Il talento dei Gary Russell, la famiglia con un solo nome…

GR

Periferia di Washington D.C., città con la più alta mortalità infantile del Paese.
Ehi Dad!
Il mio amico Carl si gira, sorpreso di sentire per l’ennesima volta chiamare papà quel signore un po’ in carne, dallo sguardo sicuro e dal passo rapido, che sta attraversando la strada. Evidentemente deve essere un genitore speciale. Alla fine, incuriosito, chiede informazioni a una donna che sta urlando a gran voce a un bambino di tornare in casa.
Lei lo fissa spalancando gli occhi.
“Davvero non sa chi sia?”
No, signora.
“Guardi quella lì, la terza sulla destra, quella piccolina, è la sua casa. Entri e chieda di lui”.
Ma non so come si chiama.
Lei gli indica ancora una volta la direzione da prendere.
A Carl sembra di vedere un sorriso sulle sue labbra.
“Chieda di Gary Russell, aggiunga: quello della boxe”.
Grazie signora, è sicura che non disturbi?
“Tranquillo, sono una famiglia perbene”.
Raggiunta la casetta, il mio amico bussa. Gli apre una donna.
Piacere, signora, mi chiamo Carl Wenton.
“Piacere, sono Lawan”.
È in casa Gary?
“Un attimo che vedo. Ehi Gary, ci sei?”
SI!
La risposta arriva da un coro di voci.
Scusi eh, io cerco Gary Russell.
“C’è in casa Gary Russell?”
Altro coro.
SI!
A quel punto Carl pensa lo stiano prendendo in giro. Ma comunque tenta un’ultima volta.
Cerco Gary Russell, quello che si occupa di pugilato.
“Il signore cerca Gary Russell, quello che si occupa di pugilato”.
È a quel punto che sette persone, un uomo più grande e sei ragazzi con pochi anni di differenza tra loro, si palesano. Tutti in forma, tutti sorridenti.
“Chi di noi cercava esattamente?”
Gary Russell, quello che si occupa di pugilato.
Gioco finito. I sette si presentano con i loro nomi.
Gary Russell sr.
Gary Russell jr.
Gary Russell jr.
Gary Russell jr.
Gary Russell jr.
Gary Russell jr.
Gary Russell jr.
Prima che Carl reagisca a quello che gli sembra uno scherzo portato un po’ troppo alle lunghe, il signore prende la parola.
“Buongiorno, permetta che chiarisca la situazione. Io sono il papà, loro sei sono i miei figli. Li ho chiamati tutti come me. Proprio come George Foreman, campione olimpico e mondiale, che ha chiamato i suoi cinque figli George: “Perché uno che fa il pugile, a fine carriera potrebbe non essere così lucido da ricordare i nomi di tutti i figli. In questo modo è più facile”. Io amo l’ironia e il talento di Big George, ma soprattutto amo la boxe e ha deciso che prima o poi un Gary Russell vincerà l’Olimpiade. Così, per avere maggiori possibilità, ho chiamato con lo stesso nome tutti e sei i figli”.
E come fa per riconoscerli?
“Sono miei figli, non li riconosco certo dal nome”
E quando deve chiamarli?
“Ho dato a ognuno di loro un nome di mezzo: Antonio, Allen, Allen III, Antuanne, Dereke ed Isaiah. Semplice, no?”
Avuta una risposta a ogni suo perché, Carl ringrazia, si scusa per l’eccesso di curiosità e lentamente riprende la strada di casa.

È passato un po’ di tempo da quel giorno.
Allen è diventato campione del mondo, Antonio e Antuanne sono in corsa per un match con il titolo in paio, Allen III ha vinto i Golden Gloves nazionali. Stesso nome, stesso sport, molto talento.
Gary Allen Russell jr è andato ai Giochi di Pechino 2008 con la maglia della nazionale statunitense. La sera prima del peso che precedeva il debutto si è sentito male. Un collasso, ha rischiato molto. La dieta esasperata per rientrare nei limiti della categoria e gli sforzi sostenuti in allenamento gli sono stati fatali. Salvo, ma niente Olimpiade.
Allen, che ha tatuati sulla spalla sinistra i nomi dei sei fratelli Russell, passa professionista e diventa campione del mondo dei pesi piuma per il WBC. Lo è dal 2014, è il più longevo di tutti i campioni in carica. Sei difese del titolo, la settima la sosterrà, dopo essere rimasto fermo per due anni, il prossimo 26 gennaio ad Atlantic City contro il filippino Mark Magsayo (23-0). In carriera ha una sola sconfitta (31-1-0 il record), per MD 12 contro Vasyl Lomachenko. In palio c’era la corona WBO.
Per la prima volta all’angolo non ci sarà il papà, suo allenatore da sempre. A causa del diabete, malattia di cui soffre da tempo, a Gary sr è stato amputato un piede. Due mesi in ospedale, poi il ritorno a casa i primi giorni di questo mese.
In platea mancherà Dereke, morto nel dicembre scorso per un problema cardiaco.
A gestire l’angolo di Allen jr, assieme al coach in seconda, ci saranno due dei suoi fratelli: Antonio e Antuanne.
Antonio, soprannominato dal papà Another, da dilettante ha perso all’ultimo turno di qualificazione per i Giochi. Passato professionista, nei pesi gallo, ha un record di 19-0 con 12 ko.
Antuanne, detto The Last, ce l’ha invece fatta. È stato il primo dei Gary Russell a partecipare a un’Olimpiade, quella di Rio de Janeiro 2016. Esordio contro Richardson Hitchins, un giovane 18enne di Brooklyn che boxava per Haiti, Paese natale dei genitori. Di lui si diceva un gran bene, aveva vinto due volte il Guanto d’Oro di New York, era veloce e possedeva una buona tecnica.
Può essere bravo quanto vuole, ma stavolta la medaglia la prende Gary Russell” aveva commentato Senior.
Così era stato, o quasi. Antuanne aveva superato Hitchins, aveva poi battuto il tailandese Masuk, ma si era fermato nei quarti (a un match dalla medaglia) contro l’uzbeko Gaibnazarov.
Diventato professionista, ha disputato 14 match, 14 vittorie per ko. Boxa al limite dei superleggeri, ha firmato per la PBC (Premier Boxing Champions), quindi Al Haymon, e punta al mondiale.
Questi sono i Russell.
Papà Gary sr ha 62 anni, è stato pugile anche lui, ma ha dovuto smettere dopo una ferita subita al ginocchio durante una battuta di caccia. Ha una palestra, l’Enigma Boxing Gym a Washington.
Cosa sia il pugilato per la famiglia lo spiega Allen, il campione del mondo.
“Non è né un hobby, né un passatempo. È una scelta di vita, il riferimento della nostra esistenza. Rispetto, sacrificio, coraggio, voglia di arrivare. Sono regole imparate dal pugilato, ce le ha insegnate papà. E noi non potremo mai tradire la boxe, non potremo mai tradire papà”.

(La prima parte del racconto si basa su fatti reali, la narrazione ha lo sviluppo di una fiction. Il resto dell’articolo è cronaca. Nella foto, in alto, da sinistra Gary Antonio Russell jr, Gary Allen III Russell jr, Gary Allen Russell jr, Gary Antuanne Russell jr. Seduto, Gary Russell sr.)

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