Soldi, giudici, dirigenti. Il segretario della Federboxe russa: Cambiamo tutto!

Il 22 maggio il Comitato Esecutivo del CIO, dopo avere letto il rapporto redatto dal Comitato d’Inchiesta,  ha sospeso a tempo indeterminato l’AIBA dal ruolo di Federazione Internazionale, vietandole così l’organizzazione del torneo di Tokyo 2020. 
Ricevo e pubblico il commento di Umar Kremlev sul caso. Kremlev è il segretario generale della Federazione Russa
di Pugilato, membro del Comitato Esecutivo dell’AIBA e Primo Vicepresidente dell’EUBC.

È necessario effettuare riforme serie nell’AIBA, bisognerà farle il più presto possibile. Prima di tutto, è necessario pagare i debiti.
Voglio chiamare all’azione il Comitato Esecutivo dell’AIBA e l’intera comunità del pugilato: è arrivato il momento di prendere decisioni importanti con cura e rapidità. Dobbiamo ascoltare e accettare tutti i commenti fatti dal CIO, eliminare tutte le carenze che ancora esistono. Il nostro obiettivo è proteggere gli interessi dei pugili e degli allenatori, per preservare l’organizzazione principale che gestisce il nostro sport da oltre 70 anni. Per questo è necessario fare cose concrete, mettendo la boxe al di sopra di ogni interesse personale.
Se riuscissimo a essere tutti uniti per portare avanti una grande riforma all’interno dell’AIBA, contribuiremmo a cambiare radicalmente una situazione estremamente difficile. Anche se l’attuale guida dell’AIBA, per ragioni sconosciute, ha rifiutato la mia proposta di saldare i debiti dell’Associazione, la proposta rimane ancora in vigore. Sono pronto a dare il mio aiuto nel più breve tempo possibile per saldare i debiti. Per questo, verrà creato un fondo speciale in cui persone fisiche e persone giuridiche, che non sono indifferenti al pugilato, si adopereranno per reperire fondi, incluso me. L’intera comunità pugilistica potrà controllare la chiarezza e la trasparenza di questo lavoro. Tutti i passaggi che porteranno al saldo dei debiti saranno resi pubblici.
A chi ha dei dubbi sul fatto che i debiti possano essere estinti, noi diciamo che siamo pronti non solo a dimostrare come questo risultato possa essere raggiunto nel prossimo futuro, ma anche che possa essere fatto in modo trasparente. Lavoreremo con uno dei quattro migliori uffici mondiali che forniscono servizi di auditing e consulenza: Deloitte Touche Tohmatsu, PricewaterhouseCoopers, Ernst & Young o KPMG. Uno di questi verrà selezionato e redigerà un rapporto sulla provenienza dei soldi e su come sia stato ripagato ciascun debito. Abbiamo già cominciato i negoziati.
Abbiamo anche bisogno di portare finalmente ordine sulla questione arbitri/giudici, questo settore dovrebbe essere associato a un modello di onestà e obiettività. Per eliminare il fattore umano, penso sia arrivato il momento di passare a sistemi di controllo elettronici.
Voglio sottolineare che è possibile concordare parzialmente con la relazione del comitato di inchiesta del CIO. Per obiettività, ogni articolo del rapporto dovrà essere esaminato da tutti i membri del CE che dovranno segnalare cosa pensano corrisponda al vero, cosa dovrà essere risolto, e cosa credono sia una questione già risolta. È necessario stabilire un’interazione con il comitato di inchiesta del CIO, mettere in piedi la possibilità di un dialogo. Se la decisione del Comitato Esecutivo del CIO non verrà rivista nella Sessione di giugno e l’AIBA perderà il riconoscimento di federazione internazionale, il mondo del pugilato dilettantistico resterà nel caos per più di un anno. Non dobbiamo permettere che questo accada, per evitarlo ci sarà molto lavoro da fare.
L’obiettivo personale non è diventare il capo dell’AIBA, ma dare il mio contributo per rianimare l’organizzazione. Dobbiamo passare dalle parole ai fatti, convocare un Congresso straordinario, invitare osservatori del CIO e della comunità sportiva, tenere elezioni che cambino completamente il sistema, andare a votare per eleggere per intero la nuova leadership dell’AIBA. L’organizzazione dovrà essere guidata da persone che amino il pugilato. La cosa principale è che gli oligarchi o i funzionari corrotti non vengano a gestire la boxe, ma che il ruolo sia di quelle persone che vogliono davvero sviluppare e divulgare il pugilato in tutto il mondo.
Umar Kremlev

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