Stasera a teatro “Il paese più sportivo del mondo”. Ingresso libero

Stasera al Teatro Caos di Chianciano Terme, dalle 21:15 sarà rappresentato per la prima volta “Il Paese più sportivo del Mondo”, racconto a due voci con Lorenzo Bartoli e Alessandro Waldegram, tratto dall’omonimo libro di racconti scritto da Riccardo Lorenzetti. Regia di Manfredi Rutelli.

Esiste un piccolo paese, da qualche parte di una Toscana più immaginaria che reale, dove andresti ad abitare domani mattina. Non ha un nome. Sappiamo che lo chiamano “il paese più sportivo del mondo”, ed a pensarci bene il nome non è affatto importante. Perché importanti sono, in realtà, i personaggi che lo abitano. Che gli danno colore e spessore. Che raccontano storie alle quali non sarà difficile affezionarsi, perché sono storie che parlano di noi. Ci raccontano nel profondo di come siamo e, forse, anche di come vorremmo e dovremmo essere. Lo sport, e la sua epica fiammeggiante, è il veicolo ideale per capire cosa succede in questo piccolo paese.
E allora ecco che vengono fuori memorabili corse di biciclette e indimenticabili tornei di biliardo. C’è la fenomenale coppia-gol di una squadra amatoriale e gare di corse campestri per bambini, occasione di integrazione tra culture diverse.

Ma soprattutto, ci sono i “motori” delle storie, che sono gli abitanti del paese, maestri elementari e contadini, segretari comunali e preti, bottegai e bariste prosperose. Il paese più sportivo del mondo racconta queste storie qui, dove ognuno è a suo modo protagonista di qualcosa che passa alla storia. E se non proprio passa alla storia (con la Esse maiuscola) entra a far parte della piccola cronaca romanzata e di una vita vissuta comunque con la voglia di esserci.
È un mondo in miniatura dove ha ancora un senso l’amicizia e la parola data. Dove i rapporti umani sono lì, belli e intangibili, con le loro contraddizioni, i loro litigi ma anche con la consapevolezza che siamo uomini. E, come tali, destinati a vivere insieme alla gente, che notoriamente ha pregi e anche difetti.
Ma sempre meglio che chiudersi dentro una torre d’avorio.

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