Il ragazzo morto il giorno del debutto, un giallo sul nome del promoter…

Terza giornata di interrogatori.
Il coroner Jacqueline Lake della Corte di Norfolk continua la sua indagine sulla riunione del 19 novembre scorso all’Atlantis Arena di Great Yarmouth in Inghilterra, quella in cui Jakub Moczyk (primo in basso a destra nel poster della manifestazione) detto Kuba è finito ko al terzo round nel match contro il diciassettenne Irvidas Juskys. Due giorni dopo il ragazzo è morto, avrebbe compiuto 23 anni il 12 dicembre scorso. Era un novizio al primo match.

Ieri è stata ascoltata la testimonianza di Colin Abbott, il proprietario dell’edificio.
È stato lei a organizzare l’evento?
“No”.
Ma l’Atlantis Arena è di sua proprietà.
“Sì. Ma affitto spazi all’interno dell’edificio”.
A chi li ha affittati?
“Ryan Martin gestisce un bar a piano terra e mi ha chiesto l’affitto dell’Arena”.
C’era una licenza di locazione in vigore la sera in cui si è svolto il tragico match?
Abbott si è rifiutato di rispondere a questa domanda.
Può aiutarci a capire meglio?
“Un amico mi ha detto che un uomo di nome Aurelius Kerpe era interessato ad allestire una serata di pugilato. L’ho presentato a Martin”.

Il coroner ha quindi interrogato il titolare del bar.
Signor Ryan Martin, può fornirci la sua versione dei fatti?
“Abbott mi ha detto di avere organizzato una serata di boxe con un socio, io avrei gestito il bar come avevo fatto in altre occasioni. Non si è mai parlato di coinvolgermi nell’organizzazione dell’evento”.
Secondo le informazioni in suo possesso, chi ha organizzato la serata?
“Aurelius Kerpe”.

Sentito infine Benjamin Poole che era all’angolo dell’avversario di Jakub Moczyk quella tragica notte.
“Moczyk ha preso un brutto colpo alla testa, era ko ancora prima di toccare il tappeto”.

Oggi la chiusura dell’inchiesta.

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