La Signorina Grandi Forme ha colpito ancora. Taylor Townsend, che storia!

“Sei una cicciona, è meglio che tu rimanga a casa sino a quando non diventerai presentabile”.
Brutta cosa da sentire, soprattutto se stai inseguendo un sogno.
Taylor aveva sedici anni quando ha ricevuto la lettera della Federazione americana.
“Non sei forma”.
Per questo le tagliava i fondi. Niente più dollari per viaggiare da un torneo all’altro.
Lei ha fatto spallucce ed è andata avanti.
Era numero 1 del mondo tra le junior, aveva vinto l’Australian Open, aveva raggiunto risultati che le americane non toccavano da trent’anni. E quelli le dicevano che era grassa.
“È stata dura. Questa è un’epoca in cui sei davvero consapevole di ciò che sei, soprattutto una ragazza. È un argomento molto delicato. Quelle parole mi hanno fatto davvero male. Perché io non sono come tutte quelle che vedo in giro per il circuito. Loro sono magre, alte. Io sono bassa e muscolosa. Non posso farci niente. Non sapevo cosa volessero da me. Stavo lavorando per tirare giù qualche chilo e loro mi dicevano che ero grassa. Ora non dò più importanza a commenti come quelli. Le persone possono parlare e dire quello che vogliono, non mi importa quello che pensano gli altri. Sono sovrappeso, ma mi sento a mio agio in questo corpo. Non è obbligatorio essere tutte della stessa taglia per giocare a tennis.”

In passato a parlare del bullismo, che offendeva alcune ragazze per il loro aspetto, era stata Serena Williams: “Un mio ex ragazzo mi ha strappato il cuore a metà. La cosa peggiore di quella storia era il fatto che mi aveva lasciato pensare che il lato sbagliato fossi io. Mi aveva lasciato pensare che fossi brutta. Spero rimpianga il modo in cui mi trattava. Vorrei restare nella testa di quel ragazzo, essere un ricordo costante di ciò che aveva e che ora ha perso. Vorrei ricordargli in ogni momento il modo squallido in cui mi ha tartassata. È stata davvero dura levarmi tutta quella sporcizia che mi aveva lasciato dentro. Non è stato facile accettare il mio fisico in questa società in cui sembra esistano solo i magri, ma ora posso dire di amare il mio corpo: nessuna atleta ha un seno come il mio. Ho imparato ad apprezzare le mie curve.”
L’Usta dunque era stata chiara con Taylor: niente soldi per gli US Open junior 2012.
Ci avevano pensato quelli del suo circolo, XS Tennis di Chicago, a reperire fondi. Avevano fatto versare da 10 a 15 dollari a tutti quelli che volevano allenarsi con lei, quando avevano raggiunto la quota di mille euro le avevano comprato il biglietto aereo. Le altre spese le aveva coperte la mamma.
Sheila è sempre stata molto vicina alla figlia, soprattutto da quando ha divorziato da Gary. La bambina ha vissuto con molta ansia quel periodo difficile.
Solo in campo riusciva a trovare un po’ di serenità.
“Il tennis è stata la mia via di fuga dai dispiaceri della vita.”

Taylor Townsend è una ragazza che non sfugge al radar degli appassionati.
Per il suo fisico, 1.68 per 78 chili, e per lo stile. Un serve and volley perfezionato nel tempo, tocchi slice e un ottimo dritto. È una che ama il gioco a rete, al punto che nella fase di riscaldamento è l’unica che comincia con i colpi di volo anziché quelli da fondocampo.
Per due anni ha giocato da destrorsa, con un rovescio a due mani. Poi ha capito che era meglio cambiare e adesso tira ogni colpo da mancina.
Quegli US Open li ha poi giocati. Quarti di finale in singolare e vittoria in doppio.
Taylor è una tosta, anche se lei per definirsi usa il termine spumeggiante.
Per ottenere la wild card del Roland Garros 2014, il primo Slam di una giovane carriera, ha dovuto vincere due tornei. Nel secondo è riuscita ad aggiudicarsi quattro match in un giorno, due in singolare e altrettanti in doppio.

