Foreman lancia la sfida sul ring a Seagal. Che senso ha?

George Foreman ha lanciato, via Twitter, la sfida a Steven Seagal.
Un match a Las Vegas, Big George annuncia che combatterà secondo le regole della boxe. L’altro? Potrà scegliere l’arte di combattimento che preferisce.

Foreman ha 68 anni. È stato campione olimpico dei massimi, due volte campione del mondo della categoria.

Seagal, attore e regista di film popolari, ha 65 anni, è cintura nera 7° Dan di Aikikido.

Si ignorano i motivi per cui l’ex re dei massimi avrebbe lanciato la sfida.

Una manovra pubblicitaria? Uno scherzo? Una battuta?

Io preferisco celebrarli così.

Big George Foreman contro Joe Frazier…

Steven Seagall in alcune scene di combattimento…

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MMA, tenta maldestramente di imitare Muhammad Ali e finisce knock out (video)

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Un match di arti marziali (MMA) a Colchester, campionato nazionale dilettanti dei pesi piuma al limite delle 145 libbre.

Joe Harding ha pensato per un momento di essere la reincarazione di Muhammad Ali e ha voluto imitarlo. Ha danzato, mimato, irriso il suo avversario, scherzato. Ed è finito knock out, a dargli la lezione è stato John Segas che ha piazzato un perfetto calcio alla testa e ha chiuso la sfida.

Conor McGregor conquista Eddie Hearn, l’UFC nel futuro di Matchroom?

koverContinua a crescere la popolarità delle MMA.
Ora sembra che anche Eddie Hearn pensi all’UFC come a un’attività su cui investire tempo e denaro.Lo ha dichiarato al sito MailOnline.
Il titolare della società Matchroom gestisce i pugili più popolari della Gran Bretagna: Anthony Joshua, Kell Brook, James DeGale, Scott Quigg, Callum Smith e altri. Ora sta seriamente pensando di dedicarsi anche alle MMA.
Ha parlato con le organizzazione che gestiscono questo sport, con le televisioni che potrebbero trasmetterlo, con gli sponsor che dovrebbero essere coinvolti. E ha deciso che la situazione merita di essere studiata a fondo.
Nel 2016 l’UFC ha costruito eventi importanti a Londra, Manchester e Belfast.

Ma la spinta definitiva per convincere Eddie Hearn l’ha data Conor McGregor. La sua popolarità, la presa sui tifosi, l’indice di riconoscibilità e la passione con cui la gente lo segue anche in Gran Bretagna hanno fatto pensare al boss della Matchroom di provare in un campo che non sia la boxe.

Ronda Rousey va ko dopo 48 secondi, ma intasca tre milioni di dollari…

rrRonda Rousey è rimasta protagonista assoluta della scena fino a quando il match non ha avuto inizio.
Sua la borsa più alta: 3 milioni di dollari contro i 100.000 finiti nelle tasche di Amanda Nunes.Per lei il tifo del pubblico di Las Vegas e di quello davanti alla televisione che trasmetteva lo spettacolo in pay per view.
Poi, l’incontro valido per il mondiale gallo femminile UFC è cominciato.
E allora sull’ottagono c’è stata una sola stella, quella della brasiliana che ha travolto di colpi una Rousey che è sembrata totalmente incapace di difendersi. La Nunes ha vinto solo con i pugni: uno, due, quattro, otto. Colpi precisi che hanno centrato al volto la rivale, l’hanno scossa, l’hanno portata sull’orlo del baratro. Ronda è stata salvata dall’intervento dell’arbitro.
Erano passati appena 48 secondi dall’inizio del combattimento e tutto era già finito. Seconda sconfitta consecutiva prima del limite, delusione profonda, limiti tecnici evidenti messi in mostra, incapacità di reggere la tensione.

Ora ci sarà il ritiro dalle scene?
Molti giornalisti avrebbero voluto chiederlo proprio a lei, ma Ronda è scappata via senza che nessuno potesse rivolgerle una domanda.
Amanda Nunes intanto festeggiava. Prima zittendo il pubblico che a suo avviso non aveva creduto in lei, poi esplodendo in una irrefrenabile manifestazione di gioia.
Si è probabilmente chiusa qui l’avventura di Ronda Rousey, un personaggio che ha regalato grande popolarità alle MMA, ma che da questo momento in poi dovrà pensare soprattutto a ricostruire la fiducia in se stessa.
Non solo nello sport, ma anche nella vita.

