Ho molti dubbi sul ritiro di Fury, scopro di essere in buona compagnia…

Tyson Fury ha passato 19 dei suoi 33 anni combattendo su un ring. È professionista dal 2008, ha disputato 33 match, ed è imbattuto. Dopo Rocky Marciano sarebbe il secondo peso massimo a ritirarsi senza avere mai perso. Non ha bisogno di guadagnare altri soldi (“Ho 150 milioni di dollari in banca” ha dichiarato), non deve dimostrare niente a nessuno. E un grande campione.
Ama la moglie, ha una splendida famiglia, può godersi gli anni a venire senza problemi economici.
E allora perché dubito che il suo annuncio di ritiro possa non essere rispettato?
Non sono il solo ad avere questo dubbio. C’è qualcuno che lo conosce bene a farmi compagnia.
“Spero che smetta davvero, ma penso che la riunificazione del mondiale contro il vincente del match tra Usyk e Joshua potrebbe farlo vacillare”, parola di Paris Mulroy, moglie di Tyson Fury dal 2008.
Da tempo mi rammarico che per un pugile l’ultimo match sia sempre il prossimo. E allora perché adesso che qualcuno dice “mi ritiro”, mi faccio prendere dallo scetticismo?
Il primo, piccolo, segnale di cedimento è l’annuncio di un match (qualcosa di assai simile a un’esibizione) con il campione del mondo dei pesi massimi per l’UFC, Francis Ngannou. Tanti soldi, le luci dei riflettori che continuano ad essere accese, l’adrenalina della folla che grida il tuo nome. Anche se lo spessore dell’evento sul piano sportivo è lontano anni luce da un combattimento vero e proprio, resta la conferma che la nausea da prestazione non è arrivata.
La tentazione di un’unificazione sarebbe grande, soprattutto se Anthony Joshua riuscisse a battere Alexander Usyk nella rivincita. Avere in mano le quattro cinture degli Enti principali (Wbc, Wba, Ibf, Wbo) sarebbe una forte spinta a ripensarci. Avere la possibilità di battersi contro un altro britannico che, in caso contrario, prenderebbe la scena che è stata ed è ancora sua, sarebbe la seconda motivazione. Non dimentichiamo poi la montagna di soldi che incasserebbe. E infine lo scenario… Per l’incontro con Dillian Whyte sono accorsi in 94.000, il richiamo di AJ sarebbe decisamente superiore. La dimensione dell’evento assumerebbe contorni unici.
No, non credo che il ritiro di Tyson Fury sia definitivo. Sarebbe bello se lo fosse.
Un ritiro da imbattuto, dopo un’altra grande vittoria. La scelta della serena vita in famiglia che prevale sull’adrenalina di una grande battaglia sul ring. Per un uomo con l’ego del campione sarebbe un’altra vittoria, la dimostrazione della prevalenza degli affetti su tutto il resto.
Spero non ci ripensi, dubito che lo faccia.

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