Addio ad Andrea Bacci, ha scritto di boxe da innamorato


Andrea era un porto sicuro. Nonostante la vita non gli avesse risparmiato dolori e sofferenze, riusciva a regalare serenità agli altri. Se ne è andato via per sempre, alla sua maniera, quasi non volesse disturbare. Ha lasciato un ultimo messaggio su Facebook, uno dei luoghi che aveva scelto per comunicare.
Ciao a tutti!
Erano le 14:23 del 26 ottobre scorso.


Molti lo hanno preso come un saluto con cui annunciava di avere scalato l’ennesima montagna, di avere vinto una battaglia davvero difficile. Di essere di nuovo pronto a combattere. Era invece, purtroppo, un grande abbraccio a tutti quelli che gli avevano voluto bene. Non a caso si era concesso un emoji tutto suo, amato. Aveva intuito che stavolta non ce l’avrebbe fatta. 
Andrea Bacci si definiva uno scrittore arcidilettante. Non era falsa modestia, era semplicemente il fatto che a lui non piaceva urlare, lodarsi, presentarsi raccontando di sé. Preferiva raccontare gli altri. L’ha fatto attraverso più di trenta libri, dal primo (Catenaccio, Alberti & c., 2001) all’ultimo (Tutta colpa del Mundialito, Bradipolibri, 2021) scritti soprattutto con il cuore.
Perché Andrea è sempre stato innamorato della letteratura, dello sport. E lo ha raccontato con animo candido, da professionista serio e preparato.
Come molti amori, anche quello era nato per caso, figlio del dolore.
Era l’anno 2000, viveva a Torino quando aveva scoperto di avere un osteosarcoma (il tumore più comune fra quelli primitivi delle ossa). Una chemio dietro l’altra, negli spazi che la cura gli lasciava liberi se ne andava alla Biblioteca Civica Centrale, si rifugiava nella emeroteca e sfogliava vecchi giornali.
Nasceva così l’idea che tutte quelle storie avrebbero potuto trovare collocazione in un libro.
Ha scritto di sport, soprattutto calcio e pugilato.
Sono stato a contatto con lui per quattro libri, tutti editi da Absolutely Free.
La normalità del campione (2018).
Rocky vs Stallone (2019),
Il buio oltre l’azzurro (2020).
Il quarto, purtroppo, non andrà in stampa. Sarebbe dovuto uscire a marzo 2022. Era una riedizione di Il cappotto spagnolo, la biografia di Lamberto Boranga.

12 settembre.
“Ciao Dario, martedì non posso andare da Lamberto, ho di nuovo uno dei problemi alla gamba con la protesi, attualmente sono a Siena in pronto soccorso, Poi ci riaggiorneremo”
24 settembre.
“Ciao Dario, io sono ancora in ospedale, ho una grave infezione che mi ha preso la gamba con la protesi e mi ha anche debilitato. È stata una batosta terribile. Mi hanno fatto una bella pulizia, ma ancora non so quando potrò rientrare”.
25 settembre.
“Stavolta rialzarsi entro il dieci sarà più dura delle altre volte!”.

Arcidilettante. Un arcidilettante che aveva scritto per più case editrici, che nel 2007 con L’ultimo volo dell’Angelo biondo, dedicato a Jacopucci, aveva vinto il Premio Selezione Bancarella Sport. Aveva raccontato Tyson, Hagler, Mayweather, Pacquiao e altri campini ancora. Aveva narrato quello sport che era la sua grande passione.
È stato una delle colonne di boxeringweb.net, il quotidiano online della boxe. L’ultimo suo articolo è datato 5 settembre 2021, titolo italiano dei pesi massimi Ivan D’Adamo vs Paolo Iannucci. Ci ha informato su riunioni, match tra fuoriclasse e incontri di atleti meno famosi. Lui amava la scrittura, non si metteva mai al centro della storia. I protagonisti erano gli altri, i pugili.
Nelle tempeste che ne hanno attraversato la vita aveva due rifugi sicuri, la casa (la moglie Ornella e i figli, un gruppo che amava chiamare La Banda Bacci) e la Biblioteca, tra quei libri che gli regalavano serenità.
Cerco di stare lontano dalla retorica e dalle lacrime. Non merita la prima, per le seconde lo spazio è il privato. Perciò la finisco qui. Un abbraccio commosso alla famiglia, un saluto pieno di affetto ad Andrea alzando lo sguardo verso il cielo.
Un altro amico se ne è andato via per sempre. Un uomo paziente che affrontava ogni bufera con un sorriso triste, che si trasformava in uno sguardo pieno di gioia quando era con la sua Banda o in mezzo ai suoi libri.
Un porto sicuro.
Addio Andrea.

ANDREA BACCI, classe 1970. Laureato in Scienze Politiche all’università di Perugia. Impiegato presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cetona (Siena). Giornalista per boxeringweb.net, scrittore di oltre trenta libri di sport.

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