La sfida di Diana sulle orme di Forrest Gump

segni

PROFONDI segni sulle braccia e sul collo, lunghe linee rosse che disegnano una mappa del dolore. Diana ha lo sguardo duro, capelli corti e biondi. Un viso pieno di rughe che raccontano le sofferenze di una vita.

Segni e rughe sono i messaggi che il suo corpo lancia a chi vuole starla ad ascoltare. Raccontano storie così diverse: i primi parlano della gioia, le altre mettono in mostra il dolore.

Diana Nyad (la foto sopra è stata pubblicata dal New York Times nel 2012) ha compiuto 65 anni da pochi giorni. Ha alle spalle una grande impresa e nella mente una grande idea.

È stata la prima donna a nuotare da Cuba alla Florida senza l’aiuto di una gabbia anti squali.

È partita alle 8:59 a.m. del 31 agosto 2013 da una località pochi chilometri a sud dell’Avana.

All’1:53 p.m. del 2 settembre è arrivata a Smothers Beach, Key West, Florida.

maschera

Centottanta chilometri a nuoto. Lungo il percorso ha incontrato meduse velonese, una tempesta, forti correnti. Ha indossato una maschera al silicone la prima notte, poi l’ha buttata via. Stringeva troppo, le dava problemi al viso e alla gola. Durante le due notti si è protetta con una muta intera: braccia e gambe coperte. Tre volte i subacquei sono dovuti intervenire per allontanare gli squali. Con lei ha lavorato un gruppo di 35 persone. Due notti senza dormire, per mangiare ha usato un tubo che le calavano direttamente dalle barche di appoggio. Per tenersi compagnia ha cantato più volte due canzoni dei Beatles: “Ticket to ride” e “Paperback Writer”.

Il nuoto è l’ultima forma di deprivazione sensiorale.”

Negli anni si è “allenata” per la grande impresa.

Nel 1975 ha nuotato attorno all’isola di Manhattan, appena 45 chilometri.

Nel 1979 ha nuotato da North Bimini (Bahamas) a Juno Beach (Florida), e qui i chilometri sono diventati 164.

Aveva già tentato quattro volte la traversata da Cuba alla Florida, dal 1978 al 2011, ma si era dovuta arrendere.

Appena messo il piede sulla spiaggia di Key West e dopo avere recuperato un minimo di energie, Diana ha detto alla giornalista del New York Times che ha raccontato la sua impresa: “Vorrei dare tre messaggi: 1. Non dobbiamo mai arrenderci; 2. Non sei mai troppo vecchio per abbandonare i tuoi sogni; 3. Questo sembra uno sport solitario, è invece un lavoro di squadra.

I segni rossi erano il ricordo che le avevano lasciato le meduse.

Le rughe raccontavano una storia decisamente più triste.

Diana Nyad

Diana è nata da Lucy Winslow Curtis e William L. Sneed jr, dopo il divorzio la mamma si è risposata con Aristotle Z. Nyad che ha adottato la ragazzina.

Aveva 11 anni la prima volta che il patrigno l’aveva molestata sessualemente. Era andata avanti fino a 14.

Poi si erano trasferiti in Florida e Diana aveva cominciato ad allenarsi seriamente, il nuoto era una grande passione, l’aiutava a sentirsi viva. Sognava di partecipare ai Giochi di Città del Messico 1968, ma un’endocardite l’aveva bloccata nel periodo migliore della preparazione.

Il suo allenatore era Jack Nelson, un altro che aveva abusato di lei quando aveva 15 anni.

Queste traumi sono stati raccontati più volta dalla Nyad che, dopo una turbolenta esperienza universitaria (è stata espulsa dalla Elmory University per essersi lanciata con il paracadute dal quarto piano), è diventata scrittrice, giornalista, oratore motivazionale e attivista del movimento lesbico americano.

Il 12 agosto ha festeggiato i 65 anni e nei giorni scorsi ha annunciato la prossima grande avventura: vuole attraversare gli Stati Uniti a piedi, correre sulle orme di Forrest Gump, trascinarsi dietro lungo il percorso un milione di americani.

Perché?

Per dare un calcio a quei culi grassi che vedo in giro” ha confessato in un’intervista al sito TMZ.

L’appuntamento è per il 2016, quando di anni ne avrà 67.

Ma cosa volete che importi a una che ha dovuto imparare presto a difendersi da sola, una che ha subito la peggiore delle violenze: quella di un padre sulla figlia.

Non bisogna arrendersi mai, in fondo non è l’età quella che può farci abbandonare i nostri sogni.

 

 

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