Jushua parla del match con Pulev, di Fury, di Wilder, della sua eredità…

Gareth A. Davies ha intervistato Anthony Joshua in esclusiva per “Off the cuff” , il nuovo format disponibile su DAZN. Una trasmissione con interviste dedicate alle grandi stelle dello sport internazionale. Apre il campione mondiale dei pesi massimi. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni.

SU PULEV
“Ha delle ottime basi, è un pugile tecnico, ha un’ottima mano forte. Poi risponde con un altro pugno alla testa o al corpo, colpisce dritto e colpisce pesante.”   “Devo prendere seriamente il match contro Pulev. La boxe funziona in maniera strana. Ho dovuto combattere e conquistarmi queste cinture ad una a una, Pulev le otterrà tutte e quattro se mi sconfiggerà.”  
SUL SUO STILE E GLI INIZI
“Quando voglio mandare ko e non voglio scambiare pugni – e spesso ci provo davvero a portare sul ring la vera arte della boxe – e intravedo uno spiraglio nell’armatura avversaria mi piace colpire forte. Riesco a percepire la debolezza degli avversari e mi piace colpirli con forza.”   “Quando ho iniziato a combattere era tutto molto veloce, tutto accadeva rapidamente. Era dura, ero sempre pieno di lividi perché facevo molti errori. Ma poi ho cambiato mentalità: se mi colpisci 5 volte io ti colpisco 6. Ero molto diretto e reattivo. Prima di imparare la sottile arte della boxe ho appreso come colpire forte, ero già campione negli amatori, poi lo sono diventato dei professionisti.”  
“Quando ho visto il successo di Andy ho pensato: è speciale, è incredibile, lo voglio anche io. Solo allora ho capito il significato dell’essere Campione del Mondo.”  
COMBATTERE CONTRO FURY
“Sarebbe bello. Mi sento fiducioso, più attesa c’è meglio è perché sto continuando a migliorare. Sono un pugile che impara costantemente. Divento più forte, più intelligente, è una benedizione. In questo senso sì, voglio quel match ma non mi interessano tutti gli aspetti extra ring. Mi interessa solo combattere. Sarà clamoroso, sarà uno spettacolo. Allo stesso tempo però non sono ossessionato. Si tratta di un pugile contro un altro che si trova dall’altro lato del ring.”   COMBATTERE CONTRO WILDER
“È un altro avversario di livello della mia divisione. Gli abbiamo fatto un’offerta l’anno scorso ed è stata rifiutata. Ma la proposta esiste ancora se lui è pronto. Non vado da nessuna parte, combatteremo quando lui sarà abbastanza coraggioso e abbastanza maturo da non dire bugie e essere onesto.”  
SUL “COLPO BASSO” RICEVUTO
“Non è stato bello quando hanno provato a infangare il mio nome e la mia reputazione, ma l’ho tollerato. Sarà meglio che la prossima volta siano onesti. Dev’essere un vero combattimento soprattutto per i fan. Questo è ciò che voglio.”  
COSA SI ASPETTA DAL FUTURO DENTRO E FUORI DAL RING
“Dentro il ring non proverò mai invidia per i prossimi pugili. Avrò solo ammirazione e rispetto perché conosco la sensazione che si prova. Li guiderò nella loro carriera, non solo i pugili eh, tutti gli atleti, calciatori, tennisti…so cosa serve per essere un atleta.”  
“Fuori dal ring mi interessa essere un giovane uomo che sia in grado di essere un uomo d’affari per costruire un impero alla fine della sua carriera. Penso sia importante soprattutto come pugile dimostrare di avere un cervello. Ci sono troppi pregiudizi intorno alla boxe ed è importante dimostrarsi un modello per tutte le comunità.”  
“Voglio anche far capire che agli errori si può rimediare. Io ne ho fatti e la boxe mi ha aiutato molto. Più cresci e più diventi saggio.”  
L’EREDITÀ CHE SOGNA
“Il tempo vola, non voglio entrare in testa alla gente solo per sport. Il cambiamento è sul lungo termine, puoi cambiare la vita di una famiglia, ispirare un ragazzo a diventare un contabile o un avvocato, puoi cambiare un’intera comunità. L’educazione, magari costruire una scuola.”  
“Se costruisco una palestra, questa non si sposterà per altri 100 anni. Come la Finch ABC. Ha fatto emergere Mason, Chisora, me, Sahaun, Bengale, Sam, Patrick. Sono uscite tante belle persone da quella palestra. Le palestre continuano a sfornare tante belle persone. Questa è eredità.”


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