FoxSports, quattro riunioni in un mese. Anche Joshua vs Pulev

FoxSports ha comprato i diritti televisivi della riunione, in cartellone il 28 ottobre allo stadio di Cardiff, imperniata sul titolo dei massimi Ifb, Wba, Ibo tra Anthony Joshua (19-0) e Kubrat Pulev (25-1-0). In quell’occasione il network trasmetterà l’intera serata che comprenderà, tra l’altro: Khalid Yafai (22-0) vs Sho Ishida (24-0) titolo Wba supermosca; Lenroy Thomas (21-4-0) vs David Allen (12-3-1) titolo del Commonwealth pesi massimi; Frank Buglioni (21-4-0) vs Callum Johnson (16-0) titolo del Commonwealth pesi mediomassimi; Anhai Esther Sanchez (17-2-0) vs Katye Taylor (6-0) titolo leggeri Wba donne.


Mercoledì 4 ottobre FoxSports, dalle ore 21:30, sul Canale 204 manderà in onda “La notte di Joshua” che comprenderà gli ultimi tre incontri del campione dei massimi contro Breazeale, Molina e Wladimir Klitschko.

La grande boxe torna domani sugli schermi di FoxSports e occuperà tre sabati su quattro del mese di ottobre.
Domani, 30 settembre, vedremo (in diretta dalle 20:30 fino  a mezzanotte e mezzo sul canale 205 del bouquet di Sky) l’intera riunione di Liverpool: Rocky Fielding (24-1-0) vs David Brophy (19-1-1) per il titolo del Commonwealth dei supermedi; Sean Dodd (14-2-1) vs Thomas Stalker (12-2-3) per il titolo del Commonwealth dei leggeri: Tom Farrell (13-0) vs Ohara Davies (15-1-0) per il titolo internazionale Wba; Paul Butler (24-1-0) vs Stuart Hall (25-1-2) pesi gallo; Anthony Fowler (2-0) vs Jay Byrne (5-2-0) pesi superwelter.
Telecronista Nicola Roggero, commento tecnico di Alessandro Duran.
Replica sempre su FoxSports Plus canale 205 alle 14 e alle 17:30 di domenica; su FoxSports canale 204 alle 00:30 nella notte tra domenica e lunedì.

Il 7 ottobre da Manchester (telecronista Mario Giambuzzi, commento tecnico Alessandro Duran) in programma: Anthony Crolla (31-6-3) vs Ricky Burns (41-6-1) in 12 round; Sam Eggington (21-3-0) vs Mohamed Mimoune (18-2-0) per il titolo europeo welter; Robbie Barrett (15-2-1) vs Lewis Ribson (12-0) per il titolo britannico dei leggeri.

Terzo appuntamento il 21 ottobre da Belfast (telecronista Mario Giambuzzi, commento tecnico Alessandro Duran) in programma: Ryan Burnett (17-0) vs Zhanat Zhakiyanov (27-1-0) per i titoli Ibf dei gallo e il supermondiale Wba dei gallo. In cartellone anche James Tennyson (19-2-0) vs Darren Traynor (14-1-0) per il titolo Internazionale Wba superpiuma; Paul Hyland jr (16-0) vs Stephen Ormond (24-4.0) pesi leggeri.

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Dal 30 settembre tredici riunioni di grande boxe su Fox Sports

Riapre la casa della Grande Boxe.
Dal 30 settembre Fox Sports (canali 204 e 205 del bouquet Sky)  torna a essere la televisione del pugilato.
Il network ha rinnovato il contratto annuale con l’organizzazione Matchroom di Eddie Hearn. Trasmetterà tredici riunioni realizzate in chiaro dal promoter inglese.
Al momento, dal pacchetto sono esclusi i match di Anthony Joshua (il primo è fissato per il 28 ottobre contro Kubrat Pulev). Quei combattimenti saranno affidati alla pay per view sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti. La situazione si era già verificata per il mondiale contro Wladimir Klitschko (foto sopra) il 29 aprile scorso e alla fine l’incontro era stato offerto ai telespettatori italiani. È molto probabile che anche in questa occasione si arrivi alla stessa soluzione.

