe sempre fare.

Alla fine del discorso preciso che queste non sono parole dettate dal tifo. Sono milanista, non l’ho mai nascosto. Ma forse proprio per questo ho scelto il romanista. Avrei tanto voluto vederlo con la maglia rossonera. L’altro l’ho visto e non ne ho un gran ricordo. Due campionati, trentatrè presenze, sette gol e un’espulsione. Niente di memorabile.

1 Comment

  1. Pienamente d’accordo, per tutte le considerazioni tecniche e non … ma io sono romanista fino al midollo, quindi non conta!
    Anzi, viste le alternative, io li porterei tutti e due…e se Rossi non recupera, il piú forte che abbiamo oggi in Italia, se stanno bene li schiererei entrambi. Tre attaccanti titolari, Totti “finto nueve alla Messi”, Balotelli e Cassano ai lati…il primo piu vicino alla porta per sfruttare il tiro e le imbucate di Totti, e l’altro a partire piu largo per sfruttare l’uno contro uno o per accentrarsi negli ultimi 20 metri e inventare qualcosa.
    Con un centrocampo dove, oltre al genio di Pirlo, De Rossi e Marchisio ci garantiscono corsa, forza e inserimenti sarebbe forse l’unico modo per sperare di andare avanti giocando un calcio propositivo …altrimenti temo che Inghilterra e Uruguay quest’estate potrebbero riservarci un grande dispiacere…

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