Mondiali. Mouhiidine contro lo spagnolo venuto da Cuba

Aziz Abbes Mouhiidine (a destra nella foto) ha lineamenti marcati, fisico compatto.
A quattro anni entra in palestra. Pratica il karate, dove vince il bronzo mondiale e diventa vice campione europeo giovanile. Prova la kick boxing, poi arriva al pugilato.
A 13 anni vince il titolo italiano schoolboy ed entra in Nazionale. Nel 2018 vince l’oro ai campionati dell’Unione Europea, dopo aver conquistato i Giochi del Mediterraneo e gli Europei U 22. Una stagione magica.
In questi Mondiali ha fatto l’intero percorso. Domani sarà al quinto match in meno di due settimane. Sta salendo di livello. Il bronzo è un buon risultato, ottimo per l’Italia. Se vuole continuare a crescere deve vederlo come un trampolino di partenza, non un punto di arrivo. Sono sicuro che sarà così.
Ha mezzi tecnici e fisici per arrivare a giocarsela con tutti. Deve però crederci.
Anche per lui un avversario difficile, del resto siamo alle semifinali di un campionato del mondo.
Emmanuel Reyes Pla il prossimo 14 dicembre compirà 29 anni. Boxa per la Spagna, ma è cubano di nascita. FInora solo il minimosca Enrique Rodriguez, all’Avana nel 1974, era riuscito a salire sul podio per gli iberici in un Mondiale.
Vive in Galizia con il figlio di sei anni, soffre per la lontananza della mamma rimasta nell’isola caraibica.
A Tokyo 2020 è stato eliminato nei quarti in un match che ha dato vita a una feroce polemica.
Affrontava Julio Cesar la Cruz Peraza detto l’Ombra. Sono entrambi cubani, ma solo Peraza era in competizione per il suo Paese. L’altro, dopo un torneo in Russia, ha cercato asilo politico in Austria, Germania, Francia e Bielorussia. Alla fine lo ha trovato in Spagna. Prima del match ha detto che avrebbe distrutto il suo avversario e alla fine avrebbe celebrato la vittoria al grido “Patria y vida!”, il motto dei contestatori del regime.
Ha vinto Julio Cesar la Cruz Peraza che dopo la proclamazione del successo ha urlato al pubblico: “Patria y vida, no! Patria o muerte, venceremos!”, la frase che ha accompagnato Fidel Castro nella rivoluzione conclusasi con la vittoria nel 1959.
In questi mondiali Emmanuel Reyes Pla cerca qualcosa che riesca a chiudere quella ferita.
Sul ring troverà Aziz Abbes Muhiidine, deciso a prendersi un’altra soddisfazione, a salire più in alto. Anche qui, come per Cavallaro, pronostico in favore dello spagnolo/cubano. Nella speranza che Aziz mi smentisca.

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