Tokyo 2020. Irma è medaglia, la professoressa incanta

La professoressa Irma Testa di Torre Annunziata ha tenuto lezione alla Kukugikan Arena di Tokyo.


Tre round interminabili per Caroline Veyre, tre riprese da incubo. La canadese ha visto il sinistro dell’azzurra stamparsi sulla sua faccia un interminabile numero di volte, il problema era che più che vederlo realizzava che era arrivato solo perché ne sentiva gli effetti.
Brava Irma, ha saputo rendere semplici anche le cose difficili. I piccoli movimenti per anticipare l’attacco costante e all’arma bianca della 32enne americana, la velocità del sinistro, la precisione del destro dritto ogni volta che partiva il raddoppio.
Irma ha incantato. Mi ha fatto definitivamente credere che quello che ho visto per l’intero torneo di qualificazione a Parigi e nei primi due match a Tokyo sono la pura verità, la realtà di quello che è la Testa. Una campionessa ai massimi livelli.
Mi ero ripromesso di non nominare neppure una volta la parola storia, perché mi sembra retorica, eccessiva.
Ma mentre scrivo mi chiedo perché si debbano annacquare le emozioni, solo per un sendo di eccessivo pudore.
Irma Testa da Torre Annunziata, il regno del mago Lucio Zurlo, è la prima donna italiana a conquistare una medaglia olimpica. Per ora è il bronzo, poi si vedrà. Un lungo abbraccio con Emanuele Renzini ha suggellato il rapporto con il coach che ha realizzato un capolavoro. Un poker di donne all’Olimpiade e, finora, cinque vittorie in sei match.
Irma, euforica, ha poi sollevato in aria l’altro allenatore, Riccardo D’Andrea.
Piano, che ti fai male” le ha detto lui ridendo.
C’era da festeggiare, e festa sia.
Si è mossa da padrona la Testa. Il ring è la sua casa, l’altra più che bussare alla porta ha cercato di sfondarla. Ma ha sempre trovato l’angoscia degli spazi vuoti. Non la prendeva, non la prendeva. Irma era un fantasma dispettoso che si nascondeva quando la canadese sparava colpi corti e pieni di rabbia, diventava una spadaccina implacabile quando andava a infilare l’avversaria con uno-due da antologia.
Una professoressa, appunto.
Era uscita da Rio con dubbi e pensieri nella testa. Era una ragazza alla ricerca di un’identità che le desse forza e fiducia. È sbarcata a Tokyo e ha dimostrato al mondo di essere diventata una donna capace di elaborare un pugilato di tecnica, velocità e precisione come poche nell’intero gruppo del torneo femminile riescono a fare.
Sabato 31 luglio torna sul ring (alle 6:39 del mattino in Italia). Affronta Neshty Petecio, mancina delle Filippine.
Non è ancora finita. La montagna è sempre lì, Irma guarda la cima. È sempre più vicina.

PESI PIUMA (57 kg, quarti di finale) Irma Testa b. Carolyne Veyre (Can) 5-0.
SABATO 31 luglio (ore 6:39) semifinale pesi piuma: Irma Testa vs. Nesthy Petecio (Fil).

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