Sul Corriere dello Sport si parla di Storie in controtempo…

di Massimo Grilli

Le lacrime di Ivanisevic dopo aver vinto (e in quel modo!) a Wimbledon e l’uncino micidiale di Laver, i tuffi sotto rete di Panatta e il Genio Assoluto di Roger Federer. Una surreale intervista alla star Kournikova, quel viaggio a Los Angeles, al confine tra l’inferno dove sono cresciute le sorelle Williams e il Paradiso che ha visto nascere Sampras, il sorriso di Kuerten e il match vinto in carcere dai gemelli Bryan. Gran parte del tennis dell’ultimo mezzo secolo si ritrova nell’ultimo libro di Dario Torromeo.

Una squisita carrellata dei protagonisti della racchetta, resi umani dalla penna dell’autore, capace di andare oltre punteggi e descrizioni di servizi vincenti. Ecco quindi i lati più nascosti della Schiavone, le bizze da campionessa della Sharapova, la doppia vita di Renee Richards, l’audace ma non troppo parallelismo tra John McEnroe e Jimi Hendrix, geniali anche nell’autodistruzione, la partita infinita a Roma tra Nadal e Coria, che segnò in modo opposto le carriere dei due ragazzi. Campioni e comprimari (la trasgressione della Mattek, quel dritto incrociato di Chardy che fece piangere il grande Roger e con lui tutto il Centrale del Foro Italico…) che svelano i loro lati meno conosciuti.
Campioni sì, ma finalmente umani.

STORIE IN CONTROTEMPO, Federer, Ivanisevic, Serena, Kournikova e… viaggio senza limiti tra gli eroi del tennis; di Dario Torromeo, Absolutely Free Editore, 325 pagine, 15 euro.

Se poi non vi siete rassegnati all’assenza di Federer dai campi romani, potete provare a consolarvi con un altro libro di “Absolutely Free”, questo interamente dedicato al campione dei campioni, vivisezionato in diciotto ritratti d’autore. Diciotto, come il numero degli Slam conquistati.

18, la diciottesima vittoria di Roger Federer nel Grande Slam raccontata da giornalisti, scrittori e campioni del tennis; autori vari, Absolutely Free Editore, 179 pagine, 14 euro.

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“Aahhh, aahh, aaaahh!” Sesso durante una partita di tennis a Sarasota…

Il fatto è accaduto nel primo turno del Sarasota Open, Challenger da 100.000 dollari in corso di svolgimento sui campi in terra rossa della cittadina della Florida.
Si stavano affrontando Frances Tiafoe, numero 87 dell’Atp e terza testa di serie del torneo, e Mitchell Krueger 182 Atp.
Aahhh, aahh, aaaahh!
Le urla erano udibili nell’intero impianto.
Nessuno voleva crederci, neppure il commentatore televisivo che in un primo momento ha pensato provenissero da un telefonino di qualche spettatore in tribuna e poi da un film porno al massimo volume.
Frances e Mitchell sono due giovanotti, rispettivamente di 19 e 23 anni. Non si sono di certo scandalizzati, ma quelle grida li disturbavano.
Qualcuno in tribuna rideva, una signora ha suggerito al ragazzino che le sedeva accanto di mettersi le mani sulle orecchie per non sentire. Non aveva ancora l’età per fare o ascoltare sesso spinto.
Aahhh, aahh, aaaahh!
Aahhh, aahh, aaaahh!
Le grida andavano avanti e ormai a tutti era chiaro che non si trattava di un film pornografico, ma di vita vera. La voce apparteneva in modo inequivocabile a una donna. Una coppia si stava dando da fare in un appartamento sopra il campo, le finestre erano state lasciate aperte e loro si erano completamente dimenticati del mondo intero.
Aahhh, aahh, aaaahh!