Si comincia il 30 settembre da Liverpool (telecronista Nicola Roggero, commento tecnico Alessandro Duran).
In programma: Rocky Fielding (24-1-0) vs David Brophy (19-1-1) per il titolo del Commonwealth dei supermedi; Sean Dodd (14-2-1) vs Thomas Stalker (12-2-3) per il titolo del Commonwealth dei leggeri: Tom Farrell (13-0) vs Ohara Davies (15-1-0) per il titolo internazionale Wba.

Secondo appuntamento il 7 ottobre da Manchester (telcronista Mario Giambuzzi, commento tecnico Alessandro Duran).
In programma: Anthony Crolla (31-6-3) vs Ricky Burns (41-6-1) in 12 round; Sam Eggington (21-3-0) vs Mohamed Mimoune (18-2-0) per il titolo europeo welter; Robbie Barrett (15-2-1) vs Lewis Ribson (12-0) per il titolo britannico dei leggeri.

Terzo appuntamento il 24 ottobre da Belfast (telecronista Mario Giambuzzi, commento tecnico Alessandro Duran).
In programma: Ryan Burnett (17-0) vs Zhanat Zhakiyanov (27-1-0) per i titoli Ibf dei gallo e il supermondiale Wba dei gallo.

 

Ecco come Mayweather e la pay per view hanno cambiato la boxe

Floyd Mayweather jr è la variante impazzita che altera la valutazione del pugilato moderno. È di oggi la notizia secondo cui Showtime avrebbe fissato tra i 4,4 e i 4,8 milioni i numeri della vendita in pay per view del match con Conor McGregor. A circa 100 dollari l’uno, fanno tra i 440 e i 480 milioni di incasso (qualcuno ancora ipotizza il raggiungimento dei 500 milioni di utenti…). Una bella fetta di quella torta se la divideranno Mayweather (a cui spetta il 75%) e McGregor (25%).

Floyd genera denaro, è una slot machine che paga (e soprattutto incassa) a colpo sicuro. Ma non rispecchia la realtà della boxe di oggi.

Terence Crawford è un grande, in lizza per il ruolo di migliore pugile del mondo pound for pound (a prescindere dalla categoria di peso in cui militi). Il suo match contro Viktor Postol del 23 luglio 2016 è stato acquistato in ppv solo da 55.000 utenti.

Le due sfide tra Kovalev e Ward hanno generato in totale 295.000 vendite. Il combattimento del 16 settembre tra Saul Canelo Alvarez, che pure riscuote grandi consensi tra gli acquirenti della ppv, e Gennady Golovkin ha un appeal mille volte superiore dal punto di vista pugilistico rispetto a Mayweather vs McGregor, ma sono pronto a scommettere che sarà molto al di sotto dei numeri generati da quello show.

La pay per view pugilistica, in pratica la vendita di un unico evento, è nata nel 1975 con Ali vs Frazier a Manila. Cinque anni dopo Duran vs Leonard ha avuto 150.000 acquirenti che hanno pagato 10 dollari il collegamento. Il primo show di grande successo è stato Tyson vs Spinks del 27 giugno 1988: in 700.000 hanno comprato la ppv per vedere i novanta secondi in cui Iron Mike ha distrutto Spinks.

Da quel momento in poi il mondo del pugilato è cambiato.

Se parlate con gli amici che non sanno neppure dove sia di casa la boxe, vi diranno che dopo Tyson il pugilato ha smesso di esistere. E invece abbiamo avuto campioni in più categorie di peso. Il fatto è che i match del massimo di Brownsville da noi venivano trasmessi in chiaro da Canale 5 o Italia 1, grazie alla geniale intuizione di Rino Tommasi che si era assicurato per tempo i diritti televisivi, prima di approdare sulla tv a pagamento Tele+.

Oggi quei grandi match li vediamo raramente. Qualcuno sfida la legge e guarda l’evento in streaming su siti online compiacenti. Altri aspettano il giorno dopo sperando che un appassionato si sbrighi a postare il combattimento su YouTube. Ma è una visione che rimane confinata tra gli addetti ai lavori, tra quelli che già amano la boxe. Si è così persa negli anni la possibilità di allargare l’audience, di generare nuovi appassionati, di mettere in piedi uno spettacolo universale.

