Iron Mike tra una serie Tv con Jamie Foxx e una sceneggiata con Holyfield…

Mike Tyson è tornato al centro del villaggio.
Il 25 novembre si è esibito contro Roy Jones jr. Ho letto che quel momento ha fatto del bene alla boxe, che l’intera pantomima è stata messa su per fare beneficenza. Ho avanzato dei dubbi su entrambi i fronti e, come oramai è la norma sui social, sono stato insultato senza che a supporto sia stata portata alcuna prova.
Adesso sul rientro di Iron Mike parlano avvocati, società, manager e lo stesso protagonista.
Il 29 maggio sembrava dovesse andare in scena il terzo Holyfield vs Tyson, all’Hard Rock Stadium di Miami. Quell’evento non dovrebbe svolgersi.
Il clan di Holyfield, nella persona del suo attuale manager Kris Lawrence, ha detto che Tyson avrebbe rifiutato un’offerta di 25 milioni di dollari.
A quel punto è sceso in campo l’uomo più cattivo dell’Universo che ha scritto alla France Press e pubblicato un post sul suo profilo Instagram.
“Hanno trattato con le persone sbagliate. Io non combatterò mai più per Triller (il management che ha messo in piedi e trasmesso l’esibizione con Roy Jones jr, ndr). Non conosco nessun loro dirigente, non ho firmato alcun contratto, non voglio fare affari con loro. I prossimi impegni saranno gestiti dalla mia organizzazione Legends Only League”.
Il terzo atto di questa commedia l’ha scritto l’avvocato John Flock in rappresentanza di Triller. Il legale ha mandato una lettera a Sunjay Matthes, vice presidente di DAZN. La testimonianza è stata pubblicata da RingTv.com.
In sintesi Triller dice che Tyson ha un accordo firmato con loro per i prossimi tre anni. La società ha il diritto del primo rifiuto su ogni evento con protagonista l’ex campione dei pesi massimi. E nessuno, scrive l’avvocato, ha mai offerto loro la possibilità di mettere in piedi una terza sfida con Holyfield.


C’è ancora qualcuno che pensa che tutto questo sia mosso dal disperato bisogno di fare beneficenza?
Mike Tyson continua a essere al centro della notizia.
Anche a 54 anni compiuti. Un altro signore, che ha più o meno la sua età (nel suo caso sono 53), ha unito il proprio nome a quello del campione.
Jamie Foxx, Oscar per l’interpretazione di Ray Charles, ha annunciato una serie televisiva che avrà come tema centrale la vita di Mike. Da Bronwsville a oggi.
Avrebbe dovuto essere un film, è stato trasformato in un biopic (un documentario che parla della vita di un personaggio reale) per la televisione.


Il regista sarà Antoine Fuqua (Training day, The Equalizer). A capo della produzione Martin Scorsese, l’artista che dopo Taxi driver, New York New York e L’ultimo valzer ha portato sul grande schermo Toro scatenato, l’avventura di Jake LaMotta.
Ben venga la serie televisiva, ma mi risparmierei altri spettacoli sul filone Tyson vs Jones jr. Questo sport ha davvero un così disperato bisogno di eroi?  La risposta me la sono data in quella occasione, non ho cambiato idea.
Se il popolo del pugilato davvero crede che eventi simili possano giovare alla causa, spingere verso una nuova popolarità, allora vuol dire che i confini si sono ristretti fino a soffocarci.
Liberi, ovviamente, di dissentire.

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