Il CIO chiede all’Aiba di passare dalle parole ai fatti. Olimpiadi ancora in dubbio

A fine aprile scadeva l’ultimatum del CIO. Entro quella data l’AIBA avrebbe dovuto fornire un rapporto esaustivo per quanto riguarda governance, finanza, antidoping e giudici. Pena l’esclusione del pugilato dai Giochi di Tokyo 2020. Il 26 aprile la Federazione mondiale di pugilato ha presentato il documento. Ieri a Losanna il CIO lo ha discusso.

Leggo sul sito dell’Aiba le dichiarazioni del suo direttore esecutivo Tom Virgets: “L’intera organizzazione AIBA ha lavorato duramente negli ultimi mesi, siamo lieti che gli sforzi e i risultati siano ottenuti stati riconosciuti dai nostri colleghi del CIO. In linea con il nostro impegno per la trasparenza, non vediamo l’ora di condividere il rapporto presentato con tutti i nostri membri. Questa è una nuova AIBA e siamo pienamente impegnati a mettere in atto i valori della Boxe e del Movimento Olimpico”.
Il primo pensiero che mi è passato nella testa è stato che il CIO avesse tolto qualsiasi dubbio sulla partecipazione del pugilato al torneo olimpico di Tokyo 2020.

Poi, ho letto le dichiarazioni del presidente Thomas Bach.

“L’AIBA mostra alcuni progressi e buona volontà nell’affrontare le riforme che le sono state richieste, ma denota una carenza nella messa in atto dei suoi propositi. Alla boxe sarà richiesto di mostrare un nuovo sistema nel quale i giudici selezionati per gli incontri siano valutati da revisori indipendenti. La Federazione dovrà anche fornire nella sua prossima relazione i passi che intende mettere in atto per migliorare la governance, l’integrità finanziaria e quella sportiva. Fino a quando tali azioni non saranno state completate, il CIO avrà il diritto di rimuovere lo sport dal programma Tokyo 2020.
Speriamo che entro luglio, in occasione del prossimo consiglio esecutivo, avremo ulteriori azioni e ulteriori informazioni da parte dell’AIBA.
La boxe rimarrà nel programma per i Giochi Olimpici Giovanili del 2018, in quanto gli atleti in gara non possono essere incolpati di tutti i problemi della Federazione. La competizione di ottobre potrebbe servire come banco di prova per il pugilato per implementare la revisione dei suoi sistemi di selezione arbitrale.
Penso che si debba riconoscere come non sia possibile ideare e attuare le riforme in un paio di mesi. È stato fatto molto e ci sono stati dei progressi, almeno per quanto riguarda la pianificazione. Quello che vogliamo ora vedere è l’azione”.

Qualcosa non mi torna. Il comunicato trionfalistico dell’Aiba mi sembra fuori luogo. La Federazione deve fare ancora molta strada prima che sia ufficiale l’inserimento del pugilato nel programma di Tokyo 2020. Il presidente Bach ha chiesto di passare dalle dichiarazione di intenti all’attuazione pratica di quanto promesso. Solo se l’Aiba saprà fare questo, continuerà a far parte della famiglia olimpica. Altrimenti i Giochi dovranno fare a meno della boxe. Nessuna promozione, il pugilato è stato semplicemente rimandato a luglio…

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