Mayweather offre 10.000 $ a chi farà il titolo più bello a un video di McGregor picchiato a sangue

floyd-mayweather-and-conor-mcgregorFloyd Mayweather jr ha postato sul suo profilo Instagram un video in cui si vede Conor McGregor subire una severa lezione durante un match di UFC.
Il video è montato in modo che alle immagini di McGregor (ripetute più volte con un trucco in fase di montaggio) si alternino quelle di un sorridente Mayweather jr che lo prende in giro.
L’ex campione del mondo di pugilato ha lanciato un’offferta ai suoi tifosi: chi proporrà il titolo più bello per questo video riceverà 10.000 dollari di premio.
I termini di presentazione scadono oggi, 19 dicembre 2016.

L’UFC venduta per quattro miliardi di dollari: il più grande affare nella storia dello sport

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The Ultimate Fighting Championship (UFC) è stata venduta per la cifra record di circa quattro miliardi di dollari. Rappresenta il più grande affare nella storia dello sport.
Lo scrive il sito TMZ.com.
Se ne parlava da tempo, sembra che l’accordo sia stato concluso sabato notte a Las Vegas in occasione di UFC 200, il più importante evento nella storia della società.

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I titolari, i fratelli Lorenzo e Frank Fertitta, avevano comprato l’80% del network sportivo per due milioni di dollari.
La nuova proprietà è formata dalla WME (William Morris Endeavor), dalla IMG (International Management Group) e da MSD (un gruppo che ha come presidente Michael Dell).

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Secondo il New York Times gli show dell’UFC (al suo ventitreesimo anno di attività) sono visti in più di 156 Paesi e i loro eventi si sono svolti in tutti gli Stati americani. Gli spettacoli generano duemila ore di materiale ogni anno, la maggior parte del quale è visibile in streaming sul Fight Pass dell’organizzazione.

Il presidente dell’UFC si impone. Il 9 luglio a Las Vegas la rivincita tra Holly Holm e Ronda Rousey

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La prima difesa del titolo Holly Holm la farà contro Ronda Rousey.
Il 9 luglio nella nuova Grand Arena dell’MGM a Las Vegas affronterà proprio l’atleta a cui ha tolto la corona il 14 novembre scorso infliggendole un terribile ko.Lo ha detto Dana White, presidente dell’UFC, al Los Angeles Times.
Il manager della Holm, Lenny Fresquez, si è detto dubbioso su questa scelta: “Non so se per quella data la Rousey avrà recuperato. Noi vorremmo disputare un match nell’attesa che lei si riprenda del tutto, vorremmo dare una possibilità a Miesha Tate che è la numero 1 della classifica“.
Danda White ha tagliato corto. Prima ha lanciato un commento ironico (“Siamo molto interessati alle opinioni del signor Fresquez…“), poi ha rassicurato manager e pubblico.
Ronda sarà pronta per il 9 luglio, più forte e combattiva che mai“.
Che un presidente si pronunci in questo modo non mi sembra il massimo della correttezza. Ma se dovessi scommettere, punterei deciso sull’effettuazione della rivincita.

 

UFC, Rousey vs Holm. Sessantamila spettatori, nove milioni di dollari di incasso!

koverCi sono due cose che mi hanno sorpreso sabato nella notte del mondiale UFC dei gallo tra Ronda Rousey e Holly Holm.

Non la vittoria di Holly, che i bookmaker quotavano 14/1, ma il numero di spettatori e l’incasso.

L’Etihad Stadium di Melbourne ha ospitato 56.214 paganti, più o meno sessantamila presenze. Record per la Mixed Martial Arts, battuto di 490 spettatori St-Pierre vs Shieldscon che ne aveva portati 55.724 al Rogers Centre di Toronto.

L’incasso è stato di oltre nove milioni di dollari.

A queste cifre andranno ad aggiungersi i soldi della pay per view. Nei prossimi giorni conosceremo i numeri. L’ultimo incontro di Ronda contro la brasiliana Berthe Correia ha registrato poco meno di novecentomila adesioni. Per questo che era decisamente su un livello superiore potrebbe essere stato superato il milione, il che vorrebbe dire circa cinquanta milioni di dollari di incasso.

usa-today-8927578.0Il totale del movimento ecnomico, tra botteghino, televisioni, sponsor e merchandisign dovrebbe aggirarsi attorno ai settanta milioni di dollari. È un affare enorme per un campionato, l’Ultimate Fighting Championship relativamente giovane.

