Io e la Kournikova a Parigi

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Era fine maggio del 2000, mi preparavo ad andare a Parigi per il Roland Garros. Marco Del Checcolo, che lavorava ancora per Adidas, mi aveva promesso un’intervista a tu per tu con Anna Kournikova se fossi arrivato un giorno prima del previsto. Avevo accettato. AK scatenava un morboso interesse nel mondo del tennis, e non solo, per quella sua sensualità adolescienziale. Si sarebbe ritirata nel 2003, a 23 anni, dopo avere disputato 147 tornei senza vincerne uno ma mettendo comunque assieme risultati tali da raggiungere il numero 8 del mondo. Questo è il racconto di quel pomeriggio con Anna Kournikova…

 

L’APPUNTAMENTO è degno del decollo di una navicella spaziale con destinazione Luna. Dalle 18.58 alle 19.04. Sei minuti per parlare da soli con Anna Kournikova. Prima di me sei televisioni europee, dopo di me il resto del mondo.

Lei indossa una maglietta attillata, un paio di jeans e le scarpe della nuova pubblicità, le platino. Le calzerà solo per il match d’esordio contro la Webb, poi le darà al museo dell’Adidas che ne tirerà 300 esemplari numerati e autografati e li distribuirà in sette nazioni al prezzo di 380.000 lire ciascuno.

E’ con la pubblicità che Anna, che è stata anche fra le Top Ten, fa i soldi. Quest’anno dovrebbe intascare dagli sponsor 18 miliardi, nell’intera carriera ha guadagnato in montepremi “solo” due milioni di dollari. Il trucco è tutto qui. Dopo avere disputato 70 tornei, non ne ha ancora vinto uno. La sua immagine invece è vincente nel mondo intero.

Anna non alza trofei, ma il paludato Times durante lo scorso torneo di Wimbledon le ha dedicato una grande foto in prima pagina e la sua immagine, corredata da un lungo articolo, è apparsa anche sul Katmandu Post. Quella treccia che ondeggia, il viso da bimba provocante, le movenze da pantera ereditate dalla mamma Alla, splendida trentaseienne, attirano anche i maniaci. Non solo quelli della racchetta.

Sposami, mi urlano a gruppi di dieci i ragazzi. L’unico problema è che non so chi dovrei sposare, o dovrei sposarli tutti?”

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Sulla Kournikova circolano mille voci. Le hanno attribuito molti fidanzati. Prima Fedorov, poi Philippoussis, quindi Lapentti. L’ultimo è stato Pavel Bure: giocatore di hockey su ghiaccio con i Florida Panthers, otto milioni di dollari annui di contratto. Dicono che le abbia proposto il matrimonio il 28 febbraio scorso al ristorante Forge di Miami Beach. Qui a Parigi però è ancora con Fedorov.

-E’ il tuo fidanzato?

Gli piacerebbe.”

L’intervista dura sei minuti, le risposte scivolano via come acqua del fiume. Rifiuta di rispondere a qualsiasi domanda critica, svicola davanti alle contestazioni, rifiuta commenti sul suo mondo. La faccia ha un’unica espressione con cui maschera ogni emozione.

Come attrice si è anche esibita in un film dal titolo “Me, myself and Irene” con Jim Carey, quello di Truman Show. Per una sua foto rubata, possibilmente nuda o quasi, i giornali pagherebbero cifre da capogiro. Ieri, navigando su Internet e utilizzando come parola chiave Kournikova, ho trovato 56.360 pagine. Niente male per una ragazza che compirà 19 anni il prossimo 7 giugno.

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Il famoso fotografo David La Chapelle le ha dedicato alcune ardite immagini in divisa da vetero comunista. In realtà servivano solo a farla vedere in microgonna rossa. Niente di sconvolgente. Più ardite le foto rubate ad inizio anno alla festa della Wta dove si è esibita con una mini che lasciava in bella mostra un tanga leopardato.

Sfilano davanti al seggiolino della russa dalla lunga chioma bionda giornalisti di mezzo mondo. Sei minuti per nazione, non un secondo di più. Un cerbero alto e grosso e lì a fare la guardia e a scandire i tempi. Qualcuno comincia a fare i conti sugli sponsor, tanto per capire come si arrivi a 18 miliardi.

Ci sono i reggiseni Berlei. Lo slogan è “Solo la pallina deve rimbalzare.” Quando sei in campo non puoi vedere i tuoi movimenti limitati da quello che la Natura ti ha regalato.

-Che misura porti?

La nove.” Pausa, risata. “Di scarpe.”

Poi i videogame Namco. “Qualcosa di bello da fare in due” è lo strillo usato per reclamizzare Anna Kournikova Smash Tennis Court.

L’abbigliamento Adidas, da cui vengono le scarpe da ginnastica platino e uno spot girato in una discoteca di New York assieme a Martina Hingis, Safin e Lapentti. Per chiudere c’è la Yonex, racchette e abbigliamento. Soldi, tanti.

Il giornalista di una tv nazionale tedesca si vede respingere al mittente tre domande giudicate dalla giovane figliola impertinenti. Perchè mai questa signorina dovrebbe accettare di essere messa in discussione?

La vita per lei è solo rosa. Abita a Miami e anche sulla sua nuova casa circola una voce romanzesca. La villa vale un milione di dollari, ma Fedorov gliela avrebbe ceduta al prezzo simbolico di 65$.

Gira il mondo in prima classe o (quando è a terra) in limousine. Non scende sotto la Porsche quando si tratta di viaggiare con il boyfriend di turno.

E’ stata al Jay Leno Show e ha spiegato perchè quei gonnellini che indossa sul campo sono così corti.

«Sono come quelli delle altre, solo che le mie gambe sono più lunghe.»

Lo sanno bene i ragazzi di Key Biscayne.

Per questo la Wta ha dato ai raccattapalle disposizioni precise.

Regola numero 7: stare lontani dalla Kournikova.

Regola numero 14: non fissare la Kournikova.

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Qualche anno fa il ministro inglese dello sport Tony Banks sfogliando i giornali che raccontavano la prima settimana di Wimbledon non era riuscito a trattenersi.

Questo è soft porno, non sport.”

Cosce, sederi, riprese delle belle signorine mentre servivano e mostravando inconsapevoli la mutandina. Aveva ragione il ministro. Nessuna delle ragazze aveva però protestato, una di loro sembrava anzi aver gradito l’omaggio.

E’ vero, il mio sedere è finito spesso sulle prime pagine dei giornali. Ma non era poi così brutto da vedere.“

La bella figliola eccitata per le foto era ovviamente la giovanissima Anna Kournikova.

Continua a ronzarci nella mente la frase che Pam Shriver ha detto qualche tempo fa.

Il rischio più grosso che corra una come lei è quello di rompere lo specchio dello spogliatoio.”

AK fa spallucce.

Il campo da tennis è il mio palcoscenico, lì devo essere libera di esprimermi. Essere bella non è una colpa.”

La pensano così i suoi ammiratori che le spediscono 200 lettere al giorno, oltre metà delle quali contengono proposte di matrimonio.

Le interviste sono finite. Lei concede un ultimo sorriso, poi torna sotto la protezione del suo clan. Questo Roland Garros sarà il 71° torneo della carriera. Sono in molti a chiedersi se riuscirà mai a vincere uno.