Lo stesso discorso, anche se con numeri diversi, va bene anche per gli Stati Uniti. L’audience record di Muhammad Ali si è trasformata in appena quattro eventi sopra i due milioni di spettatori negli ultimi trent’anni.

E se sul ring non ci sono Mayweather (24,3 milioni totali di audience, due miliardi di dollari in introiti per l’organizzazione), Pacquiao o (in un recente passato) Tyson, si scende a 1,4 milioni della sfida tra il campione Evander Holyfield e il quarantaduenne George Foreman del 1991 (costava 35,95$) o a De La Hoya vs Trinidad del 1999.

Le borse dei pugili nascono in grandissima percentuale dagli incassi della ppv. Per questo Pretty Boy guadagna cifre neppure ipotizzabili per gli altri.

Uno tra i più popolari pugili del momento è Canelo Alvarez. Quest’anno ha guadagnato 4,5 milioni di dollari per il match con Julio Cesar Chavez jr, non ne intascherà molti di più per il prossimo confronto con Golovkin (a cui andranno circa sei milioni). In questo caso è l’accoppiata a generare un ottimo guadagno.

Il resto della truppa va giù, scendono le borse e l’interesse del pubblico.

Pesi massimi, esclusi, ovviamente.

La pay per view per generare soldi richiede alcuni elementi fondamentali.

I protagonisti dell’evento devono godere di un alto indice di popolarità, devono suscitare sentimenti forti: positivi o negativi che siano (in tanti pagano nella speranza di essere testimoni della disfatta di Mayweather).

Chi gestisce l’evento deve avere enormi risorse da investire nella promozione, essere in grado di generare interesse sull’avvenimento gestendo una scaletta vincente ideata a tavolino.

L’accoppiata degli sfidanti deve contenere elementi di alto valore tecnico o differenze di struttura del personaggio notevoli.

I protagonisti devono possedere sufficiente carisma per convincere i potenziali spettatori a sborsare cifre elevate per assicurarsi la visione dello show.

Insomma la ppv è difficile da governare.

Produce guadagni, ma ha la colpa di limitare in maniera drastica l’audience (per vedere Mayweather vs McGregor bisognava pagare 99,95 dollari). Da noi Mike Tyson è ancora oggi l’ultimo personaggio universale, ha sfruttato l’ultima scia della televisione in chiaro. Fruibile da tutti. Floyd Mayweather jr ha vinto di più, guadagnato almeno quattro volte di più, ma non è riuscito a entrare nelle case della gente. Lo conoscono gli appassionati e una percentuale decisamente bassa tra quelli che di boxe non hanno mai sentito parlare.

Riassumo in una domanda il concetto che ho cercato di sviluppare in questo articolo.

Conoscete qualcuno che non sappia chi sia stato Muhammad Ali?

I MATCH PIU’ VISTI IN PAY PER VIEW*

* Le cifre sono espresse in milioni

** La stima di Showtime è tra 4,4 e 4,8 milioni. Altre fonti portano fino a 5 milioni.

Floyd vs Conor, per lo streaming illegale rischio di forte multa e carcere

Un giallo attorno allo show Mayweather vs McGregor.

Il mistero coinvolge lo streaming illegale e tutti quelli che ne hanno usufruito (oltre tre milioni di utenti secondo BoxingInsider.com). Lo ha svelato TorrentFreak: una pubblicazione online che riporta le ultime notizie sui diritti d’autore, la protezione sulla diffusione di notizie sulla vita privata e tutto ciò che riguarda la condivisione dei file.

Durante le trasmissioni pirata (operate da quei siti che non ne avevano pagato i diritti di messa in onda e le proponevano gratuitamente) sono apparse sugli schermi di Tv o computer delle serie casuali di numeri e cifre. Mai durante il match, sempre quando la telecamera riprendeva gli angoli. Una sorta di codice che ha fatto pensare all’azione di qualcuno che volesse rintracciare chi stava approfittando del segnale senza avere pagato la quota della pay per view.