Ai protagonisti dell’evento va la fetta più piccola della torta.

L’organizzazione ha lavorato più tempo in perdita, ha investito soldi nella creazione dei personaggi e ora raccoglie quasi tutto l’incasso (circa il 75%).

La dimensione di Ronda Rousey è quella di una donna di grande popolarità. Il bronzo olimpico nel judo le ha regalato l’appartenenza alla nobilità dello sport. La sua capacità a reggere la scena, non solo dentro l’ottagono ma anche e soprattutto davanti ai giornalisti, ha aumentato lo spessore del personaggio. La velocità con cui riusciva a vincere le aveva creato attorno il mito di forza e invincibilità. Sono addirittura riusciti a farla passare per un sex symbol.

Ancora oggi, dopo la sconfitta, si parla più di lei che della vincitrice Holly Holm che al momento viene data 3/1 nell’eventuale rivincita dai bookmaker che indicano ancora la Rousey come favorita.

Ma non è di questioni tecniche che voglio parlare. Qui mi interessa capire come sia stato possibile costruire prima un personaggio e poi un evento di queste enormi dimensioni.

Nov 15, 2015; Melbourne, Australia; Ronda Rousey (red gloves) competes against Holly Holm (blue gloves) during UFC 193 at Etihad Stadium. Mandatory Credit: Matt Roberts-USA TODAY Sports ORG XMIT: USATSI-256554 ORIG FILE ID:  20151114_jel_rb8_093.jpg

Dana White è il boss dell’UFC. Ne è diventato presidente nel 2001. È riuscito a farlo diventare uno sport di fascia A. Finora ha messo in banca (fonte Celebrity Net Worth) 300 milioni di dollari di guadagni, con un salario netto annuo di oltre 20 milioni.

Gli atleti viaggiano su cifre decisamente più basse.

Fino all’ultimo incontro Ronda Rousey guadagnava 65.000 dollari per combattere, altri 65.000 in caso di vittoria, le sponsorizzazioni e una percentuale sulla vendita della pay per view. Per il combattimento contro la Correia ha intascato più di un milione di dollari.

Sono guadagni molto legati al movimento di soldi che si è capaci di produrre.

Gli sponsor entrano in campo e in maniera consistente solo accanto ai migliori. I numeri della ppv sono alti solo se sull’ottagono sale una stella internazionale dotata di forte carisma.

Per quelli che combattono nel resto del programma la borsa finale può anche essere di soli quattromila dollari. I migliori arrivano a 250.000 dollari.
I campioni e il resto del gruppo devono pagarsi da soli sia il proprio team che le spese di viaggio e allenamento.

907304-9025a66e-8b5e-11e5-afd7-da31bedfc4ecGli organizzatori sono dei grandi professionisti nella creazione dell’evento. Producono filmati di avvicinamento, come fanno del resto Showtime e HBO per il pugilato; gestiscono le dichiarazioni dei protagonisti, uomini o donne che siano; operano con una promozione curata nei particolari e su larga scala investendo su social network, spazi tradizionali sui giornali, internet e messaggi televisivi anche attraverso dichiarazioni all’interno di spettacoli molto seguiti.

Non è un caso che già dopo pochi match Ronda Rousey fosse diventata un personaggio così popolare da recitare in alcuni film, da generare uno spirito di emulazione tale da far vestire con il suo costume tanti bambini nella notte di Halloween; da sollecitare interessi di sponsor importanti che solo nel periodo giugno 2014/giugno 2015 le hanno versato 3,5 milioni di dollari; da essere ospite ambito nei più importanti talk show americani.

Credo che la gestione della promozione del personaggio e dell’evento così come è fatta nell’UFC dovrebbe diventare materia di studio per chiunque volesse lavorare nel mondo dello spettacolo sportivo.