Frances Tiafoe era al servizio. Conduceva 6-3 3-2 e non voleva assolutamente perdere la concentrazione. Ma quei due proprio non avevano alcuna intenzione di fermarsi. Ci davano dentro alla grande.
Frances si è fermato, si è girato verso l’appartamento e ha urlato.
He can’t be that good!
Lui non può essere così bravo!
Un mini boato fatto di risate ha riempito l’impianto.
Si è andati avanti sino alla fine.
Tiafoe e Krueger giocando.
La coppia dell’appartamento di sopra facendo l’amore.
La partita si è conclusa con la vittoria di Frances per 6-3 6-2.
E la coppia impegnata in una serata di sesso scatenato?
Aahhh, aahh, aaaahh!
Azzardo, avranno vinto entrambi…

“Storie in controtempo” di Dario Torromeo (AbsolutelyFree editore). Per chi ama il tennis, per chi vuole imparare ad amarlo.

 

Serena, quando il fidanzamento e la maternità passano sui social…

Una volta, tanto tempo fa, quando ci fidanzavamo a volte non lo raccontavamo neppure in casa. Oggi si è passati direttamente ai social network. Qualcuno va anche oltre: foto, fumetti, annunci ufficiali, poemi.
Prendete Serena Williams.
La sua portavoce Kelly Bush Novak convoca la stampa e dice: “La stagione agonistica 2017 di Serena finisce qui. Se qualcuno ha dei dubbi su quello che ho appena affermato, chieda pure“.
La Williams 24 ore prima aveva postato sul suo profilo Snapshot una foto in costume giallo con su la scritta “20 settimane“. Poi l’aveva tolta, ma qualche ripensamento dopo aveva confermato di essere in stato interessante di venti settimane. Appunto.


Successivamente si è passati su Instagram per vedere lei e il futuro papà Alexis Ohassian felici e sorridenti.
Breve salto indietro nel tempo.
Quando si sono messi assieme l’hanno annunciato al mondo prima su Instragram, poi sul sito del prossimo consorte. Non con una semplice frase, no. Con un poema intolato non a caso I said yes. E un fumetto che ricordava come lui le avesse fatto la proposta di fidanzamento proprio in quel ristorante romano dove si erano incontrati per la prima volta. Per rendere più importante la richiesta ha esibito un anello con diamante a sugello dell’eventuale sì di Serena.


Attenti statistici hanno rilevato come la Williams fosse incinta di otto settimane già a Melbourne, quando ha vinto gli Australian Open.
Nella speranza di non assistere all’annuncio della rottura delle acque, nè alle foto su Instagram del successivo travaglio, faccio grandi auguri alla coppia.
Lui non l’ho mai visto dal vivo, so che non se la passa male… è il co-fondatore di Reddit, imprenditore ricco e affermato. Lunedì compirà 34 anni.
Lei mi sta molto simpatica, non a caso le ho dedicato una delle tre foto di copertina del mio ultimo libro “Storie in controtempo“. Se l’avessi saputo, avrei volentieri messo dentro anche questa.

Grande Schiavone, la mia tennista preferita va in finale a 37 anni…

Francesca Schiavone supera la Larsson (7-5 6-4) e vola in finale nel torneo Wta di Bogotà. Affronterà per il titolo Lara Arruabarrena. La milanese il 23 giugno festeggerà i 37 anni.

La vittoria al Roland Garros 2010 è stato il momento più bello di una carriera che l’ha portata ad essere la numero 4 del mondo. Un talento unico, un tennis antico e moderno al tempo stesso.

Quello di Bogotà è un torneo lontano anni luce da quello che si disputa sulla terra rossa di Parigi. Vero, ma è anche vero che nella sua ultima stagione da giocatrice professionista Francesca sta riuscendo comunque a regalare ancora emozioni. Non ha mai smesso di farlo.

È la mia tennista preferita. Le ho dedicato un capitolo in “Storie in controtempo” (edizioni AbsolutelyFree, 324 pagine, 15 euro). L’ho intitolato “Tennis caldo, sulle note di Coltrane”.

Diceva il mitico jazzista: “Non ho mai sentito di un musicista jazz che sia andato in pensione. Ami ciò che fai, quindi se vai in pensione cosa fai: suoni per i muri?