TorrentFreak ha ricevuto una segnalazione anonima, ha contattato altre due fonti e ne ha avuto la conferma (nelle foto appaiono, con alcune cifre mascherate, le immagini incriminate). Ora si tratta di capire chi e perché abbia usato quello stratagemma.

Il sito online insinua il dubbio che possa essere stata la stessa emittente Sky Boxe Office del Regno Unito, uno dei broadcast che aveva i diritti di trasmissione. Avrebbe potuto usare quel sistema per individuare i pirati e poi denunciarli alle autorità.

In questo caso i colpevoli, se individuati, rischierebbero una forte multa pecuniaria e/o (addirittura) una pena carceraria.

Del resto che la lotta allo streaming illegale sarebbe stata spietata lo aveva annunciato per tempo anche Showtime Tv.

Altra ipotesi avanzata da TorrentFreak. Potrebbero essere stati gli stessi originari ladri di immagini a inserire il codice con lo scopo di avere un tabulato in cui fossero indicati gli accounti di chi aveva usufruito della pirateria, per poi sfruttare successivamente quei dati per altri scopi.

La domanda che aumenta il mistero è: perché con la tecnologia avanzata di cui disponiamo nel 2017, una tecnologia che permetterebbe di indagare senza rendere visibile alcun indizio dell’indagine, si è scelto di fare apparire quei numeri/cifre?

Sky Box Office potrebbe avere agito per mandare un segnale: attenti sappiamo chi siete, per ora è un avvertimento, non provatci più. Oppure chi ha operato potrebbe non essere un professionista di alto livello. Terza ipotesi: lo scopo non è quello di denunciare alle autorità competenti coloro che hanno usufruito illegalmente dello streaming, ma quello di ottenere dati importati da usare per successive attività criminose.

Un altro dato va intanto ad arricchire il già abbondante incasso per l’organizzazione dello show tra Floyd Mayweather jr e Conor McGregor. La vendita al circuito chiuso nei 481 cinema che hanno mandato in onda negli Stati Uniti la diretta dell’evento ha fruttato 2,4 milioni di dollari.

 

 

Ilaria D’Amico, Sky, il Milan. Ilary Blasy e Francesco Totti…

Le dichiarazioni di Ilaria D’Amico, nel corso di Sky Calcio Show, sulla solidità economica del Milan (“Se ci saranno tutte le coperture finanziarie, questa società ha fatto cose pazzesche. Il se bisogna mettercelo perché sono stati talmente tanti gli investimenti che aspettiamo ovviamente di vedere tutto quanto nero su bianco“) ha scatenato la reazione della società che ha proibito a tutti i tesserati di partecipare alle trasmissioni della televisione di Murdoch.

Non entro nel merito della vicenda, non ho elementi sufficienti e non so se la conduttrice avesse documentazione a supporto del dubbio espresso. Certo, se io avessi avuto dubbi e documenti avrei reso pubblici entrambi.

Detto questo, vorrei parlare di un altro aspetto della vicenda.

Pongo una domanda, chiedo a chi avesse voglia e tempo di rispondere di farlo in maniera educata e nel rispetto delle persone coinvolte. Odiatori di professione e insultatori da tastiera pregasi astenersi. Consiglio inoltre di analizzare l’essenza della questione, a prescindere dai protagonisti. È una questione di principio, non di nomi.

Ipotizziamo dunque uno scenario.
Sky Calcio Show vuole affidare la conduzione a Ilary Blasi.
La domanda è: qualcuno, prima della firma del nuovo contratto, avrebbe dubbi sul conflitto di interessi tra il ruolo della conduttrice e il suo legame con Francesco Totti?

 

Calcio in Tv. Aumenti e scelte discutibili penalizzano lo spettatore

Sky ha comprato per 795 milioni di euro i diritti televisivi di Champions League ed Europa League nel periodo 2018-21. A pagare saranno gli abbonati che da ottobre si ritroveranno con un aumento dell’8,6% del canone. Il rateo infatti, anziché essere mensile come lo è stato finora, sarà esigibile ogni quattro settimane. Le mensilità da dodici diventeranno quindi tredici. Così, come se niente fosse.
La televisione via cavo recita sempre di più il ruolo del padrone, del vecchio feudatario. Ha l’esclusiva, se vuoi vedere il calcio devi subire.
Ha 4,8 milioni di abbonati e li tratta così sia sul piano dell’esborso finanziario sia su quello dell’offerta.
La Lega Calcio ha fatto di tutto per aiutarla nel perseguire questo intento. Nel concorso per l’assegnazione di prossimi diritti della Serie A, al comma 2.3 del Bando diritti estero, ha inserito per la prima volta una clausola: il broadcaster avrà la possibilità di scegliere l’orario delle partite di campionato. Non di tutte, ma di dodici sì. Per ora.


