Il mito di Super D, Bad Boy cinese

kover

LIN DAN è un Bad Boy, un cattivo ragazzo. Uno di quelli che piacciono alle donne. È uno sportivo, è ricco e famoso. Ma se lo incroci in una delle nostre città certo non lo fermi per chiedergli un autografo.

Ha vinto due Olimpiadi e cinque Mondiali, nel suo sport è in corsa per essere il più grande di sempre. Ma confessalo, non sai proprio chi sia.

Ha guadagnato venti milioni di dollari, gira in Porsche, posa come modello per Dolce&Gabbana, dalle sue parti è una star della pubblicità. Ma ancora non hai capito che cosa faccia per vivere.

I paparazzi lo inseguono dovunque vada, lui e sua moglie Xie Xingfang (stella nello stesso sport del marito) sono la coppia più fotografata della nazione. Li hanno paragonati a David Beckham&Victoria Posh Adams dei tempi d’oro. Niente, non sei neppure vicino a capire di chi sto parlando.

coppia

Li chiamano “Condor Couple”, da una novella di Loris Cha: la storia di un guerriero impetuoso e della sua più tranquilla e anziana compagna. Lui ha 30 anni, lei due di più. Ma questo non vi aiuta a risolvere il mistero.

Il fatto è che non riusciamo neppure a pensare che fuori dal nostro mondo possano esistere sportivi ricchi e popolari come da noi lo sono i calciatori.

Lin Dan non vuole che lo chiamino Bad Boy. “Preferisco Super Dan.” Modesto lo è, per carità. Dovreste conoscerlo questo signore. Io l’ho incrociato due volte: a Pechino 2008 e Londra 2012. Ha vinto entrambe le edizioni dei Giochi, unico a riuscirci nel suo sport.

Il badminton.

Primo in ordine di popolarità in Cina seguito da calcio, basket e tennistavolo.

lite

Mancino, arrogante, bravo. In campo è una sorta di McEnroe d’epoca. Ha tentato di picchiare l’allenatore della Corea del Sud, ha preso a pugni in faccia il suo coach Ji Xipeng davanti a compagni di squadra e giornalisti.

È un eroe popolare. Il suo sito sul social network QQ ha quasi ventitrè milioni di followers. È l’unico giocatore di badminton ad avere realizzato (a 28 anni) il Super Grand Slam vincendo i nove maggiori tornei, Olimpiadi e Mondiali compresi.

E pensare che i genitori sognavano diventasse un pianista.

Schiaccia a 280 kmh, vola come una creatura mostruosa e picchia il volano con una cattiveria bestiale. Ha scoperto il badminton a 8 anni, a 12 era nella scuola dell’Esercito di Liberazione del Popolo, a 18 è arrivato in Nazionale senza più uscirne.

Ha un’altra cosa in comune con i nostri calciatori. I tatuaggi. Ne ha cinque.

Due sul braccio destro: la scritta “Sino alla fine del mondo” che è il titolo di una canzone popolare, ma anche quello della sua biografia; più una doppia F: sta per Fang Fang che è il soprannome della moglie.

Due sul braccio sinistro: la croce cristiana, simbolo di amore per la nonna; più cinque stelle che rappresentano gli Slam vinti.

Uno dietro il collo: LD, le sue iniziali.

londra

Sembrava dovesse ritirarsi dopo la vittoria a Londra 2012, è ancora in campo. Gioca molto meno. Nel 2014 è rientrato dopo sei mesi di stop. È tornato a vincere e recentemente ha piazzato il colpo grosso conquistando gli Australian Open, primo Slam da due anni a questa parte.

Super Dan, Bad Boy, Super D: chiamatelo come volete l’unica cosa certa è che Li Dan è una stella dello sport.

In Cina è un mito, in Italia non lo conosce nessuno o quasi.

Chiedo perdono a chi ama questo sport dalle nostre parti (soprattutto a quelli della F.I.Ba, la Federazione Badminton), non devono prendersela. Anche se li capisco. È un po’ come se in Cina ignorassero Lionel Messi. Paese che vai, sport che trovi.

(da Wikipedia) “Il badminton è uno sport praticato in singolo o in coppia su di un campo rettangolare diviso da una rete di altezza 1,55 metri. Il gioco consiste nel colpire un volano con una racchetta facendogli oltrepassare la rete e mandandolo nella metà campo opposta dove dovrà essere ribattuto al volo dall’avversario. Tra i più veloci sport di racchetta, il badminton è uno sport in cui si rendono necessarie prestanza fisica, agilità e prontezza di riflessi. L’effetto è spettacolare con scambi rapidi, cambi di fronte e movimentati recuperi.

Vi è tutto più chiaro? Se vi capita di vedere su qualche canale televisivo un tizio strano che insulta anche l’arbitro, ma quando schiaccia vi fa venire la pelle d’oca come ai tempi di Goran Ivanisevic, ora sapete chi è. Ha appena ripreso a giocare, mi sembrava giusto farvelo conoscere.

 

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