L’AIBA naviga a vista. WSB stravolte, i soldi continuano a mancare…

L’Aiba ammette per la prima volta che i suoi problemi finanziari non sono stati del tutto risolti. La spia rossa è accesa dalla modifica del torneo World Series of Boxing. Lo scorso anno era stato drasticamente ridotto quando mancavano solo sedici giorni ai quarti di finale. Delle otto squadre che avevano guadagnato il diritto a disputarli, l’Aiba ne aveva salvate solo quattro. Per giustificare l’incredibile decisione si era inventata la storiella di un calendario pieno di impegni. Pietosa bugia. La finale 2018 è stata disputata a fine settembre, le semifinali si erano chiuse quattro mesi prima…

Adesso sembra quasi certo che l’AIBA, per problemi finanziari, potrebbe cambiare tutto.
Aveva annunciato al mondo che il futuro del pugilato professionistico era il torneo APB, poi quel giochino si è trasformato in un bagno di sangue sotto il profilo finanziario ed è stato azzerato. Ora anche le WSB sembrano vicine alla chiusura, l’ultimo tentativo per salvarle sarebbe quello di spezzarle in due tronconi: uno riservato ai pesi più leggeri (da 52 kg a 69 kg), l’altro a quelli più pesanti (da 75 kg a +91 kg). Questo potrebbe i costi di gestione. La squadra che sommerà più punti nella combinazione tra i due raggruppamenti sarà dichiarata campione del mondo.

La domanda è: nel caso che il progetto andasse in porto, varranno come qualificazioni olimpiche? E se la risposta è sì, in che modo i pugili guadagnerebbero la partecipazione a Tokyo 2020?

Dall’interno dell’Aiba giungono segnali che i finalisti delle otto categorie, quindi sedici atleti, avrebbero garantito l’accesso olimpico. Altri sedici sarebbero decisi da criteri che dovrebbero essere resi pubblici a maggio.

Si naviga a vista in modo imbarazzante.

E il CIO ha già annunciato che solo a giugno 2019 dirà se il torneo olimpico di pugilato sarà inserito nel programma dell’Olimpiade giapponese e, soprattutto, se sarà l’Aiba a gestirlo…

Il presidente Gafur Rakhimov ha chiesto al CIO un incontro in gennaio per dare il via a un programma di lavoro che, a suo avviso, dovrebbe condurre a una svolta positiva.

Il CIO non ha risposto.

La notizia prende spunto da una dichiarazione del capo della comunicazione AIBA al sito insidethegames.biz.

 

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