Tyson Fury annuncia che nel 2018 metterà ko Joshua, Wilder e Parker…

Tyson Fury è un fuoriclasse della comunicazione.
Sa promuovere il suo personaggio, sa cosa cercano i giornalisti per tirare giù articoli e titoloni.
Fermiamoci un attimo e guardiamo i fatti prima di cominciare ad ascoltare le parole dell’illusionista.
Tyson Fury non combatte dal 28 novembre 2015.
Due anni fermo. Niente palestra, anche se lui ha raccontato di sessioni di sparring che nessuno ha visto.
È andato vicino alla depressione, ha sofferto terribilmente l’isolamento mediatico, è stato trovato positivo alla cocaina, la commissione antidoping lo ha denunciato e il British Boxing Board of Control gli ha tolto la licenza di pugile.
Non sì è allenato, ha accumulato grasso in quantità. Tre mesi fa dicono fosse arrivato a 165 chili, una cinquantina sopra il peso forma  (foto sopra).
Ha annunciato il ritiro, poi il rientro, quindi di nuovo il ritiro, per poi tornare al rientro.
Ha insultato amici, avversari, manager, giornalisti e dirigenti.
Raramente è stato visto sereno.
Questi i fatti.


Lui racconta altre cose.
Pubblica un tweet in cui dice che il BBBC gli ha dato via libera, il che farebbe supporre che presto gli sarà restituita la licenza. Ma poi il presidente del BBBC va in televisione da Sky UK e dice: “La situazione è molto semplice. Il team legale di Fury deve concordare una data per il proseguimento dell’udienza. Noi siamo pronti, la commissione antidoping è pronta, ma loro non si fanno sentire. Anche noi vorremmo rivederlo sul ring, ma deve risolvere prima le sue questioni personali”.
L’udienza conclusiva avrebbe dovuto svolgersi in maggio, è stata rinviata a fine anno. Sino  quando gli avvocati di Tyson Fury non fisseranno con la controparte una data, il pugile resterà nel limbo e non potrà salire sul ring.


Secondo punto.
L’ex campione dei massimi annuncia il suo calendario di prestazioni per il 2018.
“Primo match in aprile, poi in estate, il terzo a fine anno”.
La vedo dura. Fermo da quasi trenta mesi, si ripresenterebbe sul ring dopo avere lasciato lungo la strada cinquanta chili. E rientrerebbe non per fare dei match tanto per riprendere confidenza con la boxe, no. Lui ha altri programmi.
“Metto Joshua ko prima dell’ottavo round, poi mi sbarazzo di Wilder”.


Il terzo match sarebbe con Parker, e anche per lui è ovviamente prevista la stessa fine…
Non contento, va oltre.
“Il mio match contro Joshua ricorderà quello di Ali contro Foreman a Kinshasa. Rumble in the jungle. Date ai britannici La più grande sfida di sempre, coinvolgiamo Lennox Lewis e Frank Bruno”.
La modestia è sempre stata il suo forte.
“Ho il più grande gioco di gambe del mondo. Contro Joshua vincerò solo spostando i piedi. Non puoi colpire quello che non vedi”.
Frase copiata, ma l’originale di Muhammad Ali resta decisamente più poetico: “Le mani non possono colpire quello che gli occhi non possono vedere”.
Joshua e il suo sodale Eddie Hearn prendono l’occasione al volo e parlano di contatti, possibilità, ipotizzano addirittura delle date.
Al momento la possibilità più reale è che Tyson Fury non torni più a combattere.
Ma se volesse smentire questo pronostico dovrebbe prima tornare ad allenarsi, sottoporsi a una dieta ferrea e prolungata, soffrire, dannarsi l’anima e sostenere almeno un match di rientro. A sentirlo parlare, i dubbi crescono.
Salve a tutti, appuntamento alla prossima sceneggiata…

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