Dice Francesca: “Smettetemela di chiedermelo. Una come me non si ritirerà mai“.

Questo e molto altro nel libro…

 

Prima finale a Miami per Caroline, tennista che ama la boxe

Caroline Wozniacki giocherà la sua prima finale del torneo di Miami contro Johanna Konta.
È una simpatica ragazza danese che ama il pugilato
Le piace, per esempio, la boxe. C’è lei che tira pugni nel video del suo sito web. Quando è sotto stress si prepara come un pugile che deve affrontare un campionato del mondo. Ginnastica, corsa, pallone medicinale, pera, sacco, esercizi a vuoto sul ring. Tutto, tranne prendere cazzotti.”
Caroline è una delle protagoniste di “Storie in controtempo“. Un libro per chi ama il tennis, ma anche per chi vuole imparare ad amarlo.

“Storie in controtempo. Federer, Ivanisevic, Serena, Kournikova e… Viaggio senza limiti tra gli eroi del tennis” di Dario Torromeo (Absolutelyfree editore, 324 pagine, 15 euro)

Tennis a Miami, entra in scena la Regina della trasgressione…

Sta per esordire a Miami la numero 1 del doppio mondiale, Bethanie Mattek-Sands. Gioca per difendere la vetta della classifica Wta. Compagnia di doppio Lucie Safarova, con cui lo scorso anno ha vinto in Florida. Rivali di oggi Jelena Jankovc e Taylor Townsend.

Bethanie Mattek è un’altra delle protagoniste del mio libro “Storie in controtempo” (Absolutely Free editore, 324 pagine, 15 euro).

Aiuto, iguana in campo! Haas si fa un selfie, Vesely si rifiuta di giocare…(video)

Capitano tutte a Tommy Haas.
Mercoledì sera stava giocando contro Jiri Vesely nel primo turno del Masters 1000 di Miami, erano 3-3 nel terzo set e lui doveva servire. È stato a quel punto che sulla parte superiore del display segnapunti ha fatto la sua comparsa un’iguana.
Hanno aspettato un paio di minuti, poi visto che l’animale non si muoveva di lì l’umpire ha deciso di andare avanti.

“Si riprende” ha detto perentoriamente.
“Non se ne parla, non riesco a concentrarmi” gli ha risposto Vesely.
Gioco fermo.
Haas è andato a farsi un selfie con l’iguana, un paio di inservienti hanno cercato di catturarla con l’asciugamano. Ma l’animale è fuggito via ed è uscito dal campo solo qualche tempo dopo, incurante di quegli strani signori che le stavano dando fastidio.
Alla fine l’ha spuntata Vesely 6-7 (5) 6-3 7-5.
Tommy Haas è uno dei protagonisti del mio ultimo libro “Storie in controtempo” (Absolutely Free editore, 324 pagine, 15 euro).

 

Serena Williams, Sports Illustrated mostra il suo corpo. Un libro racconta la sua anima

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Serena Williams, numero 1 della Wta, è stata fotografata da Sports Illustrated per il famoso numero sui costumi. È il numero più venduto dell’anno, viene pubblicato ininterrottamente dal 1964 e ha una tiratura di tre milioni di copie.

Sopra una delle foto apparse sulla rivista americana.

Ho dedicato quattro capitoli a Serena nel mio ultimo libro, edito da Absolutely Free: “Storie in controtempo”. È stato un modo per capire meglio una grande tennista, una giovane donna piena di voglia di vivere. Dentro quelle pagine ci trovate le storie di altri campioni di ieri e di oggi, protagonisti del mondo del tennis, personaggi che hanno retto e reggono la scena.

È un viaggio senza limiti nel cuore del tennis alla scoperta di vizi, retroscena, malumori, nostalgie e grandi amori dei protagonisti.

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Dentro ci sono un po’ tutti.

I campioni di ieri: Ivanisevic, Seles, Kournikova, Kuerten, Panatta.

