IBA e parità di genere. Il pugilato mondiale si prepara all’ultimo ballo sul ring dei Giochi

L’IBA (ex AIBA) ha raggiunto l’obiettivo che si era proposto: parità di genere nella boxe dilettantistica.
Analizziamo i numeri.
Gli uomini avevano 11 categorie di peso a Pechino 2008, 10 a Rio de Janeiro 2016, 8 a Tokyo 2020. Ne avranno 7 a Parigi 2024.
Le donne avevano 3 categorie di peso all’esordio di Londra 2012, stesso numero a Rio de Janeiro 2016, 5 a Tokyo 2020. Ne avranno 6 a Parigi 2024.
Identico il numero degli atleti in gara.
Gli uomini in Giappone erano 186, saranno 126 in Francia (60 pugili in meno, il 32,25%).
Le donne sul ring in Giappone erano 100, saranno 126 in Francia (26 pugili in più, 20,63%).
Nelle qualificazioni dell’ultima Olimpiade il panorama maschile vedeva 646 pugili nelle classifiche stilate dalla Task Force del CIO, lottare per 186 posti a disposizione. La percentuale dei qualificati rispetto al totale dei classificati alla fine era stata del 28,8%, a Parigi si ridurrà al 27,6%. Poco più di uno su quattro.
Le donne a Tokyo 2020 avevano 283 atlete nelle classifiche e 100 qualificate. La percentuale era dunque del 35,3%, ai prossimi Giochi salirà al 41,5%. Ovvero più di 4 donne su 10 in classifica andranno all’Olimpiade.
Parità anche nei premi fissati dall’IBA a partire dai prossimi Mondiali femminili (Istanbul, 6-21 maggio): 85.000 dollari l’oro, 41.000 dollari l’argento, 21.000 dollari il bronzo. Stesse categorie del maschile, 12: paglia (48 kg), minimosca (50 kg), mosca (52 kg), gallo (54 kg), piuma (57 kg), leggeri (60 kg), superleggeri (63 kg), welter (66 kg), superwelter (70 kg), medi (75 kg), mediomassimi (81 kg), massimi (+81 kg).
A Parigi 2024 gli uomini avranno una categoria (probabilmente quella dei mediomassimi) e 60 qualificati in meno rispetto alla passata edizione. La selezione sarà spietata e anche nel torneo olimpico i bye dovrebbero essere ridotti drasticamente.
Più spazio (una categoria, gallo?, e 26 qualificate in più) alle donne significherà allargare lo spettro della competizione, in un settore che numericamente è decisamente meno consistente di quello maschile.
Per l’IBA l’Olimpiade di Parigi potrebbe essere l’ultimo ballo. Lo sapremo il prossimo anno, al momento l’indirizzo politico del CIO è quello dell’esclusione a partire da Los Angeles 2028. Magari, prima di assecondare il CIO sulla parità di genere sarebbe stato meglio pensare a come salvare la presenza della boxe ai Giochi. Ma chiedere programmazione e strategie a un’organizzazione che ha scelto di far redigere tre cartellini per round (uno ogni minuto) ai giudici, è come chiedere a un automobilista romano di fermarsi prima delle strisce pedonali nel momento in cui vede qualcuno che tenta di attraversare la strada. Un’utopia, appunto.

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