Un record imbarazzante, sotto squalifica per doping, ma per la Wba è il n. 11

Il mondo instupidito da cellulari, social network, reality e qualsasi altra droga legale che annebbia la mente, ha scoperto non da molto le fake news: le notizie false. A Roma le conoscevamo da tempo, solo che le abbiamo sempre chiamate bufale (quelli educati), bullshit o cazzate (quelli che hanno un linguaggio pecoreccio o che vogliono far vedere di conoscere lo slang americano).
Per lavoro navigo quotidianamente su Internet, soprattutto sui siti di pugilato. Leggo una notizia, poi cerco la conferma sul sito di riferimento.
Joe Fournier (a sinistra nella foto in alto) è stato inserito dalla World Boxing Association al numero 11 dei mediomassimi. In altre parole, secondo questi signori, nel mondo ci sarebbero solo dieci pugili migliori di lui nella categoria.

Ho sperato fosse una bufala, purtroppo è la verità.
Sono da sempre stato un sostenitore degli articoli che prima delle opinioni presentino i fatti, rispetterò il principio anche in questa occasione.
Joe Fournier (sotto con Nicole Scherzinger) compirà 35 anni il 23 di questo mese.
Ha un record di 9-0, tutte le vittorie le ha ottenute per ko.

Fermiamoci un attimo e guardiamo chi sono i nove pugili sconfitti.
Li presento in ordine cronologico, seguendo le date in cui Fournier li ha affrontati. Dal primo all’ultimo.
Jorge Burgos 2-24-0.
Manuel Regalado debuttante.
Pedro Sencion 0-3-0.
Bela Juhasz 14-8-0.
Mustapha Stin 11-41-1*.
Josè Santos 0-5-0.
Johnny Ascencio 1-11-0.
Francisco Suero 0-13-0.
Antonio Sanchez 1-11-0.
Wilmer Mejia 22-9-3**.
*Al termine del match Fournier è stato trovato positivo all’antidoping per subutramina e squalificato dall’Agenzia Mondiale Controllo Antidoping fino al 5 dicembre 2020. Ha presentato appello e la pena è stata ridotta: non potrà combattere fino al 5 giugno 2018. L’incontro si è svolto il 5 giugno 2016.
**Battendo Mejia (11-9-2 negli ultimi ventidue incontri) è diventato campione internazionale Wba dei mediomassimi.
Per chi fosse poco addentro ai codici del pugilato, ricordo che la prima cifra del record indica le vittorie, la seconda le sconfitte, la terza i match terminati in parità. Quindi, prendiamo uno a caso, quando scrivo Antonio Sanchez 1-11-0 significa che Sanchez ha vinto 1 incontro, ne ha persi 11 e pareggiati 0.
Joe Fournier non solo combatte da 19 mesi nonostante sia stato sospeso per doping, non solo ha avuto l’autorizzazione a disputare cinque match sotto squalifica, non solo ha potuto battersi per un titolo minore Wba dopo che la Wada lo aveva trovato positivo al doping, ma ha avuto anche la fortuna di vedersi posizionare al numero 11 della classifica dei mediomassimi.
Dove è l’errore?

Sia l’UKADA (l’ente britannico che vigila sulle vicende legate al doping) che l’EBU (l’Unione di pugilato europea) confermano squalifica e data di fine sospensione (5 giugno 2018, cioè sarebbe potuto tornare sul ring solo fra sei mesi). Eppure lui combatte, vince i titolini e viene inserito in classifica.
Le stesse nostre domande, apparse su questo blog in un articolo del 30 dicembre, oggi se le fa anche Boxing News: “Last month, he travelled to the Dominican Republic to fight Wilma Mejia, 22-10-3, and won in round two to register his ninth straight stoppage. It was, by all accounts, the result that convinced the WBA to catapult him up their rankings. It is also a result that has yet to find its way on to Boxrec.com, for whatever that’s worth. What does appear on Fournier’s Boxrec record, are details of a failed drug test (for sibutramine), for which he was banned by NADO until December 2020, following a bout with Mustapha Stini in June 2016. “Politics,” said Fournier, when asked about the situation on Twitter, although I’m not sure whether that’s the reason for the failed test, the reason for the length of the ban, the reason he got his WBA ranking, or the reason he is competing again despite being banned. (On appeal, his sentence was reduced to 18 months, but he is not eligible to box until June 2018.)
La World Boxing Association tace.
E neanche questa è una fake news, ma la triste verità.

 

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