Marsili, che lezione a Betancourt! Goddi perde per ko in cinque minuti

Pronti via e tutto sembrava stesse già per finire. Una testata volontaria di Betancourt procurava un taglio sotto l’arcata sopracciliare sinistra di Marsili. Rischiava di finire ancora prima di cominciare l’avventura del pugile di Civitavecchia. Per fortuna la ferita si rivelava meno pericolosa di quanto potesse sembrare. 

Poi è cominciata la battaglia. Betancourt è un robottone, poca tecnica e discreta sostanza, che viene avanti a testa bassa e porta colpi larghi. Ganci soprattutto. Ma era più un torello infuriato che un maestro della noble arte. Marsili era bravo a prendergli il tempo, la maggiore velocità di esecuzione del nostro campione rendevano limpida ed efficace la sua azione. Per tutti, meno che per un arbitro che dopo quattro riprese aveva un solo punto di vantaggio per Emiliano! Una bestemmia tecnica soprattutto se si considera il giusto richiamo ufficiale inflitto dall’ottimo arbitro Massimo Barrovecchio al messicano nel primo round.

Emiliano Marsili dava una lezione di pugilato a Betancourt, inutilmente più grosso, più alto e più giovane.

Lo beffava sul tempo, teneva un ritmo che l’altro non poteva tenere. Un match piacevole, per merito quasi esclusivo del campione di casa nostra.

“Mi raccomando, non scappare” così aveva detto Betancourt a Marisli. Ed Emiliano non è scappato. Nel settimo round ha accettato la guerra a corta distanza e ha spiegato con la sua arte come si combatta testa a testa. L’uomo di Civitavecchia portava i primi colpi interni, per poi chiudere la serie con ganci precisi. L’altro sparava bordate larghe che otto volte su dieci finivano sulle braccia del rivale.

A tredici secondi dalla fine del settimo round la ferita di Marsili cominciava a sanguinare, era diventata pericolosa soprattutto per posizione. Barrovecchio chiamava il medico che sospendeva l’incontro. Si andava alla lettura dei cartellini. La decisione non poteva che essere unanime.

Ha vinto Marsili, lo ha fatto con pieno merio, grazie a una classe che ha bocciato le presuntuose speranze di Betancourt che non aveva i mezzi per contrastare il più bravo avversario.

Un bel successo, raggiunto contro un rivale di medio livello, ma sicuramente capace di soddisfare sul piano dello spettacolo.

A 41 anni Marsili è ancora in grande spolvero.

È finito invece male, dopo meno di cinque minuti, il sogno europeo di Alessandro Goddi. Prima un gancio destro e poi un destro a mezza via tra diretto e gancio di Szeremeta hanno mandato al tappeto il pugile sardo. Incerto sulle gambe, senza più forza mentale e fisica, Goddi era comunque pronto a riprendere la battaglia. Un pugile non dice mai “mi arrendo”. L’arbitro era ancora incerto su cosa fare quando dall’angolo del sardo Salvatore Cherchi ha lanciato l’asciugamano in segno di resa. Una decisione giusta, sacrosanta. Alessandro Goddi non era assolutamente più in grado di continuare. 

Il polacco era arrivato a Roma con le credenziali di un ottimo pugile, dotato però di poca potenza. Szeremeta si è invece mostrato atleta in possesso di personalità e consistenza nei colpi, aiutato anche dalla rigidità sul tronco di Goddi e dal fatto che ogni volta che portava il destro in attacco il nostro pugile tirava giù imprudentemente il sinistro e si esponeva al destro del rivale. Su quella parte del volto, totalmente scoperta, Szeremeta ha infierito senza pietà.

Sorpreso, forse troppo teso, Goddi non è riuscito a giocarsi le sue possibilità.

Bravo il polacco che con questo successo è diventato, con pieno merito, il nuovo campione europeo dei pesi medi.

Carmine Tommasone, assente dal ring da maggio dello scorso anno (unico match del 2017), ha vinto facilmente la sfida contro Savic. Un test in preparazione all’incontro che il 6 maggio prossimo lo vedrà impegnato contro Kamil Laszczyk ad Avellino, per il titolo dell’Unione Europea dei piuma.

Stasera Tommasone doveva solo ritrovare confidenza con il combattimento. Ha cambiato promoter, da Loreni è passato con la Opi Since82 della famiglia Cherchi, e si attende grandi cose da questa decisione. Il serbo Savic non poteva certo essere un grande ostacolo, ma il modo in cui il campano lo ha superato ha dato garanzie precise sulla sua condizione fisica.

A Tommasone è bastato il sinistro per dominare il rrivale. A volte ha doppiato con il diretto destro, ha fatto vedere anche qualche bel montante. Un successo senza alcun pensiero, una seduta pubblica di allenamento portata a termine con grande dignità da entrambi. Ognuno per i suoi meriti e per la propria caratura pugilistica.

Bene Devis Boschiero. Un avvio senza lampi, un po’ lento di braccia. Poi ha cambiato ritmo per un paio di round e ci ha fatto vedere una buona prestazione. Uno spettacolo che ha soddisfatto la platea, anche per merito di Tellez che ha sempre accettato la battaglia. È andato avanti, ha sfidato Boschiero sulla corta distanza. Ha pagato pegno, il nostro pugile aveva maggiore consistenza nei colpi e un  supereriore tasso tecnico. Quando ha visto che le cose si complicavano, Tellez ha deciso di tentare la strada delle scorrettezze. Un paio di testate volontarie, un paio di colpi bassi. E l’arbitro Marco Pacor non è intervenuto con un richiamo come avrebbe dovuto. Forse il secondo colpo basso mancava di volontarietà, ma per il resto non credo potesse esserci il benificio del dubbio.

Come dubbi non potevano assolutamente esserci sul risultato. Devis ha vinto nettamente, non ha perso neppure un secondo della sfida. Era anche questo un test in vista di un match importante. In maggio si batterà contro Faruk Kurbanov per l’Unione Europea dei superpiuma al Teatro Principe di Milano.

Leggeri: Marsili (60,800 kg, 36-0-1, 14 ko) b Betancourt (60,300 kg, 22-2-0, 10 ko) decisione tecnica dopo 2’47” del settimo round. Cartellini, Cavalleri 69-64, Fernandez 68-64, Nikolov 70-62; medi (campionato europeo, titolo vacante) Serzmeta (72 kg, 17-0, 3 ko) b Goddi (71,500 kg, 33-3-1, 16 ko) kot 2. Arbitro: Loughlen (Gbr). Giudici: McDonnell (Gbr), Fernandez (Fra), Nikolov (Bul); superpiuma: Boschiero (59,700, 45-5-1, 21 ko) b Tellez (59,500, 12-37-5, 6 ko) p 6; piuma: Tommasone (57 kg, 18-0, 5 ko) b Savic (57,300 kg, 4-26-2, 1 ko) p.6; leggeri: Gonzalez (63,300 kg, 17-5-0, 10 ko) b Varela (63,500 kg, 22-38-0, 10 ko) p.6; supermedi: Zucco (77,200 kg, 2-0, 2 ko) b Bojic (77,200 kg, 4-13-2, 2 ko) abb. 4; Di Luisa (77,200 kg, 19-4-0, 14 ko) b Markovic (78,100 kg, 3-7-1, 1 ko) p.6.

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