Blandamura: Per vincere il mondiale mangerò pane, burro e Murata

Il 15 aprile Emanuele Blandamura (27-2-0, 5 ko) sfiderà nell’Arena
di Yokohama il campione Ryota Murata (13-1-0, 10 ko) per il mondiale
Wba dei pesi medi.  Lele è appena tornato da Tokyo,
dove ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione.

 

Come è andato questo primo contatto con il Giappone?

“Benissimo. Honda, il promoter, ha mostrato rispetto e considerazione. La presentazione del mondiale si è svolta davanti ad almeno mille persone. Lo stesso Murata ha detto belle cose su di me.”

Ad esempio?

“Che affronterà il campione di un altro continente, che non può permettersi di non presentarsi al meglio.”

Guardando le foto che sono arrivate in Italia ho avuto l’impressione che Ryota Murata sia molto più grosso di te. 

“Lui è più alto di cinque centimetri, ma la massa muscolare è la stessa. Non sarà certo un problema.”

Cosa rappresenta questa sfida?

“È un sogno che si realizza. Quando avevo diciotto anni sono entrato per la prima volta in una palestra di pugilato. Era in aprile, lo stesso mese in cui disputerò il mondiale. Una bellissima coincidenza. Davanti a me avevo Guido Fiermonte, un signore pieno di esperienza. Gli ho detto: “Maestro, io voglio diventare campione del mondo.” Lui mi ha risposto: “Non si preoccupi, si alleni, si alleni sodo.” E io quel consiglio l’ho seguito, sempre. Spero di raccogliere ora i frutti di tanti sacrifici.”

Cosa ti direbbe oggi Fiermonte?

“Ragazzo, non perdere tempo e vai ad allenarti. C’è il mondo da conquistare.”

Ti ha emozionato il fatto di trovarti in un’atmosfera da grande evento?

“No. Stavo facendo il mio lavoro, ero a mio agio.”

I pronostici ti danno decisamente sfavorito.

“E io ti dico che non sono assolutamente d’accordo. Vado a fare questo match da campione e sia chiara una cosa. Rispetto Murata, è bravo e potente. Ma salirò sul ring per vincere. Mi è già capitato di partire sfavorito e di riuscire a ribaltare il pronostico. Per carità, stiamo parlando di altri livelli. So guardare in faccia la realtà, ma credo di avere nel mio pugilato le carte giuste per complicargli la vita al punto da innervosirlo e fargli perdere certezze. Arrivati in quella fase del match potrei anche fare il grande colpo..”

Ma il destro di Murata è una realtà che non può essere ignorata.

“Lui ha tanti meriti, ma avrà pure qualche difetto. Al momento non li conosco tutti, ma credemi, tra qualche tempo mi sembrerà di averli sempre avuti chiari nella mente. E sarà su quei difetti che andrò ad appoggiare la mia boxe.”

Se dovessi riuscire a ribaltare ogni pronostico a chi dedicheresti la grande impresa?

“Stavolta la dedicherei a me stesso, anche perché nel mio cuore porto tutte quelle persone che sono state importanti nella vita. Quindi, in questo modo, lo dedicherei a tutti quelli che mi hanno voluto e mi vogliono bene.”

E cosa diresti al bullo che un tempo girava per le strade del Nuovo Salario pensando che la violenza fosse l’unico modo per comunicare con il resto dell’umanità e ora sta per giocarsi il titolo dei medi?

“Assumerei un atteggiamento Zen. Mi tirerei di lato, mi guarderei dal di fuori come se fossi un estraneo e poi direi: “Bravo Emanuele, sei diventato un ragazzo che merita rispetto. In bocca al lupo.”

Vedrai molti video del campione?

“Per un po’ di tempo mangerò pane, burro e Murata. Video su video per capire tutto quello che può aspettarmi, gli errori che non dovrò commettere, cosa dovrò fare per vincere.”

Con chi farai i guanti?

“Mi aiuteranno nella preparazione Giovanni De Carolis, Orlando Fiordigiglio e Valerio Ranaldi. È l’occasione che inseguivo da quando ho scelto questo mestiere. Voglio giocarmela al meglio.”

Quando partirete per il Giappone?

“Dodici giorni prima del match.”

Mi è rimasta dentro un’ultima domanda. Sarei curioso di sapere cosa ti direbbe nonno Felice. Tu che pensi?

“Mi abbraccerebbe, mi fisserebbe negli occhi per lanciarmi un augurio a modo suo: “Nonno ti vuole bene- Forza ragazzo, vai lì e fagli vedere quello che vali. Portalo a casa questo titolo”. Non smetterò mai di sentirlo vicino, ogni giorno che passa mi accorgo di volergli sempre più bene.”

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“POSSO FARCELA, GIOCO
IN UNA SQUADRA VINCENTE“

Blandamura per tutta
l’intervista si è
dimostrato ottimista,
gli ho chiesto da cosa nascesse
questo atteggiamento
positivo. Mi ha risposto così.

 

“Dalla squadra in cui sono inserito, sono dei vincenti. Il maestro Eugenio Agnuzzi conosce la tecnica e la psicologia, sa come preparare al meglio un pugile per una sfida come questa. Il suo secondo Federico Giorgi è un professionista di tutto rispetto. Il professor Marco Rustichelli curerà la mia preparazione fisica. Il dottor Carmine Orlandi si occuperà soprattutto della mia dieta. Il professor Sanguigni dovrà permettere al mio cuore di reggere a qualsiasi sforzo, anche a grande intensità e su notevoli ritmi. E poi ci sarà la persona a cui voglio rivolgere un grazie particolare: Christian Cherchi, il mio manager. Un grande amico con cui ho un intenso rapporto professionale. L’Opi Since 82 è la società a cui devo molto, ma è lui l’uomo che ha portato a conclusione questo traguardo.”

 

 

 

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