Burnett supera Zhakiyanov e porta a casa il titolo Wba/Ibf dei gallo

L’uomo dalle tre vite piange. Ha appena vinto il titolo Wba/Ibf dei gallo, ha unificato le corone. E piange. Ryan Burnett non ha avuto una vita semplice, ma è riuscito a superare ogni battaglia. L’ultima l’ha vinta contro Zhanat Zhakiyanov al termine di una lotta intensa, molto fisica, fatta di scorrettezze e cattiverie.

È stato un match sporco, giocato dalla corta distanza. Testa contro testa per gran parte delle dodici riprese, le braccia dell’uno che legavano quelle dell’altro, più per impedire di colpire che per cercare di andare a segno. Il kazako ha boxato in maniera monocorde, non ha mai saputo cambiare tema tattico. Si è attaccato all’irlandese e ha cercato di imporre una superiorità fisica che non c’era. Non si è mai lasciato lo spazio giusto per tirare i colpi. I ganci e qualche montante non avevano aria sufficiente per fare davvero male.

Burnett ha più varietà di azioni nel suo repertorio. Ha accettato la sfida, ma quando dopo sei round ha capito che se avesse continuato in quel modo avrebbe rischiato oltre il dovuto, ha fatto un passo indietro, si è guadagnato la media distanza e da lì ha comandato. Round tutto sommato in equilibrio, divisi da un paio colpi in più. Solo in due riprese, la sesta per Zhakiyanov e la nona per l’irlandese, la supremazia è stata netta.

Con il passare dei round Ryan Burnett ha trovato nuove traiettorie, ha fatto valere la sua migliore tecnica, ha piazzato quei rari diretti che sono rimasti colpi sconosciuti a entrambi per gran parte del combattimento. Ha vinto con merito, io avevo quattro punti di vantaggio come il giudice canadese Pasquale Procopio (non lo conosco, ma con un nome e cognome così se non ha origini italiane lui…).

Ha vinto il migliore, quello che ha saputo interpretare l’incontro attraverso più chiavi di lettura. Il kazako non ha mai provato a fare altro che accorciare la distanza e far pesare il suo vigore fisico. L’irlandese è riuscito a evitare il trappolone e nella seconda parte del mondiale ha portato a casa la vittoria.

A qualcuno piace la boxe sporca, vissuta con il costante contatto tra i due pugili, con pochi colpi puliti e tanti pugni a vuoto. A me no. Mi è accaduto in più di un round di annoiarmi. Per carità, merito ai due protagonisti. Hanno dato l’anima e un applauso nessuno glielo può negare. Ma la nobiltà del pugilato stavolta non l’ho proprio vista. Ed erano sul ring due campioni di sigla…

Sabato si torna a boxare. C’è il titolo dei massimi, Anthony Joshua contro Carlos Takam. Speriamo di vedere qualcosa di meglio.

RISULTATO – Mondiale gallo Wba/Ibf: Ryan Brunett (Irl, 53,296 kg, campione Ibf) b. Zhanat Zhakiyanov (Kaz, 53,183 kg, supercampione Wba) p. 12. Arbitro: Howard Foster (Ing). Giudici: Valerie Dorsett (Usa) 118-110; Pasquale Procopio (Can) 116-112; Carlos Sucre (Usa) 119-109.

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