La squalifica di Canelo è costata a Golovkin più di 27 milioni di dollari…

Se il denaro crescesse sugli alberi, a me capiterebbe un bonsai.
(Boris Makaresko, attore a autore)

 

Il giornalista americano Wallace Matthews ha scritto oggi su Forbes un’interessante articolo su quelli che sono stati gli scossoni economici generati dalla positività al Clenbuterol di Saul Canelo Alvarez e dalla sua successiva squalifica di sei mesi per doping (il pugile ha sostenuto che il test è risultato positivo per il consumo di carne bovina in Messico, dove il Clenbuterol sembra sia usato su alcuni animali).
Nelle stime del giornalista ci sono decisamente più perdenti che vincenti.

Il primo ad averci rimesso un bel po’ di soldi è lo stesso Canelo. Gli uomini del suo staff avevano ipotizzato guadagni per 48 milioni di dollari, tra percentuali sull’incasso (stimato in 27 milioni) e sulla pay per view (previsti 1,4 milioni di acquirenti, il primo match ha generato introiti per circa cento milioni) a cui vanno aggiunti i contratti con gli sponsor, i diritti della tv messicana e la quota parte del merchandising. Tutto svanito. Guadagni del 5 di maggio per Alvarea: 0 (zero) dollari.

Il secondo nella classifica dei perdenti è Gennady GGG Golovkin. Contro Alvarez avrebbe portato a casa più o meno 30 milioni di dollari, per affrontare Vanes Martirosyan ne intascherà 2,5. Non combatterà nel frastuono mediatico di Las Vegas, ma nella più tranquilla Carson davanti a dodicimila spettatori in meno di quelli che avrebbero riempito la T-Mobile Arena.

In rosso anche la HBO-Tv che avrebbe trasmesso in pay per view l’evento, prendendo il 7,5% delle quote versate dagli acquirenti. Se solo avesse uguagliato gli incassi della prima sfida, avrebbe guadagnato 7,5 milioni. Ora dovrà pagarne due all’organizzatore per conservare il diritto televisivo e trasmettere la riunione.

Perde la Golden Boy Promotion di Oscar De La Hoya che ha Saul Canelo Alverez come sua principale fonte di reddito.

Perde l’MGM che aveva già venduto tutti i ventimila biglietti della T-Mobile Arena.

Cala vistosamente il giro di denaro nelle casse dei Casinò di Las Vegas.

Buttati a mare gli investimenti degli sponsor per la promozione dell’evento.

A guadagnare saranno in pochi, probabilmente solo due.

Leader indiscusso è Vanes Martirosyan che metterà in banca 400.000 dollari. Non pochi per uno che è fermo da due anni e per l’occasione sale anche di categoria (dai superwelter ai medi). Non contando il fatto che gli è stata offerta la possibilità (insperata) di disputare il mondiale contro un mito del pugilato moderno.

VAndràa bene anche a Cecilia Braekhus che in un sol colpo porterà a casa la più alta borsa della carriera (75.000 dollari) e diventerà la prima pugile donna a essere trasmessa in diretta dalla HBO-Tv. Non male per una campionessa di trentasei anni.

 

 

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