ottobre 2013
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PRIMA o poi doveva accadere. La Spagna ha acuito ufficialmente il distacco tra il terzo mondo pugilistico e le grandi potenze della boxe. Presto arriveremo a una mappatura più precisa di quelli che sono i reali valori di questo sport. Da una parte Stati Uniti, Germania, Inghilterra e tanti altri Paesi in cui il
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IL popolo della boxe non gode quasi mai. Da quando il web ha ampliato i confini di un mondo che si ciba di lamentele, il movimento della lacrima travolge chiunque abbia l’ardire di sorridere. Floyd Mayweather è noioso, Vasyl Lomachenko non è quel fenomeno che si dice, Rigondeaux fa una boxe poco spettacolare. E
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SONO rimasti in tre, gli stessi che erano saliti sul podio a Chicago. Sei anni fa. L’Italia continua a vivere alimentandosi del suo passato e senza guardare al futuro. Ma attenti, l’analisi dei risultati va fatta tenendo sempre a mente il quadro intero della situazione. Questi sono Mondiali di transizione. Il meglio del dilettantismo
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STAVO aspettando il match di Roberto Cammarelle, quando ho visto inquadrato dalla tv kazaka un gigante afroamericano. Mi ha colpito subito. Non per l’ingombrante capigliatura stile rasta tenuta a freno da un mega elastico, ma perché indossava un paio di occhiali da vista mentre sfilava sin sotto il ring e anche quando saliva i gradini
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I giornali sportivi sono in caduta libera, anche nel mese di maggiore vendita dell’anno (parlo di agosto, il rapporto di cui indico le cifre è quello fra il 2012 e il 2013) hanno registrato un calo preoccupante di vendite (fonte Accertamento Diffusione Stampa): – 18% circa la Gazzetta dello Sport, – 20% il Corriere dello
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Ching-Kuo Wu alle ultime elezioni per la presidenza del CIO, tenutesi a Buenos Aires, ha dimostrato di avere almeno due grandi difetti. Non è in grado di fare valutazioni politiche, non è in grado di procurare consensi all’esterno della sua disciplina. E’ stato infatti l’unico candidato eliminato al primo turno di consultazioni. Vuol dire che
