Whyte soffre, ma vince. L’UKAD lo assolve dalle accuse di doping

di Dario Torromeo

Imbarazzante doveva essere, imbarazzante è stato. Un match disputato da due pugili decisamente fuori peso e molto lontani da una condizione accettabile. Sembravano due ex  con il fiato corto.
Dillian Whyte, pesante, lento, incostante, ha subito troppi colpi da Mariusz Wach. Il britannico non si è presentato al meglio, ha sfiorato i 130 chili!, e ha pagato pegno.
Ha avuto più di un problema anche contro il quarantenne polacco a fine carriera, uno che ha messo in casella la quarta sconfitte negli ultimi sei match.
La prossima settimana  il WBC dovrebbe confermare quanto già lasciato trapelare nei giorni scorsi.
Whyte tornerà campione ad interim dei massimi, numero 1, sfidante ufficiale. Salirà sul ring a febbraio 2021 contro quello che sarà al tempo il campione in carica. Attualmente è Deontay WIlder che il 22 febbraio del prossimo anno difenderà il titolo contro Tyson Fury. Quello che ho visto ieri sera, non farebbe neppure due round contro Wilder. L’epoca della velocità e del ritmo, sembra ormai lontana. Qualcosa che prima c’era, ora non si vede più. Se ne è andato via negli ultimi sei mesi. La linea magica è stata spezzata, credo sia molto difficile recuperarla.
La UKAD (l’ente che gestisce l’antidoping nel Regno Unito) ha emesso un comunicato ufficiale che chiarisce la posizione di Dillian Whyte e rivede il primo verdetto di positività annunciato dopo l’esame del campione A.
“Per quanto riguarda i risultati dei test antidoping di Whyte, sono rilevanti i seguenti punti:

1. Non c’è nulla nel profilo urinario longitudinale di Whyte che suggerisca che abbia usato steroidi.
2. I livelli dei metaboliti trovati nel campione A di Whyte del 20 giugno 2019 erano estremamente bassi.
3. Whyte ha fornito un campione di urina alla VADA il 17 giugno 2019, ovvero 3 giorni prima del suo test campione del 20 giugno 2019, che è stato testato da un laboratorio accreditato dalla WADA e che ha fornito un risultato negativo, anche per i metaboliti in questione.
4. Whyte ha fornito diversi altri campioni di controllo antidoping a UKAD e VADA tra il 20 giugno e il 20 luglio 2019 (ovvero la data del suo combattimento con Oscar Rivas), tutti anch’essi risultati negativi.
5. Alla luce dei punti precedenti, le tracce di metaboliti rilevate nel campione del 20 giugno 2019 sono coerenti con un evento di contaminazione isolato e non suggeriscono il doping.
6. Avendo esaminato e indagato rigorosamente le prove fattuali e scientifiche dettagliate fornite da Whyte, UKAD è convinta che la presenza di quantità molto basse di metaboliti nel suo campione del 20 giugno 2019 non sia stata causata da alcun difetto, negligenza o illecito da parte di. Whyte e , date le circostanze, non avrebbe potuto influire sul match tra Whyte eRivas il 20 luglio 2019.”

RISULTATIMassimi (Wba, Wbo, Ibf, Ibo) Andy Ruiz Jr (128.500 kg) vs. Anthony Joshua (107.500); (eliminatoria Wba) Alexander Povetkin (104) vs. Michael Hunter (102.800); Dillian Whyte (122.900) b. Mariusz Wach (122.400) p- 10 (98-93, 96-93, 96-93). Arbitro: Massimo Barrovecchio; (Wbc Internazionale) Filip Hrgovic (109.200) b. Eric Molina (112.900) ko 3 dopo 2:03; Mahammadrasul Majidov (104.700) b. Tom Little (113.800) kot 2 dopo 1:49. Leggeri (Wbc Middle East) Zuhayr Al Qahtani (60.500) vs. Omar Dusary (58.600). Leggeri: Majid Al Naqbi 60.300 vs. Ilia Beruashvili 56.200. Supermedi: Diego Pacheco (75.800) vs. Selemani Saidi (75.400). Supergallo: Ivan ‘Hopey’ Price (57.500) b. Swedi Mohamedi (57.300) kot 3 dopo 2:22.

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