 

 

Holly Holm mette ko Ronda Rousey. La boxe mette ko l’UFC

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Il 22 agosto è stato ufficializzato il match tra Ronda Rousey e Holly Holm. In quell’occasione ho scritto il pezzo che segue. Sabato notte Holly Holm ha sconfitto per ko 2 Ronda Rousey ed è diventata la nuova campionessa del mondo UFC. “Al cuore Ramon, al cuore, altrimenti non riuscirai a fermarmi. Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, quello con la pistola è un uomo morto. Avevi detto così. Vediamo se è vero” (Sergio Leone, Per un pugno di dollari). Mi hanno chiesto tante volte• “Se un pugile affronta un fighter dell’UFC chi vince?”. Holly Holm ha dato una risposta che potrebbe essere definitiva.

La figlia del predicatore vuole la cintura di Ronda Rousey.
Non curatevi di tutto quello che diranno fino al giorno della sfida, la verità è assai semplice. Holly Holm è la più seria minaccia al titolo di Ronda, una ragazza che in dodici incontri ha conquistato il titolo mondiale e l’universo dei media.
Holly è stata grande nel pugilato. Ha disputato ventidue combattimento con il titolo in palio, vincendone venti. È stata campionessa in tutte le sigle, Wbc e Wba comprese, ha conquistato la corona in due diverse categorie, è stata nominata per due anni (2005e 2008) la migliore pound for pound da The Ring.
Nata ad Albuquerque, è cresciuta a Bosque Farms nel New Mexico.
Reggie, il papà, è un predicatore alla Edgewood Church di Cristo.
Tammy, la mamma, fa massaggi terapeutici.
Nessuno dei due voleva che la figlia salisse su un ring.

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Holly è una bella ragazza che ama cucinare, fare la torte, va in chiesa onorando tutte le feste, ama gli animali (in casa ha due gatti: Buster, come il suo pupazzo di pezza, e Frenchie come una delle Pink Ladies di Grease) e adora cucire i vestiti per i bambini.
È una ragazza competitiva. Ha giocato al calcio, praticato ginnastica, nuoto e tuffi. Ha provato con l’aerobica, è passata alla kick boxing ed è approdata alla boxe.
Una campionessa, una delle migliori in circolazione.
Popolare nella sua zona, ma anche fuori. I 23.700 followers su Twitter lo confermano.
Ha battuto due icone del pugilato femminile, Christy Martin e Mia St John.

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Forte e conosciuta. Ma a caccia di qualcosa di più eccitante. E, possibilmente, più remunerativo.
L’offerta è arrivata dalla MMA e lei ha detto sì.
Ha chiuso con la boxe nel maggio del 2013 e ha deciso di dedicarsi totalmente alle arti marziali.
Nove match, move vittorie, sette per ko.
Ronda Rousey ha annunciato l’incontro venerdì a Good Morning America, una delle trasmissioni di punta della ABC.
Lei è sicuramente la mia sfida più grande fino ad oggi, sono super eccitata
Ne è passato del tempo da quando mamma Tammy chiamava Nay Nay la sua bambina. Qualche giornalista in vena di parole forti le aveva regalato un altro soprannome: “Hottie Holly“. Ma non piaceva a nessuno, così è stato cambiato con quello pià ovvio,  ma almeno più veritiero: la figlia del predicatore.

Tammy ha visto solo il primo match professionistico della figliola pugile, poi è rimasta a casa in attesa di una telefonata che testimoniasse che tutto era andato bene. Reggie le è invece stato vicino, era sempre all’angolo assieme a quelli del clan. Il suo era un compito semplice. Mettere e levare lo sgabello durante gli intervalli. Ma almeno poteva rendersi conto in tempo reale se la vicenda rischiava di prendere una brutta piega.

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Alla mamma non piacciono i microvestiti o addirittura il bikini che Holly indossa alla cerimonia del peso. Sa che fanno parte dello spettacolo, ma proprio non le vanno giù.
Holly Holm è una tranquilla signora di 33 anni. Cucina, aiuta i bambini, partecipa alla vita sociale.
Sul ring si trasforma e diventa una tigre.
Era così nel pugilato (32-2-3, 9 ko il suo record), è così nella MMA.
Ronda Rousey è un idolo delle arti marziali, nell’ultimo anno tra borse e sponsor ha guadagnato 6,5 milioni di dollari. La popolarità ha varcato i confini del suo sport e degli States. È uno dei volti più conosciuti. L’ultima difesa l’ha chiusa in 34 secondi. Stavolta dovrebbe andare più a lungo.
La figlia del predicatore è davvero una minaccia.