Dmitry viene dal Kyrgyzstan, vive in Russia, si allena a LA e vuole conquistare l’America

Dmitry si gira nel letto, gli sembra di sentire un suono che viene da lontano. Pensa di sognare. Apre gli occhi, è il telefono. Guarda la sveglia sul comodino, segna le 3:30 del mattino.Sorride. Sa già chi c’è all’altro capo del filo. Prende il telefono e trova la conferma. È suo figlio, il più grande. Ha tre anni, ignora che quando a San Pietroburgo sono le 13:30, a Los Angeles è notte fonda.
Dmitry Bivol vive in Russia, ma si allena assieme al coach Gennady Mashyanov nel sud della California. A casa ha lasciato una moglie e due figli, il più piccolo ha solo otto mesi. È un sacrificio, ma sa che deve farlo. Si sta costruendo il futuro. E poi la boxe è la sua passione da sempre.


Aveva più o meno sei anni quando ha ricevuto il segnale decisivo, viveva ancora nella città natale di Tokmok nella Chuy Valley, nel nord del Kyrgyzstan. Poco più di cinquantamila abitanti e una grande passione per lo sport. Il Paese ha una tradizione di tutto rispetto nel pugilato.
Orzubek Nazarov è di Kant, nel nord dello Stato, è stato campione dei leggeri Wba dal 1993 al ’98.
Almarbek Raynkulov è di Osh, nel sud del Paese, ha un record di 27 vittorie, 2 sconfitte (con Campbell e De Marco, per il titolo Wbo) e un pari contro il grande Joel Casamayor.
Ma il personaggio più popolare è senza dubbio Vitali Klitschko, nativo di Belovodskoye a circa 110 km da Tokmok, si è trasferito in Ucraina dove è stato eletto per due volte sindaco di Kiev. Ha vinto il mondiale dei massimi ed è stato protagonista della categoria per molti anni.
La scintilla, ha raccontato Dmitry, è scattata mentre stava guardando alla televisione un match di Mike Tyson. Penso sia quello con Frank Bruno, il secondo. La deduzione è semplice. Bivol è nato il 18 dicembre del 1990, aveva dunque poco meno di sei anni in occasione dei tre incontri disputati da Iron Mike nel 1996: il  successo per ko nel mondiale contro Frank Bruno in marzo, la non esaltante vittoria per kot contro Bruce Seldon in settembre, la sconfitta prima del limite contro Evander Holyfield in novembre.


Spenta la Tv il piccolo aveva dunque deciso quale sarebbe stato il suo futuro.
I genitori, papà moldavo e mamma coreana, non si erano opposti.
Una lunga carriera da dilettante, 268-15 il record con cui l’ha chiusa dopo avere portato a casa due titolo mondiali Junior. A 23 anni il passaggio al professionismo.
Nel frattempo si è trasferito a San Pietroburgo, dove vive con la moglie e i due bambini. Per allenarsi attraversa l’Oceano. Sono convinto che prima o poi farà il grande salto e andrà a vivere lì, perché i soldi veri sono negli States. E lui è uno che vuole guadagnarli. Non fa proclami di guerra, non insulta gli avversari. Ma sa che bisogna vincere e diventare un personaggio se si vuole conquistare la televisione e mettere molti dollari in banca.


La HBO gli ha dato fiducia, manderà in onda in diretta il suo match di sabato 4 novembre da Montecarlo, Principato di Monaco. Difenderà il titolo mediomassimi Wba contro Trent Broadhurst, un australiano con un record di 20-1-0 (14 ko) che gli è valso in numero 11 in classifica. Mi fermo un attimo, prima di andare avanti ci sono alcune cose da spiegare.
Dmitry Bivol (11-0, 9 ko) era campione a interim e avrebbe dovuto affrontare Badou Jack per il titolo. Ma Jack ha dato forfait a sorpresa, la Wba ci ha pensato su e poi ha trasformato l’interim in un mondiale vero e proprio il 14 ottobre scorso.
Questa sarà dunque la prima difesa della corona.
Tutto nella norma? Per l’Ente sicuramente sì, per il cubano Sullivan Barrera (20-1-0, 14 ko) numero 2 della classifica, decisamente no. Ha protestato, ha postato messaggi di fuoco su Twitter e alla fine ha ricevuto un’assicurazione che lo ha calmato. Il presidente Mendoza ha annunciato che il vincitore della sfida di Montecarlo dovrà obbligatoriamente difendere il titolo entro 120 giorni contro Barrera, che nel frattempo combatterà il 25 di questo mese al Madison Square Garden contro Felix Valera (15-1-0, 13 ko) nel sottoclou di Kolarov vs Shabronsky.
Torniamo a Bilov. In molti sono pronti a giurare che sarà il prossimo protagonista assoluto della categoria. Le qualità ce l’ha, potenza e tecnica non gli mancano, ma ancora non si conoscono le doti di resistenza e la capacità di resistere quando viene colpito duramente. Deve superare test più importanti, poi sapremo quale posto potrà prendere nel mondo dei mediomassimi.

DUE MONDIALI E UN EUROPEO DA MONTECARLO

PROGRAMMA (Casinò di Monte Carlo, Monaco) Gallo (12×3, titolo Wba) Jamie McDonnell (29-2-1) vs Liborio Solis (25-5-1); mediomassimi (titolo Wba, 12×3) Dmitry Bivol (11-0) vs Trent Broadhurst (20-1-0); massimi (12×3, campionato europeo) Agit Kabayel (16-0) vs Dereck Chisora (22-7-0); piuma (eliminatoria Wba, 12×3) Scott Quigg (33-1-2) vs Oleg Yefimovych (29-2-1).

DIRETTA DALLE 20:30 SU FOXSPORTS PLUS (CANALE 205)

Sabato 4 novembre, diretta dalle 20:30 su FoxSports Plus (canale 205 del bouquet di Sky). Saranno trasmessi i quattro match principali della riunione. Telecronaca di Mario Giambuzzi, commento tecnico di Alessandro Duran.

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