UFC, Rousey vs Holm. Sessantamila spettatori, nove milioni di dollari di incasso!

koverCi sono due cose che mi hanno sorpreso sabato nella notte del mondiale UFC dei gallo tra Ronda Rousey e Holly Holm.

Non la vittoria di Holly, che i bookmaker quotavano 14/1, ma il numero di spettatori e l’incasso.

L’Etihad Stadium di Melbourne ha ospitato 56.214 paganti, più o meno sessantamila presenze. Record per la Mixed Martial Arts, battuto di 490 spettatori St-Pierre vs Shieldscon che ne aveva portati 55.724 al Rogers Centre di Toronto.

L’incasso è stato di oltre nove milioni di dollari.

A queste cifre andranno ad aggiungersi i soldi della pay per view. Nei prossimi giorni conosceremo i numeri. L’ultimo incontro di Ronda contro la brasiliana Berthe Correia ha registrato poco meno di novecentomila adesioni. Per questo che era decisamente su un livello superiore potrebbe essere stato superato il milione, il che vorrebbe dire circa cinquanta milioni di dollari di incasso.

usa-today-8927578.0Il totale del movimento ecnomico, tra botteghino, televisioni, sponsor e merchandisign dovrebbe aggirarsi attorno ai settanta milioni di dollari. È un affare enorme per un campionato, l’Ultimate Fighting Championship relativamente giovane.

Ai protagonisti dell’evento va la fetta più piccola della torta.

L’organizzazione ha lavorato più tempo in perdita, ha investito soldi nella creazione dei personaggi e ora raccoglie quasi tutto l’incasso (circa il 75%).

La dimensione di Ronda Rousey è quella di una donna di grande popolarità. Il bronzo olimpico nel judo le ha regalato l’appartenenza alla nobilità dello sport. La sua capacità a reggere la scena, non solo dentro l’ottagono ma anche e soprattutto davanti ai giornalisti, ha aumentato lo spessore del personaggio. La velocità con cui riusciva a vincere le aveva creato attorno il mito di forza e invincibilità. Sono addirittura riusciti a farla passare per un sex symbol.

Ancora oggi, dopo la sconfitta, si parla più di lei che della vincitrice Holly Holm che al momento viene data 3/1 nell’eventuale rivincita dai bookmaker che indicano ancora la Rousey come favorita.

Ma non è di questioni tecniche che voglio parlare. Qui mi interessa capire come sia stato possibile costruire prima un personaggio e poi un evento di queste enormi dimensioni.

Nov 15, 2015; Melbourne, Australia; Ronda Rousey (red gloves) competes against Holly Holm (blue gloves) during UFC 193 at Etihad Stadium. Mandatory Credit: Matt Roberts-USA TODAY Sports ORG XMIT: USATSI-256554 ORIG FILE ID:  20151114_jel_rb8_093.jpg

Dana White è il boss dell’UFC. Ne è diventato presidente nel 2001. È riuscito a farlo diventare uno sport di fascia A. Finora ha messo in banca (fonte Celebrity Net Worth) 300 milioni di dollari di guadagni, con un salario netto annuo di oltre 20 milioni.

Gli atleti viaggiano su cifre decisamente più basse.

Fino all’ultimo incontro Ronda Rousey guadagnava 65.000 dollari per combattere, altri 65.000 in caso di vittoria, le sponsorizzazioni e una percentuale sulla vendita della pay per view. Per il combattimento contro la Correia ha intascato più di un milione di dollari.

Sono guadagni molto legati al movimento di soldi che si è capaci di produrre.

Gli sponsor entrano in campo e in maniera consistente solo accanto ai migliori. I numeri della ppv sono alti solo se sull’ottagono sale una stella internazionale dotata di forte carisma.

Per quelli che combattono nel resto del programma la borsa finale può anche essere di soli quattromila dollari. I migliori arrivano a 250.000 dollari.
I campioni e il resto del gruppo devono pagarsi da soli sia il proprio team che le spese di viaggio e allenamento.

907304-9025a66e-8b5e-11e5-afd7-da31bedfc4ecGli organizzatori sono dei grandi professionisti nella creazione dell’evento. Producono filmati di avvicinamento, come fanno del resto Showtime e HBO per il pugilato; gestiscono le dichiarazioni dei protagonisti, uomini o donne che siano; operano con una promozione curata nei particolari e su larga scala investendo su social network, spazi tradizionali sui giornali, internet e messaggi televisivi anche attraverso dichiarazioni all’interno di spettacoli molto seguiti.

Non è un caso che già dopo pochi match Ronda Rousey fosse diventata un personaggio così popolare da recitare in alcuni film, da generare uno spirito di emulazione tale da far vestire con il suo costume tanti bambini nella notte di Halloween; da sollecitare interessi di sponsor importanti che solo nel periodo giugno 2014/giugno 2015 le hanno versato 3,5 milioni di dollari; da essere ospite ambito nei più importanti talk show americani.

Credo che la gestione della promozione del personaggio e dell’evento così come è fatta nell’UFC dovrebbe diventare materia di studio per chiunque volesse lavorare nel mondo dello spettacolo sportivo.

 

 

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