E quelli di oggi: Serena Williams, Federer, Nadal, Sharapova, Pennetta, Vinci, Kerber, Monfils, Schiavone, Zverev.

E altri ancora.

Storie curiose come quella della trasgressiva Bethanie Mattek.

Lo strano incontro che ho avuto con Anna Kournikova a Parigi.

Un viaggio lungo la strada che a Los Angeles divide il paradiso di Sampras dall’inferno dove sono nate le Williams.

Il libro racconta anche partite memorabili.

La finale di Wimbledon 2001 tra Goran Ivanisevic e Pat Rafter.

La sfida che ha assegnato gli Internazionali del 2005 tra Rafa Nadal e Guillermo Coria.

I tormenti di Renée Richards e le certezze di Jo-Wilfried Tsonga.

La vita di Tommy Haas, nato bello… e sfortunato.

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Un libro che, cercando di frugare nei sentimenti, punta dritto alle emozioni.

E risponde anche ad alcune intriganti domande.

Cosa ci facevano i gemelli Bryan nel carcere di San Quentin?

Cosa rende davvero simili McEnroe e Jimi Hendrix?

Come hanno fatto i mancini a passare da seguaci del diavolo a talenti assoluti?

Perché abbiamo nostalgia dei “cattivi ragazzi” del passato?

Un libro per chi ama il tennis, ma anche per chi vuole imparare ad amarlo.

(“Storie in controtempo” di Dario Torromeo, Absolutely Free editore, 326 pagine, 15 euro. Lo trovate nelle migliori librerie e negli store online)

 

 

 

 

 

 

Cosa ci fa Maria Sharapova in una palestra di boxe? (video)

Cosa fa una tennista che è stata numero 1 del mondo e ha vinto cinque titoli dello Slam nel momento in cui viene squalificata (a due anni di sospensione, pena poi ridotta a 15 mesi) per essere stata scoperta positiva al Meldonium in un controllo antidoping durante gli Australian Open 2016?

Maria Sharapova, la bella siberiana, ha studiato marketing alla Harvard University, ha scritto un libro sulla sua vita (uscirà in settembre, prima in inglese e poi in russo), ha passato il Capodanno alle Hawai, ha fatto una vacanza in Croazia e ha visitato per la prima volta da turista Londra.

E si è allenata (filmati da YouTube). Si è tenuta in forma facendo esercizi di pugilato. Tanta boxe per tenere attivo il fisico, non certo per salire sul ring e combattere. Lo scrive il sito NDTV Sports.

Anche la sua rivale Serena Williams (che ha vinto pochi giorni fa l’Australian Open 2017) ha una passione per la boxe.

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Si divertono e fanno un sano esercizio atletico.

La preparazione al pugilato è eccezionale, l’ideale per chi vuole mantenere tonico il proprio corpo.

Maria Sharapova tornerà a giocare a tennis il 26 aprile a Stoccarda sulla terra rossa. I biglietti per il rientro sono esauriti da un mese. Una settimana prima dell’esordio tedesco festeggerà il tentesimo compleanno.

Una tennista mezza nuda in chiesa, Photoshop e i veri sex symbol…

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Riciclate sul web (dopo essere passate per Photoshop?), le immagini sexy (?) di una tennista capace addirittura di vincere il Master di fine anno dovrebbero scatenare (secondo chi le pubblica) gli ormoni maschili. Ma per favore!

I dati ufficiali della Wta suggeriscono per Dominika Cibulkova 1.61 di altezza per 55 chili di peso. Sappiamo tutti quanto le anime candide della Women Tennis Association tendano a modellare i numeri pur di compiacere le giocatrici. Le foto da lei stessa postate sul web mostrano il volto di una bella ragazza, ma anche curve che non mi sembrano tali da poterla far passare per un sex symbol.

Marylin Monroe, Brigitte Bardot, Scarlett Johansson, Naomi Campbell, Shophia Loren, Sharon Stone, Charlize Teron (foto sotto). Avete presente? Queste sono sex symbol.

Ma a guardare le numerose immagini che circolano in rete, ho l’impressione che la ragazza si prenda troppo sul serio.

