Il fantino dichiarato morto è tornato a gareggiare

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Brian Toomey giaceva sul lettino nel freddo della sala operatoria.

Era il 4 luglio del 2013.

Un’equipe di chirurghi si preparava a un’operazione ad alto indice di pericolosità.

I medici avevano avvertito i genitori che erano arrivati di gran corsa dall’Irlanda.

C’era solo il 3% di possibilità di sopravvivenza.

Nel caso in cui ce l’avesse fatta, esisteva il 60% di possibilità di una grave disabilità.

Tom era stato appena sbalzato dal suo cavallo Solway Dandy a Perth. Una caduta rovinosa, la testa che andava a impattare rovinosamente sul terreno. Era stato dichiarato morto per sei secondi, poi i paramedici l’avevano miracolosamente riportato in vita e ora il giovane jockey professionista, 24 anni, era nelle mani dell’abilità dei chirurghi del Ninewell Hospital di Dundee.

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Tagliavano una parte del cranio grande come una mano, impedivano all’ematoma di comprimere il cervello. Più tardi avrebbero sostituito quel pezzo di calotta cranica con titanio. Gli stimolavano un coma indotto.

Il volto di Brian era devastato, la testa deforme, ma lui alla fine era salvo.

E gradualmente recuperava. Estetica e forze, coraggio ed energie.

Quasi sei mesi in ospedale, cure intensive, fisioterapia, ripresa graduale degli allenamenti.

Un mese fa il rinnovo della licenza.

Martedì è tornato in pista in sella a Kings Grey a Southwell e ha chiuso secondo. Domenica ci riproverà e il miracolo sarà completo, qualsiasi risultato raggiunga.

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Un cavallo dal giusto nome promuoverà la sfida di Las Vegas

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Chi gestisce la promozione di Mayweather jr vs Pacquiao è un fenomeno.

Hanno l’arena dell’MGM Grand piena, il circuito chiuso di Las Vegas esaurito, ma devono alzare i numeri della pay per view. È lì che c’è la cassaforte, lì che si nascondono i soldi veri. E allora bisogna spingere, investire per alzare i ricavi.

I quattro mega partner (Mayweather Promotion, Top Rank, HBO e Showtime) si sono messi d’accordo ancora una volta, i dollari fanno miracoli, e hanno chiuso un’accordo con la Starlight Racing. Perché?

La risposta testimonia la genialità della promozione.

Jack Woff, il boss della Starlight, ha un cavallo che (guarda un po’) si chiama Itsaknockout (“è un ko”, tradotto in italiano) e sabato alle 6:24 pm Eastern Time correrà a Lexington il Kentucky Derby. È una delle corse più famose del mondo, la prima della mitica Triple Crown che comprende anche Preakness Stakes e Belmont Stakes. Vincere una prova del trittico regala gloria eterna, centrare la tripletta ti porta dritto dritto nella leggenda. L’ultimo a riuscirci è stato Affirmed nel 1978.

Torniamo a Itsaknockout. Un nome che è tutto un programma. Laurie, la moglie di Woff, spiega perché ha deciso di chiamarlo così: “Lo stallone di cui è figlio si chiama Lemon Drop Kid. Mi ha subito dato l’idea di un pugile, per questo ho chiamato in quel modo il puledro. Credo di averla indovinata“.

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Il 3 anni, come ha rivelato un articolo del New York Times, indosserà nel pre gara una mantella con la pubblicità del match di Las Vegas con Mayweather scritto in rosso e Pacquiao in arancione. Durante la corsa il fantino che lo monterà, Luis Saez (uno dei più famosi d’America), avrà la pubblicità sui pantaloni. Su un lato Mayweather, sull’altro Pacquiao.

Il Kentucky Derby si correrà poche ore prima del mondiale welter. Un ultimo eccezionale lancio per il mega evento nel Nevada.

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Il 2 maggio sarà una giornata davvero speciale per lo sport made in Usa.

Oltre all’incontro dell’MGM Grand Arena e al Kentucky Derby, ci sarà il draft della NFL, i playoff di NHL e NBA. Boxe, ippica, football americano, hocky su ghiaccio, pallacanestro. Manca solo il baseball per fare il pieno. In un così alto concentrato di qualità e di passione anche Mayweather vs Pacquiao deve spingere sulla pubblicità per convincere la gente a comprare la pay per view. Anche perché costa 100 dollari…