Cosa sia diventata l’ingerenza della Tv nel mondo dello sport è sotto gli occhi di tutti, ma sembra che non desti scalpore più di tanto. Il calcio è diventato monopolio televisivo in tutti i suoi momenti. Pagano e gestiscono.
Il 75% del fatturato dell’industria del pallone viene dai diritti televisivi.
Ma il banco potrebbe anche saltare.
La Lega ha dovuto annullare la prima asta, avendo giudicato le offerte insufficienti. Chiedeva un miliardo di euro, ha ricevuto proposte per complessivi 490 milioni da Sky e dall’inglese Perform. Se ne riparlerà a gennaio o febbraio 2018.


Da testimone a padrona dello spettacolo. La televisione ha cambiato il panorama sportivo. Oggi andare in televisione per uno sport, calcio compreso, è diventato obbligatorio se vuole continuare a vivere. Questa consapevolezza ha portato i gestori dell’attività a cedere a ogni richiesta. Il campionato di Serie A si è trasformato in una telenovela che dura più giorni.
Si gioca sabato, domenica e lunedì. A mezzogiorno, nel pomeriggio e alla sera. L’eventuale sconfinamento di una partita al venerdì è previsto da tempo. E come se non bastasse adesso arriva la possibilità concessa al broadcaster di gestire a proprio piacimento la collocazione di dodici partite.
Una volta si giocava tutti alle 14:30 della domenica e le partite teletrasmesse erano tenute nascoste fino a un minuto prima della messa in onda del solo secondo tempo.


Un’altra epoca, l’appassionato stava decisamene peggio davanti a quella misera offerta. So benissimo che il progresso non deve lasciare nostalgia del passato. Ma non bisogna dimenticare che lo sport è sentimento, subire una partita alle 12:30, accettare un turno di campionato diluito in tre/quattro giorni, fare gestire la programmazione dell’evento esclusivamente dagli interessi del network fa male.
Ma forse sono semplicemente fuori sintonia con il tempo in cui vivo.
Almeno fino a quando gran parte degli spettatori non si stancherà di subire. Perché, come ho detto all’inizio, i broadcaster investono soldi. Ma quei soldi in fin dei conti sono anche nostri, abbonati che pagano parte della macchina. Un minimo di voce in capitolo dovremmo averla…

Se qualcuno fosse interessato alla programmazione della prima di campionato…

Sabato 19 agosto
Ore 18:00 Juventus-Cagliari
Ore 20:45 Hellas Verona-Napoli

Domenica 20 agosto
Ore 18:00 Atalanta-Roma
Ore 20:45 Bologna-Torino; Crotone-Milan; Inter-Fiorentina; Lazio-Spal; Sampdoria-Benevento; Sassuolo-Genoa; Udinese-Chievoverona.

Per ora…

 

“La notte della boxe” in televisione, alcune considerazioni…

Ascolti non esaltanti per “La notte della boxe” dal Centrale di Foro Italico a Roma, evento imperniato sul titolo internazionale Wba dei supermedi tra Viktor Polyakov e Giovanni De Carolis.

La trasmissione su TV 8 ha realizzato un’audience media di 156.000 spettatori con lo share dell’1,2. Al di sotto dei risultati segnati dalla Rete nella stessa fascia oraria del mese di giugno: 240.499, share 2,32.

Chiarisco subito un concetto.

Siamo tutti contenti per la boxe in chiaro. Lo sono ovviamente anch’io, potrebbe essere un buon inizio. La produzione di TV 8 e Sky è stata eccellente come qualità tecnica. La promozione è stata a livelli alti, non c’eravamo più abituati.

