Il fantino dichiarato morto è tornato a gareggiare

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Brian Toomey giaceva sul lettino nel freddo della sala operatoria.

Era il 4 luglio del 2013.

Un’equipe di chirurghi si preparava a un’operazione ad alto indice di pericolosità.

I medici avevano avvertito i genitori che erano arrivati di gran corsa dall’Irlanda.

C’era solo il 3% di possibilità di sopravvivenza.

Nel caso in cui ce l’avesse fatta, esisteva il 60% di possibilità di una grave disabilità.

Tom era stato appena sbalzato dal suo cavallo Solway Dandy a Perth. Una caduta rovinosa, la testa che andava a impattare rovinosamente sul terreno. Era stato dichiarato morto per sei secondi, poi i paramedici l’avevano miracolosamente riportato in vita e ora il giovane jockey professionista, 24 anni, era nelle mani dell’abilità dei chirurghi del Ninewell Hospital di Dundee.

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Tagliavano una parte del cranio grande come una mano, impedivano all’ematoma di comprimere il cervello. Più tardi avrebbero sostituito quel pezzo di calotta cranica con titanio. Gli stimolavano un coma indotto.

Il volto di Brian era devastato, la testa deforme, ma lui alla fine era salvo.

E gradualmente recuperava. Estetica e forze, coraggio ed energie.

Quasi sei mesi in ospedale, cure intensive, fisioterapia, ripresa graduale degli allenamenti.

Un mese fa il rinnovo della licenza.

Martedì è tornato in pista in sella a Kings Grey a Southwell e ha chiuso secondo. Domenica ci riproverà e il miracolo sarà completo, qualsiasi risultato raggiunga.

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