Ed è volata a Parigi. Al secondo turno ha fatto fuori Alizé Cornet, numero 21 del mondo, lei che aveva cominciato il torneo da 205.
Per festeggiare si è lanciata in una divertente danza: il Naè Naè, assai popolare dalle parti di Atlanta. Per concentrarsi e trovare la spinta nei momenti difficili, a ogni cambio campo ha consultato il libretto dei miracoli. Quello in cui appunta pensieri, motti, consigli.
Cosa mai ci sarà scritto in quelle pagine?
“Non vorrete che riveli a tutti i miei segreti’”, un sorriso e via.

Ama il calore della famiglia. Si allena vicino a Englewood a due passi da due nonne e un’infinità di zii, zie e cugini. Quando è a casa coccola Sochi: cagnolino di razza pik-a-poo (un incrocio tra un pechinese e un poodle) e Gilligan: un gatto che adora.
Se le chiedi quale è la persona che vorrebbe incontrare, ti risponde Beyoncé. Se le domandi quale è l’incontro che l’ha segnata, ti dice: “Quello con Martina Navratilova.”. Andy Murray le ha dedicato un Twitter dopo il successo con la Cornet, John McEnroe ha avuto parole di apprezzamento per il suo gioco.
Adesso Taylor è a New York per una nuova grande avventura all’Usta Billie Jean King National Tennis Center.
Da un paio di anni è tornata ad allenarsi con Donald Young sr, papà dell’ex numero 30 del mondo e amico di famiglia.
Negli anni dell’adolescenza aveva sofferto per una severa anemia e carenza di ferro. Ora sono solo brutti ricordi. La ragazza è ancora sovrappeso, ma sembra che in quel fisico si senta davvero a suo agio. In sua difesa si sono mosse Serena Williams e Lindsay Davenport, anche loro più volte accusate di avere chili in eccesso.
Lei ringrazia e va avanti.

Dopo una stagione senza lampi si è presentata agli US Open. Ha superato le qualificazioni, è approdata nel tabellone principale e ha mandato a casa Simona Halep, numero 4 del mondo, dopo avere annullato un match point.
Finora il suo miglior risultato negli Slam è il terzo turno al Roland Garros 2014.
Sembrava che un ciclone fosse pronto ad abbattersi sul mondo del tennis femminile. Poi è tornata a muoversi tra alti (pochi) e bassi. Finendo sui giornali più per qualche episodio curioso che per un successo eclatante.
Subito dopo quel Roland Garros stava giocando il doppio contro Rodionova/Hingis quando con un dritto centrava la nuca della sua compagna Liezel Huber, mettendola in pratica ko! Lacrime della poverina, dolori, ritiro. In qualsiasi torneo di tennis, la coppia avrebbe abbandonato, ma non si stava giocando un torneo qualsiasi.

Difendevano i colori dei Philadephia Freedoms nella World Team Tennis e non potevano dare forfait solo perché una delle due si era infortunata. Lo imponeva il regolamento. Così Taylor ha portato a conclusione una curiosa sfida uno/contro due. Ha perso, come era ovvio che fosse, anche perché le norme della WTT sono davvero bizzarre.
La Townsend non solo doveva opporsi da sola contro le ragazze del Washington Kastles, ma doveva farlo facendosi accompagnare dall’inquietante presenza del fantasma della Huber.
Non poteva rispondere ai servizi a cui avrebbe dovuto rispondere Liezel.
Non poteva sostituirsi alla compagna quando era il suo turno di battuta.
Ha provato a creare dei diversivi, ballando e agitandosi, ma è stato inutile.
Ha anche conquistato qualche punto, accompagnata dalle urla di incoraggiamento da parte del pubblico. E si giocava a Washington! Ma non ce l’ha fatta.

Anastasia Rodionova e Martina Hingis non hanno voluto rischiare. Dopo avere fallito un paio di servizi sul “Fantasma Huber” con la pallina che beffardamente usciva dalle linee, hanno deciso di battere da sotto…
Taylor Townsend l’ha presa bene, una grande risata per ridurre la tensione e poi qualche vincente tanto per non perdere l’abitudine.

 

È diversa dalle altre e per questo fa paura. Lei lo sa, ma fa spallucce. Poi sorride e ti conquista.
In un mondo di picchiatrici parla un linguaggio antico, fatto di slice e colpi di volo. Ma quando c’è da menare non si tira indietro.
Taylor Townsend, 23 anni lo scorso aprile, ha appena messo a segno un altro colpo.
Prossima puntata, oggi, inizio alle 23 (ora italiana) contro Sorana Cirstea.
Comunque vada, la Signorina Grandi Forme la sua battaglia l’ha già vinta.

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...