Un applauso dunque a TV 8 e Sky, ma questo non ha potuto impedirmi di vedere alcune bucce di banana su cui il network è scivolato.

Qualcuno dovrebbe informare le emittenti che l’intervallo tra un round e l’altro nella boxe dura un minuto. Programmare spot pubblicitari attorno a 1’15” fa saltare inevitabilmente l’inizio di ogni ripresa.

Con un’organizzazione televisiva di questo livello ci si aspettava i microfoni agli angoli e le interviste a fine match. Non ci sono stati né gli uni, né le altre.
Sono tutte piccole cose che nel tempo potrebbero essere corrette, sempre che TV 8 e Sky siano propense a riprovarci.
Mi ripeto. Il lavoro è stato di qualità assoluta. Anche e soprattutto da parte della MN Holding e della Round Zero di Giulio Spagnoli&Roberto Sabbatini.

C’è una cosa però che mi ha dato proprio fastidio: lo studio che ha preceduto il match. Lungo e totalmente inutile. Qualcuno dovrebbe spiegarmi il senso di mettere assieme uno chef (tra l’altro sono un fan di Alessandro Borghese, personaggio che mi diverte quando è nel suo specifico), un maestro pasticciere (Iginio Massari, che sembra abbia un passato pugilistico), un giornalista (parlo di Giuseppe Cruciani) che non sa nulla di boxe. E, gran colpo finale, perché far condurre il tutto a Diletta Leotta? Bella e sensuale, carica di sex appeal. Ma totalmente digiuna sull’argomento, per nulla in grado di gestire gli ospiti, incapace di dire una sola cosa interessante per il target a cui avrebbe dovuto fare riferimento la trasmissione. E cioè: gente che si preparava a vedere un incontro di boxe.

Il pugilato italiano, mi dispiace per quelli che non sono d’accordo, è uno sport in crisi maledetta. Sul piano tecnico/organizzativo non mi pronuncio, essendomi tirato fuori da qualsiasi coinvolgimento fin dallo scorso febbraio.
Sto parlando di popolarità. In calo preoccupante. Lo testimoniano i numeri. Un ascolto decisamente basso dopo una promozione finalmente all’altezza. Mi riferisco alle televisioni, a TV 8 e Sky. Perché i giornali non hanno seguito lo stesso percorso. Non ci sono state né prime firme, né giornalisti che fanno opinione a promuovere l’evento. E gli spazi dedicati, Corriere dello Sport escluso, non hanno aiutato a catturare l’attenzione del grande pubblico.
Location eccezionale, allestimento di livello assoluto, televisioni che si sono dedicate con impegno al progetto nella fase di lancio. Si è parlato, e tanto, di questa riunione. Le cose sono state fatte (quasi tutte) nel modo giusto. Il risultato, non solo quello tecnico, è stato deludente.
Orario di trasmissione da nottambuli.
Incontri di livello non accettabile.
Match non in diretta.
Pugili sconosciuti.
Sono queste le scuse ricorrenti quando audience e share sono bassi.
La realtà è che il clan dei patiti del pugilato è composto da pochi fedelissimi. Gli altri, quelli che continuano a sparare a pallettoni sulle televisioni che non trasmettono il loro sport preferito, non sanno neppure su quale canale andrà il match, a che ora comincerà.
Glielo scrivi chiaro, dividi dirette e repliche, indichi giorno e numero del canale. Poi leggi i post sui forum o sui social network.
Ma lo trasmette qualcuno?
Se mi interessa una serie televisiva o un film, cerco nella programmazione giorno e orario in cui potrò vederlo. Loro no, chiedono aiuto su Facebook.
È la realtà. E con la realtà bisogna fare i conti, i numeri non mentono.
Siamo talmente pochi che potremmo anche contarci…
Siamo uno sport povero. E questo consente a tutti di trattarci con sussiego.
Immaginate per un momento cosa avrebbe scatenato un pre-partita di calcio con in studio uno chef, un maestro pasticciere e un giornalista che ignora la materia. Immaginate cosa avrebbero detto i tifosi davanti a due calciatori che mimano l’esecuzione di un rigore o di una punizione…

Detto questo, spero che Sky e TV 8 non si arrendano.
Il pugilato ha un tremendo bisogno di loro.

