Sette milioni l’anno non gli bastano. “Sarà dura farcela. Ho famiglia”!

il

kover

Sono convinto da tempo che i calciatori vivano in un mondo parallelo. Non hanno una chiara visione di cosa sia la società attuale, non ne conoscono i problemi e non ne vivono i drammi.
Ho la certezza che anche i cestisti della NBA si muovano in quello stesso mondo.

Josh Smith riceverà un ingaggio di 1,5 milioni di dollari dai Los Angeles Clippers con cui giocherà la stagione 2015-2016, in aggiunta intascherà 5,4 milioni dai Detroit Piston ultima squadra con cui è andato in campo.

Porterà dunque a casa 6,9 milioni di dollari per un anno.

Non ho mai discusso sulle cifre di ingaggio degli sportivi. Fanno parte di una trattativa tra privati, rispondono alla legge della domanda e dell’offerta.

Quello che non sopporto è il mancato rispetto dei lavoratori che ogni santo mese, travolti dalla crisi, debbono fare i conti con gli euro che mancano. Non è demagogia, è solo che mi innervosisco quando sento frasi come quella detta dal signor Smith al giornalista David Witley dell’Orlando Sentinel.

Alla fine del discorso, io ho una famiglia. Così sarà un po’ più difficile per me quest’anno (la scorsa stagione guadagnava 14 milioni). Ma proverò a farcela. Ho preso una decisione e la porterò avanti”.

Un eroe!

Proverà a farcela?

Ma di che minchia parla?

Quasi sette milioni di dollari l’anno (circa 6,4 milioni di euro, tanto per intenderci) non bastano a garantire una vita serena?

Senza volere poi indagare su cosa abbia fatto dei 91 milioni guadagnati in carriera.

latrell21

Ma quello di Josh Smith non è un caso isolato.

Latrell Sprewell quando i Minnesota Timberwolves gli hanno proposto 30 milioni per tre anni ha avuto una reazione ancora più balorda.

È un’offerta offensiva”.

Poverino, dieci milioni a stagione l’offendevano…

Non sto qui a dire che calciatori, giocatori Nba o qualsiasi altro sportivo guadagni troppo. Ho già scritto la mia opinione sui 250 milioni intascati da Floyd Mayweather per un solo match. Non ci si deve stupire. Gli atleti producono un giro d’affari che dovrebbe essere proporzionale ai loro guadagni, quindi non trovo scandalosi i loro salari.

Ma per la miseria è proprio così difficile non tirare fuori il solito “tengo famiglia” ogni volta che si discute di soldi?

È questo che trovo offensivo, anzi nauseante.

 

 

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Nicola ha detto:

    Sono del suo stesso avviso sig. Torromeo.
    Ricordo a tal proposito un’intervista ad Antonio Cabrini. L’ex terzino della nazionale disse che il pullman della Juve passava appositamente davanti ai cancelli della FIAT perché in questo modo i calciatori ricordassero quanto erano fortunati. E pensare che a quei tempi gli ingaggi non erano nemmeno paragonabili a quelli di oggi.
    Purtroppo concordo con lei, oggi molti sportivi sembrano vivere in un’altra dimensione.

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