Gli Usa per uscire dal tunnell puntano sul supermassimo…

Billy Walsh, coach irlandese, ha il compito di restituire agli Stati Uniti la gloria di un tempo.
L’hanno chiamato per ricostruire un sogno.


I pugili USA hanno vinto l’ultimo oro olimpico ad Atene 2004 con Andre Ward, nei mediomassimi. Poi nelle ultime tre edizioni dei Giochi hanno messo assieme solo tre medaglie: il bronzo di Deontay Wilder nel 2008 a Pechino, quello di Shakur Stevenson unito al bronzo di Nico Hernandez a Rio 2016.. Con in mezzo lo Zero Assoluto di Londra 2012.
Parlo degli Stati Uniti, una potenza nella storia dello sport olimpico, 113 medaglie in totale, 40 in più di Cuba che è al secondo posto della classifica. Ma sono vittorie che appartengono al passato, ricordi di quando il pugilato andava sui network in chiaro e in diretta, di quando le sfide USA vs Cuba facevano audience più che rispettabili. Erano gli anni Settanta, quelli degli ori dei fratelli Michael e Leon Spinks, di Sugar Ray Leonard. La NBA era uno sport in crescita, ma niente dirette TV per le finali della pallacanestro, solo nastri registrati e mandati in differita dalle televisioni nazionali.


Poi sono arrivati Larry Bird e Magic Johnson nel 1979, Michael Jordan nel 1984 e tutto è cambiato. I giocatori hanno cominciato a guadagnare di più, l’esposizione mediatica si è moltiplicata e i ragazzi hanno preso quella strada, piuttosto che imbarcarsi nei rischi della boxe.
Il pugilato amatoriale con il passare del tempo ha attratto sempre di meno. Gli americani adorano la potenza, la forza fisica. Il baseball con i suoi battitori capaci di scagliare palle a una velocità tale da abbattere un muro, la NFL con la brutalità dei contrasti, la durezza degli scontri. Dall’altra parte ecco una boxe che ignora il knock down, mettendolo alla stessa stregua di un diretto tirato con poca convinzione, una boxe in cui l’assenza quasi totale dei ko è la regola. Anche questo contribuiva a fare calare l’indice di gradimento, ad attirare sempre meno ragazzi che col tempo avevano mutato i loro interessi. Il mondiale professionisti era diventato l’unico obiettivo, la medaglia olimpica non era più un sogno.
C’erano poi gli ostacoli interni. Gli Stati Uniti avevano, e hanno, un Centro Nazionale a Colorado Springs, ma la guida generale non era affidata a un solo tecnico. Ogni pugile aveva il suo allenatore, ogni allenatore aveva un suo metodo. È stata la prima battaglia che Billy Walsh ha cercato di combattere.. Ha provato a convincere i maestri a lavorare tutti assieme per lo stesso scopo, con lo stesso intento, con gli stessi criteri. Poi, finiti i Giochi, lui avrebbe restituito loro i pugili. Atleti che all’Olimpiade avrebbero guadagnato consapevolezza e popolarità.
Per stimolare i pugili ha usato vecchi metodi.
Ha parlato a lungo con loro, li ha convinti che le medaglie ai Giochi sarebbero state un passaporto importante nel passaggio al professionismo. Ha spiegato come di campioni del mondo tra i professionisti ve ne siano almeno quattro per categoria, mentre nel dilettantismo c’è un solo campione ogni quattro anni. Ha riempito le porte delle loro stanze di foto dei grandi del passato. Da Leonard a Foreman, Frazier e ovviamente a Muhammad Ali. La foto del più grande campeggia su un muro della palestra. È accanto a lui, a quell’immagine, che sognano di vedere la loro foto tutti i componenti della squadra. Adesso anche loro vogliono diventare grandi, vincendo un oro in una Olimpiade.
I supermassimi sono gli uomini copertina di una squadra. L’ultimo statunitense a conquistare l’oro nella categoria è stato Tyrrell Biggs che nel 1984 ha sconfitto Francesco Damiani nella finale di Los Angeles, dopo avergli scippato la vittoria ai Mondiali di Monaco 1982.
A Tokyo gli Stati Uniti sperano di finire questo lungo digiuno (non vanno a medaglia dal 1988, quando Riddick Bowe perse in finale a Seul contro Lennox Lewis). L’uomo della riscossa si chiama Richard Torres jr e ha appena battuto il cubano Dainier Pero nei quarti, medaglia di bronzo assicurata. Mercoledì 4 agosto affronterà il kazako Kamshybek Kunkabayev per guadagnarsi un posto nella finale che vale l’oro.
A lui Greg Bishop ha dedicato un lungo servizio su Sports Illustrated.
Lo allena da sempre il papà, Richard sr. Il signor Torrez non è in Giappone, ma ogni giorno parla con il figlio attraverso Zoom. Lo fa dalla palestra di famiglia, dove si sono allenati per migliaia di ore. Il ragazzo ha le idee chiare,
“Ho già vinto medaglie e so che le medaglie sono fantastiche. Ma non sono qui per vincere una medaglia, sono qui per conquistare l’oro. Questo è il mio obiettivo. Questa è la mia ambizione. Non vedo l’ora di parlare con mio padre per dirgli cosa sono riuscito a fare” ha dichiarato al Fresno Bee.
È un pugile fuori dagli schemi. Viene da una famiglia benestante, ha frequentato l’Università, quando gli è stato posto l’obbligo di una scelta, ha preferito la boxe alle possibilità di altri lavori.
Scrive Bishop.
Era iscritto al club di robotica e scacchi della Mission Oak High School di Tulare, in California. Risolve i cubi di Rubik in pochi minuti e adora i trucchi di magia, tipo mischiare i mazzi di carte e indovinare quella che avete visto. Ascolta Beethoven e i genitori sono due insegnanti. Una volta la madre gli ha chiesto: “Non fa male essere colpiti?”. “Certo”, ha risposto lui. “E cosa c’è che non va nel golf?” ha replicato la signora.
Altri due passi e potrebbe riportare gli States dove erano un tempo.
Ma sarà dura, il kazako è forte. È il numero 2 del mondo, mentre Torrez è solo il 17.
Il ragazzo insiste, non è un problema.
“Sono qui per l’oro, sono pronto”.
Billy Walsh lo guarda con rispetto, la devozione alla causa di Richard quasi lo commuove. Due dei suoi uomini sono già a medaglia, in corsa per realizzare un sogno. Il piano in fin dei conti potrebbe funzionare.

