Tokyo 2020, l’AIBA minaccia un’azione legale contro il CIO

L’AIBA si è dichiarata pronta a citare in giudizio il CIO nel caso in cui, il 22 maggio, il Comitato Olimpico Internazionale dovesse toglierle lo stato di Federazione Internazionale, impedendole così di organizzare il torneo di pugilato ai prossimi Giochi in programma a Tokyo nel 2020.

Nel caso in cui il CIO prendesse tale decisione non metterebbe in pericolo solo il futuro prossimo dell’AIBA, ma la sua stessa esistenza. Senza i contributi del Comitato Olimpico, l’Associazione rischierebbe la bancarotta. Lo ha scritto sul suo sito ufficiale, lo ha confermato il direttore esecutivo Tom Virgets.

Per questo il neo eletto presidente ad interim Mohamed Moustahsane (nella foto in alto) ha annunciato, come riporta l’agenzia di stampa Reuters, una possibile azione legale da far partire già il 23 maggio. Il giorno dopo un’eventuale sanzione punitiva.

Insidethegames.biz, il sito specializzato in notizie olimpiche, aggiunge un’ulteriore informazione.

Poco dopo che una email, contenente l’annuncio di un’eventuale denuncia, era stata spedita ai membri del Comitato Esecutivo, Moustahsane avrebbe inviato un successivo messaggio invitando gli stessi membri a “ignorare il contenuto della lettera inviata in precedenza“.

Il dirigente marocchino avrebbe affermato che nella riunione straordinaria del CE prevista per il 18 maggio a Losanna, informerà i membri “riguardo la situazione attuale e la possibilità di risolverla“, aggiungendo che “nessun altro punto” sarà discusso.

Dopo la dichiarazione di Thomas Bach al congresso del Comitato Olimpico australiano (“Organizzare un evento sportivo non è una scienza missilistica, quindi credo che saremmo in grado di gestirlo“.), l’AIBA ha capito che le cose stanno procedendo verso il peggio, che il pericolo che le venga tolto lo status di Federazione Internazionale non è poi così improbabile.

Bach lo ha detto chiaramente: l’organizzazione del torneo di boxe potrebbe essere affidato a un altro Ente.

L’AIBA ha reagito con la minaccia di una denuncia.

Certamente il CIO si sarà tutelato sotto questo aspetto, affidandosi a una consulenza legale nel momento stesso in cui ha deciso di condurre l’inchiesta. In pratica avrà voluto assicurarsi che l’indagine fosse in grado di rispondere a qualsiasi contestazione da parte dell’AIBA presso la Corte Arbitrale per lo Sport di Losanna.

Siamo a poco più di due settimane dalla decisione.

La battaglia è in pieno svolgimento.

 

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