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A Wimbledon 2016 ha fatto scalpore il fatto che la 27enne slovacca minacciasse di annullare il matrimonio se solo avesse vinto un’altra partita, quella che l’avrebbe portata in semifinale. Le nozze erano infatti fissate da tempo per sabato 9 luglio, proprio il giorno in cui si assegnava il trofeo femminile. Lei non pensava di andare così lontano, sull’erba non aveva mai raccolto grandi risultati. E così aveva preparato tutto per quello che credeva potesse essere uno dei pochi spazi liberi nel calendario dell’attività professionistica.

Ha perso ed è, come si suol dire, convolata a giuste nozze.

È a questo punto che mi sono posto una domanda.

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Avevo più di un dubbio sul suo vestito nuziale. Un nude look che lasciava scoperto il 70% del corpo, un abito bianco che, tagliato in quel modo, non era certo il massimo per aspirare a simbolo della purezza.

Ho sottoposto il caso a un mio amico modaiolo e lui mi ha subito rimproverato.

“Aggiornati! Guarda che già negli anni Settanta, Cher andava vestita così. Beyonce si è presentata sul palco dei Grammy nel 2014 con qualcosa di simile e Kim Kardashian ne ha indossato uno quasi uguale al MetGala”.

Meraviglioso. Tutto vero.

Ma Dominika Cibulkova si è conciata così per andare a sposarsi in chiesa.

Non mi sono certo scandalizzato quando ha posato in topless per la Dunlop, in bikini per FHM, nuda per Adams.sk e neppure quando all’inizio di quest’anno si è lasciata forografare in pose provocanti per Break: rivista per soli uomini.

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Libera di fare le sue scelte, di mostrare quello che vuole, siamo nel 2016 non nel medioevo.

Circola sul web, postata da lei medesima, una foto che la ritrare al mare. Indossa un enorme cappello di paglia a tesa larga su cui è scritto I’m a dreamer. Per contribuire al sogno collettivo offre la sua immagine migliore, il lato B. Anche qui, nessuna obiezione. Non c’è oltraggio, né volgarità nell’immagine. Ogni donna o uomo ha la libertà di farsi ritrarre come meglio crede e di rendere pubbliche quelle immagini.

Sottolineo l’episodio, tanto per fare chiarezza.

Nessuno l’ha obbligata a sposarsi in abito bianco, con lunghissimo strascico e immancabile bouquet bianco. Nessuno l’ha costretta a sposarsi in chiesa, nel caso in questione la Cattedrale di St Martin a Bratislava. Dico però che sarebbe ora che chi prende queste decisioni si decidesse a rispettare le regole del gioco.

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Il vecchio detto non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca è sempre d’attualità.

E che ne prendano coscienza anche i preti, da quello della parrocchia a quello della cattedrale.

Ho poca frequentazione con i luoghi di preghiera, ma alcuni principi li conosco addirittura io.

Se una ragazza prova a entrare a San Pietro con i pantaloncini corti o sbracciata, arriva subito qualcuno a farle notare che vestita così dovrà restare fuori.

L’accesso alla Basilica Papale Vaticana è consentito alle persone con un abbigliamento decoroso consono al luogo sacro”.

Una ragazza a San Pietro no e la Cibulkova nella Cattedrale di St Martin sì?

Ma fatemi il piacere. Non si può avere tutto, troppo comodo.

Il mio amico ha nominato Cher, Beyonce e Kim Kardashian.

Io circoscriverei il campo all’ultima citazione.

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Anche Ana Ivanovic e il capitano della nazionale di calcio tedesca Bastian Schweinsteiger si sono sposati, addirittura due volte in due giorni a Venezia: prima con rito civile e poi con quello religioso nella Chiesa della Misericordia.

E il giovanissimo Taylor Fritz si è unito in matrimonio a San Francisco con la bella Raquel Pedroza.

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In entrambi i casi non si segnalano nude look all’interno dei luoghi sacri.

Grazie.