SEMIFINALI E FINALI MASCHILI

1 AGOSTO

Welter (69 kg) (Gbr) b Walsh (Irl) wo
Welter (69 kg) Iglesias (Cub) b Zamkovoi (Roc) 5-0
Mediomassimi (81 kg) Lopez (Cub) b Dominguez (Aze) 5-0
Mediomassimi (81 kg) Whittaker (Gbr) b Khataev (ROC) 4-1

3 AGOSTO

Piuma (57 kg) Ragan (Usa) vs Takyi (Gha)
Piuma (57 kg) Alvarez (Cub) vs Batyrgaziev (ROC)
Massimi (91 kg) Gadzhimagomedov (ROC) vs Kheif (Alg)
Massimi (91 kg) Teixera (Bra) vs la Cruz (Cub)
Finale
Welter (69 kg) McCormack (Gbr) vs Iglesias (Cub)

4 AGOSTO

Supermassimi (+91 kg) Jalolov (Uzb) vs Clarke (Gbr)
Supermassimi (+91 kg) Torrez (Usa) vs Kunkabayev (Kaz)
Finale
Mediomassimi (81 kg) Whittaker (Gbr) vs Lopez (Cub)


5 AGOSTO
Mosca (52 kg) 
Mosca (52 kg)
Medi (75 kg) Khzhniak (Ucraina) vs Marcial (Fil)
Medi (75 kg) Sousa (Bra) vs Bakshi (ROC)
Finale
Piuma (57 kg)

6 AGOSTO
Leggeri (63 kg)
Leggeri (63 kg)
Finale
Massimi (91 kg)

7 AGOSTO
Finali
Mosca (52 kg)
Medi (75 kg)

8 AGOSTO
Finali
Leggeri (63 kg)
Supermassimi (+91 kg)






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