Su FoxSports riunione in diretta da Liverpool, il clou è Murray vs Rosado

Sabato 22 aprile dalle ore 21:00 su FoxSports (canale 204 del bouquet di Sky) sarà trasmessa in diretta la riunione della Echo Arena di Liverpool organizzata da Matchroom.
Telecronista Mario Giambuzzi, commento tecnico Alessandro Duran.


Superleggeri (Wba Internazionale, 10×3): Tom Farrell (11-0) vs Tommy Carus (8-2-2).
Leggeri (campionato del Commowealth, 12×3) : Sean Dodd (12-2-1) vs Lee Appleyard (10-2-0).
Supermedi (campionato britannico, 12×3): Rocky Fielding (23-1-0) vs John Ryder (24-3-0).
Medi (12×3): Martin Murray (34-4-1) vs Gabriel Rosado (23-10-0).

Vedremo in diretta su FoxSports altre quattro riunioni.


Sabato 29 aprile.
Dallo Wembley Stadium di Londra.
Campionato massimi Ibf, Ibo (vacante), Wba (supercampione): Anthony Joshua (18-0) vs Wladimir Klitschko (64-4-0).
Piuma: Scott Quigg (31-1-2) vs Viorel Simion (21-1-0).
Leggeri: Luke Campbell (16-1-0) vs Darleys Perez (33-2-2).
Leggeri (donne): Katie Taylor (4-0) vs Nina Meinke (5-0).


Sabato 6 maggio.
Dalla T-Mobile di Las Vegas (diretta nella notte tra il 6 e 7 maggio, repliche il 7).
Supermedi (catchweight a 164,5 libbre): Saul Canelo Alvarez (48-1-1) vs Julio Cesar Chavez jr (50-2-1).
Piuma: Joseph Diaz (23-0) vs Manuel Avila (22-0).
Welter: Lucas Matthysse (37-4-0) vs Emmanuel Taylor (20-4-0).
Medi: Daniel Lemieux (37-3-0) vs Marcos Reyes (35-4-0).


Sabato 13 maggio.
Dalla Barclayard Arena di Birmingham, Gran Bretagna.
Campionato supermosca Wba: Khalid Yafai (21-0) vs Suguru Muranaka (25-2-1).
Campionato europeo welter: Ceferino Rodroguez (24-1-0) vs Sam Eggington (20-3-0).

Sabato 27 maggio.
Dal Bramall Lane Football Ground di Sheffield.
Campionato welter Ibf: Kell Brook (36-1-0) vs Errol Spence jr (21-0).
Massimi: David Allen (11-2-1) vs Lenroy Thomas (20-4-0).

 

Perché ci hanno fatto pagare Premium per poi dare la Champions in chiaro?

Sono contento che 10.721.000 italiani (37.5 di share) abbiano visto Barcellona-Juventus in chiaro su Canale 5. Era uno spettacolo che meritava di essere goduto dal maggior numero di persone possibile. Sarei stato più contento se Mediaset avesse gestito con correttezza la programmazione dell’evento.

Perché ha preteso il pagamento di Premium giurando che solo su quei canali avremmo potuto godere dell’Uefa Champions League?
Perché ha annunciato l’oscuramento di Napoli e Juventus sui canali in chiaro?

Fino ai quarti di finale la trasmissione era a scelta della televisione che ne ha comprato i diritti. Il mercoledì poi, l’avranno ripetuto milioni di volte fino alla nausea, era sicuramente negato all’evento in chiaro. Sempre e comunque. Così ci avevano detto.

L’accordo sottoscritto da chi paga mensilmente dei bei soldini ai signori di Mediaset era chiaro. Loro non lo hanno rispettato.

Non avrei mai fatto l’abbonamento se avessi saputo la verità, nasconderla non mi sembra sia stata una cosa corretta.

Dal Messaggero.it di gennaio 2017: “A Mediaset Premium ricordano che: “è cominciato il conto alla rovescia per il fischio d’inizio degli ottavi di finale di Champions League, di cui Premium detiene i diritti di trasmissione integrale esclusiva per questa e per la prossima edizione. A partire da metà febbraio, le 16 migliori squadre d’Europa si sfideranno. Tra queste il Napoli e la Juventus, le cui partite, sia di andata sia di ritorno, non andranno in onda in chiaro: saranno trasmesse in esclusiva assoluta su Premium e quindi visibili solo dagli abbonati”.

