Mayweather jr e il record di Rocky Marciano

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Mancano ancora le firme sul contratto, ma tutti dicono che l’affare è fatto. Poniamo che sia vero e il piano si realizzi. Il 12 settembre all’MGM di Las Vegas saliranno sul ring Floyd Mayweather jr e Andrè Berto. Il match sarà trasmesso in chiaro dalla CBS. A Pretty Boy andrà una borsa di 30 milioni di dollari più un bonus legato agli introiti pubblicitari. Il network ha già venduto gli spazi per tutti i sabato di settembre, ma sembra che ci siano i margini per un rialzo dei prezzi vista la possibilità di trasmettere un mondiale del pugile più popolare del momento. E quando dico popolare intendo in senso positivo, ma anche negativo.

I bookmaker hanno già espresso la loro opinione su questa sfida, Bet365.com ha dato le quote: Mayweather paga 1,012 (1,2 dollari ogni 100 di puntata), Berto è dato a 17 (1.700 dollari ogni 100 di puntata).

Quote e avversario a parte sembra che la cosa più importante sia il fatto che il 12 settembre Mayweather uguaglierà il record di Marciano: 49+. Lo scrivono tutti. I giornali, i siti specializzati, l’intera rete. E allora io mi faccio alcune domande.

Che vuol dire “uguaglierà il record di Marciano?”

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Andando a scomodare il passato troviamo Willie Pep che ha vinto i primi 62 match della carriera prima di perdere contro Sammy Angott il 19 marzo del ’43.

Carlos Zarate ha vinto i primi 52 prima di essere sconfitto da Wilfredo Gomez il 28 ottobre del 1978.

Un precedente anche in casa nostra, seppure di livello decisamente inferiore ai due fenomeni che ho appena citato. Nino La Rocca ha vinto i primi 56 match da professionista prima di perdere per ferita contro Gilles Elbilia nell’europeo del 15 febbraio 1984 a Capo d’Orlando.

Se poi vogliamo indicare il maggior numero di vittorie tra i massimi che dire di Sam Langford che ne ha messe assieme 179?

Sugar Ray Robinson ha vinto i primi 40 match, ha perso contro Jake La Motta e dei successivi novanta incontri ne ha vinti 88 e pareggiati due.

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Da tutti questi numeri si deduce che l’unica cosa che rende unico il record di Marciano non è né il numero di vittorie consecutive, né tantomeno il numero di successi. Ma il fatto che lui si sia ritirato imbattuto dopo, appunto, 49 vittorie.

Leghiamo quindi il primato a un fatto così soggettivo?

Se il 16 aprile del 1999, dopo aver battuto per kot4 Tim Witherspoon il danese Brian Nielsen fosse sceso dal ring e avesse annunciato il ritiro avrebbe uguagliato il record di Marciano? E sì perché a quel momento anche il giovanottone aveva un bel 49+ da mostrare al mondo.

In qualsiasi sport le strisce positive si calcolano in assoluto. Il primato va a chi ha ottenuto quella più lunga. Il pugilato deve essere un’eccezione anche in questo.

Mettiamoci l’anima in pace e aspettiamo di leggere articoloni e paginate sul record che Mayweather uguaglierà dopo la vittoria su Berto o su qualsiasi altro pugile dovesse sfidarlo il 12 settembre.

Tanto poi si cambierà discorso e si comincerà a parlare del nuovo record, 50+, per il combattimento di maggio nella nuova arena dell’MGM. La rivincita contro Manny Pacquiao…

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