Arriva la Svezia. I numeri dicono perché il calcio italiano è in crisi

Domani l’Italia si giocherà la qualificazione ai Mondiali di calcio che si disputeranno il prossimo anno in Russia. Affronterà la Svezia che l’ha battuta (1-0) nella gara di andata venerdì a Stoccolma.

In questi giorni si è molto parlato della crisi del nostro calcio. Voglio proporre alcuni numeri che forse aiuteranno a capire meglio la situazione.

Numeri che, ad esempio, riguardano le prime cinque del campionato di Serie A: Napoli, Juventus, Inter, Lazio e Roma.

  1. Gli organici di queste società comprendono il 37,3% di italiani e il 62,7 % di stranieri.
  2. Molti degli italiani non sono titolari, poco più del 20% dei nostri va regolarmente in campo dall’inizio.
  3. Nell’ultima giornata di campionato (Lazio-Udinese non si è giocata per il maltempo) le cose sono andate leggermente meglio: il 25% dei titolari era italiano.

Anche le squadre Primavera sono piene di stranieri. Più di una società ha in organico il 50% di stranieri.

Le squadra di club non vincono più nelle competizioni internazionali.

L’ultima ad alzare la Champions League è stata l’Inter nel torneo 2009-10. Poi è toccato cinque volte alla Spagna, 1 all’Inghilterra e 1 alla Germania.

Nella Uefa Champions League o Coppa Uefa che dir si voglia, l’ultima a vincere è stata il Parma nel 1998-99. Da allora non siamo mai più andati neppure in finale. Hanno conquistato la Coppa otto volte le Spagna. Tre l’Inghilterra, due la Russia e il Portogallo, una ciascuna Turchia, Olanda e Ucraina.
Il campionato italiano di Serie A è inferiore per valori e risultati alla Premier League, alla Bundesliga, alla Liga e se la gioca con la Ligue 1.

La Nazionale ha vinto l’ultimo Mondiale nel 2006. Nei due successivi campionati (2010 e 2014) è uscita al primo turno, vincendo una partita su sei.

Agli Europei ha conseguito una sola vittoria, nel 1968. Nelle ultime tre edizioni ha ottenuto: quarti di finale, secondo posto, quarti di finale.

E stiamo ancora a chiederci perché rischiamo di non partecipare ai prossimi Mondiali. È una crisi che parte da lontano, l’arrivo di un numero sempre maggiore di stranieri nelle rose del nostro campionato ha solo contribuito a peggiorare una situazione già critica.

La realtà credo sia molto semplice. I nostri calciatori sembrano forti quando giocano nei confini italiani, diventano decisamente deboli appena mettono il naso fuori casa.

In bocca al lupo, azzurri.

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