Sono indignato per il comportamento minaccioso e scorretto tenuto da Mediaset in questa circostanza.

E non venitemi a raccontare che è stato fatto per accontentare i tifosi. Loro i tifosi li sfruttano, non agiscono certo per accontentarli. Mediaset ha pagato centinaia di milioni i diritti dell’Uefa Champions League, non ha avuto i ritorni sperati, ha spostato il tutto in chiaro per avere un’audience che giustificasse gli incassi pubblicitari legati all’avento: 2,5 milioni di euro in più solo per la gara di andata.

Questo sulle spalle dei quasi due milioni di abbonati, presi in giro per l’ennesima volta.

Non cambiate le carte in tavola signori che state leggendo. Non sto dicendo che la Champions debba essere patrimonio solo di chi ha i soldi per pagare l’abbonamento. No, demagogia per demagogia, dico che dovrebbe essere trasmessa tutta e semrpe in chiaro.
Ma anche che Mediaset su questo avrebbe dovuto… essere chiara sin dall’inizio.

I giornali tacciono. Come sempre più spesso accade…

Sei grandi riunioni su FoxSports, da Burns vs Indongo a Brook vs Spence jr

Sei appuntamenti con la grande boxe, tutto in diretta, su FoxSports.
Sabato 15 aprile.
Canale 205 del bouquet Sky, dalle 20:30.
Telecronaca Fabio Tavelli, commento tecnico Alessandro Duran.
Dalla SSE Hydro di Glasgow.
Campionato superleggeri Ibf, Wba, Ibo: Ricky Burns (41-5-1) vs Julius Indongo (21-0).
Leggeri: Scott Cardle (9-1-0) vs Robbie Barrett (14-2-1).
Supermosca: Charlie Edwards (9-1-0) vs Iain Butcher (16-2-0).


Sabato 22 aprile.
Dalla Echo Arena di Liverpool.
Medi: Martin Murray (34-4-1) vs Gabriel Rosado (23-10-0).
Supermedi: Rocky Fielding (23-1-0) vs John Ryder (24-3-0).
Leggeri: Sean Dodd (12-2-1) vs Lee Appleyard (10-2-0).
Superleggeri: Tom Farrell (11-0) vs Tommy Carus (8-2-2).


Sabato 29 aprile.
Dallo Wembley Stadium di Londra.
Campionato massimi Ibf, Ibo (vacante), Wba (supercampione): Anthony Joshua (18-0) vs Wladimir Klitschko (64-4-0).
Piuma: Scott Quigg (31-1-2) vs Viorel Simion (21-1-0).
Leggeri: Luke Campbell (16-1-0) vs Darleys Perez (33-2-2).
Leggeri (donne): Katie Taylor (4-0) vs TBA.


Sabato 6 maggio.
Dalla T-Mobile di Las Vegas (diretta nella notte, repliche il giorno dopo).
Supermedi (catchweight a 164,5 libbre): Saul Canelo Alvarez (48-1-1) vs Julio Cesar Chavez jr (50-2-1).
Piuma: Joseph Diaz (23-0) vs Manuel Avila (22-0).
Welter: Lucas Matthysse (37-4-0) vs Emmanuel Taylor (20-4-0).
Medi: Daniel Lemieux (37-3-0) vs Marcos Reyes (35-4-0).


Sabato 13 maggio.
Dalla Barclayard Arena di Birmingham, Gran Bretagna.
Campionato supermosca Wba: Khalid Yafai (21-0) vs Suguru Muranaka (25-2-1).
Campionato europeo welter: Ceferino Rodroguez (24-1-0) vs Sam Eggington (20-3-0).

Sabato 27 maggio.

Dal Bramall Lane Football Ground di Sheffield.
Campionato welter Ibf: Kell Brook (36-1-0) vs Errol Spence jr (21-0).
Massimi: David Allen (11-2-1) vs TBA.